IL SARTO e PESSOA



Giovan Battista Moroni, Il sarto, 1570, National Gallery, London


Le poesie che vi propongo oggi sono il dono, inaspettato come tutti i doni, di due amici appena conosciuti grazie al blog.
La prima s'intitola "Amici di Letture e di Leggerezza" e l'autore è Leonardo Pieretti.
Leonardo ha fatto un bellissimo ritratto del nostro blog e di quello che faticosamente tutti gli scrittori desiderano ottenere dalle parole.
La seconda è una poesia di Fernando Pessoa "Le isole fortunate" inviata da Giovanni D., di Sassari anche lui appena "incontrato" in un angolo (ovvero un post) remoto di "Amici di letture".
Dopo quasi due anni di conversazioni con gli Amici di Letture, sono felicissima di inaugurare le pagine degli Amici di Letture, ovvero dei primi non studenti a scrivere per noi e di noi.
Il 2011 mi ha portato la notizia di una trasformazione, un cambio di pelle che per un po' mi lascerà senza corazza: non più- per un po'- insegnare letteratura, non più-per un po'- abitare Roma. Una nuova città, una nuova identità. Spero che Amici di Letture si trasformi con me e mi aiuti a indossare la nuova "pelle" o "vestito"- restando in sintonia con il tema del post odierno. Il blog, un'officina di scrittura collettiva? Un laboratorio che ci spinga ad uscire dal guscio? Scendere dalla cattedra (lassù a volte non si sente la voce del mare), spezzare la matita "rossa e blu", sostituirla con la piuma di un colibrì leggero e colorato. Un colore per ogni aggettivo azzeccato.
:) Grazie Leo e Giovanni!


Amici di Letture e di Leggerezza (di Leonardo Pieretti)

Vorrei tornare in sartoria
studente
per modellare tagliare cucire
e poi scucire rimodellare
con leggerezza ricucire
parole
con un filo di poesia.




Le isole fortunate

Quale voce viene sul suono delle onde
che non è la voce del mare?
E' la voce di qualcuno che ci parla,
ma che, se ascoltiamo, tace,
proprio per esserci messi ad ascoltare.
E solo se, mezzo addormentati,
udiamo senza sapere che udiamo,
essa ci parla della speranza
verso la quale, come un bambino
che dorme, dormendo sorridiamo.
Sono isole fortunate,
sono terre che non hanno luogo,
dove il Re vive aspettando.
Ma, se vi andiamo destando,
tace la voce, e solo c'è il mare.

Fernando Pessoa (poesia inviata da Giovanni D.)

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