LA POLVERE E LA LUNA



Trent'anni fa il terremoto il Irpinia. In un' antologia i poeti irpini ricordano la polvere e la luna di quel 23 novembre; il libro è al centro del tour dei poeti irpini iniziato il 29 ottobre a Nusco con l'intento di ricordare e rivivere quel lontano freddo pomeriggio di novembre.
La polvere e la luna: i poeti del 23 novembre a cura di Paolo Saggese (Delta 3 edizioni, 2010). Tratto dal libro, ecco il mio contributo.

La notte che il mio paese sparì

La notte che il mio paese sparì
C’era la luna
Era novembre e il melo
Aveva foglie appuntite
morse dal gelo

Ricordo il pianto dei vecchi e il silenzio dei bambini
Il latrato del cane incatenato a un cancello vuoto
Mio padre che urlava i nostri nomi come un cieco
Tra le rovine di un paese cancellato.

La nebbia ebbe pietà di noi
Coprì la paura con un velo di stupore
E chiuse gli occhi alle case squarciate dal dolore.

La luna ci fissava senza parole
I tetti scoperchiati come pentole fumanti
Il ventre della terra ancora pulsante
La tavola sparecchiata dalla mano di un gigante

Rimase tutta la notte a vegliarci, la Luna,
Spuntava di tanto in tanto tra i sassi
La sua luce lieve priva di passi

Giunse dopo ore infinite e lente, il Sole
Insieme alla pioggia sottile invernale
il fango le ruspe le tende
una luce bianca e indifferente.
(18 settembre 2010)

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