AUGURI IN UNA BUSTA (DI PLASTICA)

Volevo augurarvi un anno "pulito" e leggero! Liberiamoci delle zavorre, dei pesi che inquinano fuori e dentro. Vi propongo due riflessioni: la prima in immagini, sulle morti bianche, dal film "Sul mare". Un monologo bellissimo per sperare che il 2011 sia l'anno del lavoro sicuro e per tutti. La seconda è un articolo dello scrittore Marco Lodoli, per salutare in poesia il sacchetto di plastica!



VENERDÌ, 31 DICEMBRE 2010

Pagina XXI - Roma

Addio prepotenti sacchetti di plastica ma in fondo c´era anche un po´ di poesia
MARCO LODOLI

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(segue dalla prima di cronaca)
Anche da noi, per fortuna, qualcuno da solo ha imparato a non sprecare, a non seminare il mondo di plastica oscena, a ficcare la spesa in un carrello. Insomma: siamo tutti d´accordo, deplastifichiamoci! Eppure, di nascosto, vergognandosi per la propria inciviltà, per un sentimentalismo barbaro e asociale, una minuscola parte di me si ferma a ricordare… Qualcosa torna dal passato, con i colori vaghi della nostalgia. Immagini sparse, brutte, belle, piene di sacchetti di plastica.
Quella volta che pioveva a dirotto e con una ragazza che non c´è più ci siamo legati in testa due buste del supermercato, e l´acqua picchiettava sui pensieri e ridevamo. E quella volta sugli scalini di una chiesa vicino alla Stazione Termini, a parlare per un´ora con una vecchia barbona che teneva tutta la sua vita in quattro buste di plastica, i vestiti, il cibo, ma anche le foto della giovinezza, quando tutto era diverso. E quelle corse in Vespa, con una busta di libri attaccata al gancio del sellone, libri meravigliosi da riportare a casa, libri inseguiti e trovati e metà prezzo su una bancarella: tanta poesia in una sola busta! E il costume bagnato e la cuffietta per i capelli dentro il sacchetto di plastica, alla fine di una lunga nuotata, alla fine di una piscina infinita. E quelle imprecise eppure precisissime valutazioni economiche fatte al volo sul numero delle buste del supermercato: "Prima con questi soldi mi portavo a casa tre buste piene di roba, ora neanche due, porca miseria!" E quella volta sotto casa, quando davanti al cassonetto traboccante, davanti a quei cumuli nauseabondi di buste ammucchiate a casaccio, ho sentito il peso della metafora, la verità di quello che Montale chiamava il correlativo oggettivo e ho pensato: voglio una vita diversa, migliore, grazie per l´avvertimento, cari sacchetti.
E ora addio, buste della vita nostra, cariche di tutta la nostra mondezza, addio per sempre: da oggi cercheremo di essere più puliti, più chiari, più svedesi.



p.s. di Giovanna Iorio
Come non pensare ad "American Beauty"...salutiamo il sacchetto di plastica con questo video bellissimo, in cui una busta di plastica è una forza benevola, una bambina che danza...


Commenti

  1. Ciao, nell'augurarti un buon 2011 invito te e i tuoi lettori a votare i migliori film ed attori del 2010.

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