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LA LUSINGA DELLA SCRITTURA: OVVERO COME FARSI PUBBLICARE UN'OPERA PRIMA



I libri sono oramai il frutto di un'attenta strategia editoriale: non più -solo- ispirazione e sudorazione, ma calcolo sapiente di felici risoluzioni e combinazioni.
Tutti conoscono il cantante rock Ligabue, la sua voce roca e rocka è però mescolata a liriche sempre uguali a se stesse. Il rock italiano di Ligabue è un po' stanco, cigola come un carretto che percorre sempre lo stesso sentiero, avanti e indietro.
E poi c'è la vertigine del successo che s'impossessa del cantante bolognese e gli suggerisce di fare il surfista della piatta Italia priva di onde anomale.

Ligabue cantante, Ligabue scrittore, Ligabue regista. E ora anche Ligabue personaggio. Eccolo protagonista di una raccolta di racconti Sette notti con Liga di Chimena Palmieri, improvvisamente nota grazie ad un'idea che vale da sé la recensione sui blog che parlano di letteratura come il nostro.

La fan di Ligabue, quarantasette anni, un lavoro come contabile all'Università Politecnica di Ancona, pensa di scrivere un paio di raccontini da pubblicare sul blog dei fan della rockstar. Come protagonista l'uomo Ligabue, i suoi sogni, le debolezze, la quotidianità. Ligabue eroe quotidiano, che prende il posto di uno sconosciuto al quale il ruolo di protagonista avrebbe potuto regalare la vita di inchiostro e carta di cui sono fatti i personaggi delle storie inventate.
Ma Ligabue legge le storie e s'innamora di sé - si sente lunsingato e cede alla vanità.
Il risultato? Quindici storie, 112 pagine, 12 euro e un libro edito da Sonzogno.
Che dire? Magari tra voi c'è qualche fan di Ligabue che leggerà con entusiasmo le storie dell'eroe della scena rock italiana. Magari qualcuno si emozionerà e piangerà pure quando, nell'ultima storia, Ligabue è in un letto d'ospedale, solo e abbandonato, con accanto la sua fan quarantasettenne che gli rammenta le ragioni per continuare a lottare, a cantare, a vivere. Lacrime e rock, finzione e realtà. C'è spazio per tutto nell'universo dell'editoria italiana, per tutto e per tutti, tranne purtroppo per quegli scrittori sconosciuti che hanno qualcosa di importante da dire ma che stentano a trovare testimonial come Ligabue.
Che sia l'idea giusta per pubblicare il primo libro? Basterà, con un click, sostituire sapientemente il nome dei personaggi delle vostre storie: al posto di uno sconosciuto Ugo Senzasugo usate il nome di un cantante vanitoso, di un politico vanaglorioso o, meglio ancora, di un assassino sanguinario e impunito.
E forse anche gli autori sconosciuti verranno pubblicati. Che poi nessuno li legga, a chi importa in un'Italia in cui tutti scrivono e nessuno legge?

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