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LEZIONI...ROMANE, OVVERO CALVINO E IL "NUOVO" BLOG


Sapevo che prima o poi avremmo dovuto fare i conti con la "pesantezza", con la "gravità", con "l'opacità del mondo". Così definiva Calvino quel divario tra la vita e la scrittura.
"In certi momenti mi sembrava che il mondo stesse diventando tutto di pietra". Per sfuggire all'inesorabile sguardo di Medusa vi è per Calvino la letteratura stessa che, esempio dopo esempio, storia dopo storia, indica la fuga, le vie della leggerezza: Perseo, Pegaso, Cavalcanti, Don Chisciotte...
Insomma la pesantezza è il rischio di tutto quello che non si trasforma, di quanto resta immutato nonostante le spinte verso l'alto o il basso.
Quando ho cominciato a scrivere questo blog non avevo più l'abitudine a scrivere ogni giorno e lo scopo era quello di leggere ogni giorno qualcosa con voi e per voi, in modo da condividere quanto avevo scoperto. Poi scrivendo di quello che avevo letto mi sono innamorata di nuovo della scrittura, e dell'abitudine alla scrittura.
La prima volta ho sentito parlare di un blog non mi era chiaro che cosa fosse. Soltanto quando ho pensato ad una sorta di diario (non segreto) mi è venuta voglia di averne uno.
Quando ero bambina avevo anche io un diario, di quelli con un piccolo lucchetto ed una chiave sottile da portare sempre con sè. A 11 anni si scrive di sogni, amori, banchi di scuola e piccole catastrofi quotidiane. "Caro diario" era l'incipit di ogni pagina, quasi una dichiarazione di affetto e gratitudine. Il diario si riempiva di osservazioni sul nulla: e così il nulla si trasformava in lunghi percorsi di parole, fino alla formula finale "ora devo andare a dormire, buona notte".
Quante cose abbiamo imparato scrivendo nelle pagine di un diario: prima di tutto dare una forma ai giorni sempre uguali; far aderire le parole ai "moti dell'animo". Ma soprattutto creare "moti dell'animo".
Era la scrittura a dare un senso alle emozioni indistinte che provavo ogni giorno: se non fosse stato per la scrittura, tutto sarebbe stato sempre solo "felice" o "triste", "bianco" o "nero", "bello" o "brutto".
Si emerge dalla pagina di un diario con la sensazione di aver creato zone d'ombra, sottoboschi di emozioni mai provate. Si abbandonano le strade soleggiate o i mari tempestosi, ci si sofferma tra muschi e licheni a contemplare i microscopici e complessi organismi viventi che per lo più ignoriamo.
Poi la vita accelera, e l'adolescenza si trasforma in un grande rullare di motori, un razzo pronto a lasciare l'atmosfera. La vita altrove: tutto diventa un dopo! Dopo i compiti, dopo gli esami, dopo l'inverno, dopo la laurea.
E quel dopo arriva in ritardo nelle nostre vita, quando cominciamo a vivere le nostre giornate ricordando il "prima": prima dei compiti, prima degli esami, prima dell'inverno, prima della laurea.
Ma torniamo alla leggerezza, ai blog e a Calvino: la scrittura quotidiana che affidiamo alle pagine di un blog ha immediatamente la possibilità di perdersi in uno spazio quasi "infinito", la rete; riverbera sugli schermi e sotto gli occhi di persone a migliaia di chilometri di distanza; il blog sfugge alla gabbia, alla pietra, al lucchetto del diario d'infanzia, cerca pagine infinite, si mette le ali e fugge altrove.
Siamo lontani dal prima e dal dopo, il blog impone un tempo nuovo, un presente eterno che ci sorride come una terra promessa.
E' il blog il luogo dove ci rifugeremo dopo aver incrociato lo sguardo di Medusa, sentito su di noi la minaccia della pietrificazione; il blog il nostro campo di battaglia contro i mulini a vento, la nostra casa di piume di colibrì, la palla di cannone del Barone di Munchausen, la nostra isola di Laputa fluttuante nell'iperspazio.
A questa leggerezza continueremo ad affidare tutti i fardelli del quotidiano; c'è di tutto nell'infinito universo della blogsfera. Naturalmente bisognerà, tra breve, munirsi di mappe per poter distinguere le mille costellazioni e i buchi neri. Ogni tanto ci areneremo tra relitti e "spazzatura", scorgeremo le vele dei "pirati", vecchie e nuove "sirene" ci imploreranno di fermarci ad ascoltare, avremo bisogno di legarci all'albero della nostra nave, o di tappi alle orecchie.
Ma la leggerezza sarà la quotidianità, il rischio sarà quello di sparire, smaterializzarsi e diventare impalpabili.
Che fare? Il blog Amici di Letturevdiventerà il nostro diario, e avrà il sottotitolo "Amici di Leggerezza". Proseguire il nostro viaggio sarà la nostra lotta contro Medusa; insieme, però, con l'eco delle vostre parole, come la voce della ninfa innamorata di Narciso. Non rifugiatevi nelle vostre caverne. Viaggeremo insieme!

Commenti

  1. Salve,
    avrei bisogno di un consiglio da prof e uso questo spazio perchè non riesco ad accedere all'indirizzo mail..
    Sono una studentessa di Lettere moderne quasi alla fine del secondo anno e meditando sulla tesi sto pensando di inserire letteratura americana (statunitense per la precisione). Ho letto molti libri di autori americani soprattutto di otto-novecnto, ma vorrei sapere se può consigliarmi un testo di storia della letteratura e di critica ai testi, così da farmi un'idea più precisa del quadro complessivo e degli autori di cui tener conto.

    Grazie, spero possa aiutarmi!
    Cinderella

    RispondiElimina
  2. La scrittura è stata per me un'ancora di salvezza. Prima mi ha ghermito dal baratro, ora mi dona speranza. Non potrei vivere senza.

    Consiglio a Cinderella le antologie della Norton Anthology dedicate alla Letteratura Americana. Costano parecchio e si trovano su Amazon. Però vale la pena.

    RispondiElimina

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