POESIA MAGISTRA VITAE



Ancora attualità per il nostro blog. Dopo Benigni e Oscar Wilde, poeta e omosessuale, ecco ancora cibo per la mente degli amici di letture, menti acute e sensibili: politica, omosessualità, letteratura, vita. Basta dare un'occhiata qui per decidere se le parole servono il potere o se il potere serve le parole.
Guardando queste splendide case che noi non potremo mai abitare, quando (e se) monterà in voi un'insolita rabbia d'altri tempi, celebrate il potere delle parole di Pasolini, poeta e omosessuale,che non mi stancherò mai di rileggere e proporre(già post 1 Maggio 2010)
Buone letture!


Solo fino all'osso, anch'io ho dei sogni
che mi tengono ancorato al mondo,
su cui passo quasi fossi solo occhio...
Io sogno, la mia casa, sul Gianicolo,
verso Villa Pamphili, verde fino al mare:
un attico, pieno del sole antico
e sempre crudelmente nuovo di Roma;
costruirei sulla terrazza, una vetrata,
con tende scure, di impalpabile tela:
ci metterei, in un angolo, un tavolo
fatto fare apposta, leggero, con mille
cassetti, uno per ogni manoscritto,
per non trasgredire alle fameliche
gerarchie della mia ispirazione...
Ah, un po’ d'ordine, un po’ di dolcezza,
nel mio lavoro, nella mia vita...
Intorno metterei sedie e poltrone,
con un tavolinetto antico, e alcuni
antichi quadri, di crudeli manieristi,
con le cornici d'oro, contro
gli astratti sostegni delle vetrate...
Nella camera da letto (un semplice
lettuccio, con coperte infiorate
tessute da donne calabresi o sarde)
appenderei la mia collezione
di quadri che amo ancora: accanto
al mio Zigaina, vorrei un bel Morandi,
un Mafai, del quaranta, un De Pisis,
un piccolo Rosai, un gran Guttuso...

(Verso le Terme di Caracalla, Pier Paolo Pasolini)

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