martedì 25 gennaio 2011

DESTINAZIONI D'AUTORE



Vorrei invitarvi a partecipare a un viaggio "insolito". Andate sul sito DESTINAZIONI D'AUTORE e visitate l'Italia attraverso la letteratura più interessante degli ultimi anni.

Perché la letteratura è sempre il viaggio più bello...e poi partecipate al concorso diventando co-autore.

Bon voyage!

COME UN ROMANZO, CONFESSIONI DI UN PROF AMICO DI LETTURE



"Ben presto il professore diventa un vecchio professore. Non che questo mestiere logori più di un altro, no...è il fatto di sentire tanti genitori parlargli di così tanti figli- e così facendo parlare di se stessi - e sentire i raccontidi tante vite, di tanti divorzi, tante storie di famiglia: malattie infantili, adolescenti che non tieni più, figlie predilette il cui affetto ti sfugge, pianti per i fallimenti e moti di orgoglio per i successi, tante opinioni su tanti argomenti, e sulla necessità di leggere, in particolare, l'assoluta necessità di leggere, che ottiene l'umanità.
Il dogma.
Ci sono quelli che non hanno mai letto e se ne vergognano, quelli che non hanno più tempo di leggere e se ne rammaricano, quelli che non leggono romanzi ma libri utili saggi, testi tecnici,biografie, libri di storia, quelli che leggono di tutto, quelli che "divorano libri" e gli brillano gli occhi, quelli che leggono solo i classici, signore, "perché non c'è miglior critico del vaglio del tempo", quelli che passano l'età matura a "rileggere", e quelli che hanno letto l'ultimo Tale e l'ultimo Talaltro, perché bisogna pure, signore, tenersi al corrente.
Il dogma.
Ma tutti, tutti, in nome della necessità di leggere.
Il dogma.
Compreso colui che oggi non legge più ma afferma, un tempo ha letto molto solo che oramai ha gli studi alle spalle e una vita "riuscita", -solo con le proprie forze, naturalmente (è di quelli che "non devono niente a nessuno") ma ammette senza difficoltà che quei libri, di cui non ha più bisogno, gli sono stati molto utili...addirittura indispensabili, si "in-di-spen-sa-bi-li!".
Il dogma.

(Daniel Pennac, Come un romanzo, Feltrinelli p.56)


p.s.
Sembra scritto da "uno di noi"!Contro il dogma, perché la lettura si scopre dentro come un organo che atrofizzato ha ripreso a funzionare...contro il dogma della lettura come dovere.

