FAZIO, SAVIANO E UN PO' DI CROCE OVVERO PERCHE' NON MI PIACE IL MINESTRONE



Rileggevo proprio ieri, insieme a voi, la famosa frase di Benedetto Croce su Napoli: "un paradiso abitato dai diavoli".
Lo so, quasi un luogo comune oramai. Ma all'epoca deve aver fatto un certo effetto. Soprattutto ai "poveri diavoli" napoletani, che di colpe ne avevano poche, visto che il caro Padre Eterno li aveva lasciati al loro destino di esseri "maledetti" e di loro non se ne era più curato, se non a distanza e attraverso leggi e decreti salvafaccia e salvaconto in banca dei cosiddetti "angeli" sparsi sul territorio nazionale.

Da sei minuti è martedì. Finalmente ho di nuovo l'energia giusta per sperare di cambiare il mondo. Perché, ed è un'osservazione ricorrente nel mio blog, il lunedì è davvero un giorno "sfigato": tutti lo odiano, tutti resterebbero a letto a dormire. Insomma, è il giorno dedicato alla crisi. E per fortuna, finalmente, questa volta tocca al governo! Lunedì di crisi nella stanza dei bottoni.

Il lunedì è, da due settimane, anche il giorno di Saviano e Fazio. Il loro programma "Vieni via con me", dovrebbe trascinarti fuori "da questo mondo", dalle sabbie mobili in cui, puntualmente, la nostra volontà sprofonda ... di lunedì.

Ed ecco, che le associazioni continuano, apparentemente senza nesso. Il lunedì, a casa nostra, era anche il giorno del minestrone. Niente di male, fa bene il minestrone. Peccato che io non abbia mai conosciuto un bambino al quale faccia piacere mangiarlo. E stasera credo di aver avuto una rivelazione. Credo finalmente di aver capito cosa ci sia di fondamentalmente sbagliato nel minestrone. E di questa illuminazione devo ringraziare Roberto Saviano e Fabio Fazio.

"Vieni via con me" è infatti un minestrone. E' la minestra del lunedì, che dopo l'orgia - parola a caso - della cronaca di un'intera settimana, di un'intera vita, viene a prometterti salute e longevità.

Ecco gli ingredienti del minestrone "Vieni via con me", perfetta miscela di ingredienti sopraffini che però il bambino, misteriosamente rifiuta. Fra un minuto dovrei riuscire a farvi capire cosa ci sia di fondamentalmente sbagliato in un minestrone per un bambino.

Ingredienti:
Saviano- Eutanasia- elenchi -Englaro - Fazio - Bersani -elenchi- Fini- Welby- Rossi-

Il bambino vede una poltiglia variopinta dove tutti gli ingredienti sono riconoscibili, ma non è il passato di verdure. Dunque vede e distingue: la carota, la patata, la zucchina (che odia) la cipolla l'aglio gli odori.
Il bambino è confuso. Non può dire che non gli piaccia il sapore di quella minestra calda, confortante e consolatoria che la mamma vuole dargli per rimediare ad una "settimana" di errori. Ma così non va. La patata sa di carota, la cipolla d'aglio, la zucchina di sedano e gli odori tutti insieme gli rimbalzano sulle papille in cerca di una chiara sensazione di sapore.

Ecco perché il lunedì non si dovrebbe dare ai bambini il minestrone. Li confonde. Gli dice che hanno sbagliato a dire, quasi urlare: "W le lasagne" proprio ieri.

Avete capito? Insomma, non (ri)conosco più Saviano, non riconosco più Fazio, riconosco Fini e Bersani, riconosco i loro elenchi: sono ancora sui muri, a brandelli si leggono ancora le frasi dei loro cartelloni pubblicitari.

Ecco. La gente il lunedì ha bisogno di gusti chiari e decisi. Forse un telegramma dal cielo: "Sono il Padre Eterno- domani scende a Napoli il mio secondogenito Orsù- ha 5 anni e, vi metto in guardia, neanche in croce gli farete dire W IL MINESTRONE".

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