martedì 18 gennaio 2011

LEZIONI...ROMANE, OVVERO CALVINO E IL "NUOVO" BLOG


Sapevo che prima o poi avremmo dovuto fare i conti con la "pesantezza", con la "gravità", con "l'opacità del mondo". Così definiva Calvino quel divario tra la vita e la scrittura.
"In certi momenti mi sembrava che il mondo stesse diventando tutto di pietra". Per sfuggire all'inesorabile sguardo di Medusa vi è per Calvino la letteratura stessa che, esempio dopo esempio, storia dopo storia, indica la fuga, le vie della leggerezza: Perseo, Pegaso, Cavalcanti, Don Chisciotte...
Insomma la pesantezza è il rischio di tutto quello che non si trasforma, di quanto resta immutato nonostante le spinte verso l'alto o il basso.
Quando ho cominciato a scrivere questo blog non avevo più l'abitudine a scrivere ogni giorno e lo scopo era quello di leggere ogni giorno qualcosa con voi e per voi, in modo da condividere quanto avevo scoperto. Poi scrivendo di quello che avevo letto mi sono innamorata di nuovo della scrittura, e dell'abitudine alla scrittura.
La prima volta ho sentito parlare di un blog non mi era chiaro che cosa fosse. Soltanto quando ho pensato ad una sorta di diario (non segreto) mi è venuta voglia di averne uno.
Quando ero bambina avevo anche io un diario, di quelli con un piccolo lucchetto ed una chiave sottile da portare sempre con sè. A 11 anni si scrive di sogni, amori, banchi di scuola e piccole catastrofi quotidiane. "Caro diario" era l'incipit di ogni pagina, quasi una dichiarazione di affetto e gratitudine. Il diario si riempiva di osservazioni sul nulla: e così il nulla si trasformava in lunghi percorsi di parole, fino alla formula finale "ora devo andare a dormire, buona notte".
Quante cose abbiamo imparato scrivendo nelle pagine di un diario: prima di tutto dare una forma ai giorni sempre uguali; far aderire le parole ai "moti dell'animo". Ma soprattutto creare "moti dell'animo".
Era la scrittura a dare un senso alle emozioni indistinte che provavo ogni giorno: se non fosse stato per la scrittura, tutto sarebbe stato sempre solo "felice" o "triste", "bianco" o "nero", "bello" o "brutto".
Si emerge dalla pagina di un diario con la sensazione di aver creato zone d'ombra, sottoboschi di emozioni mai provate. Si abbandonano le strade soleggiate o i mari tempestosi, ci si sofferma tra muschi e licheni a contemplare i microscopici e complessi organismi viventi che per lo più ignoriamo.
Poi la vita accelera, e l'adolescenza si trasforma in un grande rullare di motori, un razzo pronto a lasciare l'atmosfera. La vita altrove: tutto diventa un dopo! Dopo i compiti, dopo gli esami, dopo l'inverno, dopo la laurea.
E quel dopo arriva in ritardo nelle nostre vita, quando cominciamo a vivere le nostre giornate ricordando il "prima": prima dei compiti, prima degli esami, prima dell'inverno, prima della laurea.
Ma torniamo alla leggerezza, ai blog e a Calvino: la scrittura quotidiana che affidiamo alle pagine di un blog ha immediatamente la possibilità di perdersi in uno spazio quasi "infinito", la rete; riverbera sugli schermi e sotto gli occhi di persone a migliaia di chilometri di distanza; il blog sfugge alla gabbia, alla pietra, al lucchetto del diario d'infanzia, cerca pagine infinite, si mette le ali e fugge altrove.
Siamo lontani dal prima e dal dopo, il blog impone un tempo nuovo, un presente eterno che ci sorride come una terra promessa.
E' il blog il luogo dove ci rifugeremo dopo aver incrociato lo sguardo di Medusa, sentito su di noi la minaccia della pietrificazione; il blog il nostro campo di battaglia contro i mulini a vento, la nostra casa di piume di colibrì, la palla di cannone del Barone di Munchausen, la nostra isola di Laputa fluttuante nell'iperspazio.
A questa leggerezza continueremo ad affidare tutti i fardelli del quotidiano; c'è di tutto nell'infinito universo della blogsfera. Naturalmente bisognerà, tra breve, munirsi di mappe per poter distinguere le mille costellazioni e i buchi neri. Ogni tanto ci areneremo tra relitti e "spazzatura", scorgeremo le vele dei "pirati", vecchie e nuove "sirene" ci imploreranno di fermarci ad ascoltare, avremo bisogno di legarci all'albero della nostra nave, o di tappi alle orecchie.
Ma la leggerezza sarà la quotidianità, il rischio sarà quello di sparire, smaterializzarsi e diventare impalpabili.
Che fare? Il blog Amici di Letturevdiventerà il nostro diario, e avrà il sottotitolo "Amici di Leggerezza". Proseguire il nostro viaggio sarà la nostra lotta contro Medusa; insieme, però, con l'eco delle vostre parole, come la voce della ninfa innamorata di Narciso. Non rifugiatevi nelle vostre caverne. Viaggeremo insieme!

domenica 2 gennaio 2011

"L'uomo nella tempesta"



Lo scorso 26 dicembre un uomo ha documentato con la sua telecamera la tempesta di neve che ha colpito New York. E ne ha fatto un cortometraggio da Oscar. E' questo il parere di Roger Ebert - uno dei più accreditati critici cinematografici USA - che ha pubblicato il filmato sul blog che scrive sul sito del Chicago Sun-Times Secondo Ebert il video, girato da Jamie Stuart e chiamato "Un idiota col cavalletto", meriterebbe una statuetta come "migliore cortometraggio in presa diretta" per tre motivi: "(1) Per la sua magnifica qualità. (2) Per l'omaggio che fa al classico "L'uomo con la macchina da presa" di Dziga Vertov, girato nel 1929

(A proposito ecco il video di Dziga Vertov)






(3) Perché rappresenta un incredibile esempio di efficienza tecnica: è stato girato il 26 dicembre e la mail con cui l'ho ricevuto da Jamie Stuart è datata 27 dicembre 2010". Su YouTUbe, intanto, il filmato ha già totalizzato più di 250.000 visualizzazioni.

LA Repubblica.it by Pier Luigi Pisa

LA MAPPA DELLE STORIE INVISIBILI: Roma, Fontana delle tartarughe

Stasera una storia invisibile è apparsa alla Fontana delle tartarughe... buon ascolto, se passate di là. E, a proposito, salutatemi Serafina...