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Benigni ospite a Sanremo legge la lettera di Oscar Wilde.
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Fra qualche settimana ritorna Sanremo, ritorna l'Italia delle canzonette. Nel 2009, Roberto Benigni ospite speciale al Festival offrì al pubblico un lungo monologo, parlando di Veltroni e Berlusconi. Oggi però varrebbe la pena ricordare il suo tributo agli omosessuali, "perseguitati perché amavano".
Gli omosessuali non sono fuori dal piano di Dio". Si ride a lungo, poi Benigni cambia registro. E dice la sua sulle polemiche sugli omosessuali: "E' una storia incredibile che va avanti da millenni. Gli omosessuali non sono fuori dal piano di Dio. Di peccati c'è solo la sutpidità". "Per rendere l'idea dell'assurdità e ridicolaggine" di certi atteggiamenti, Benigni ricorda che gli omosessuali "sono stati seviziati e sono morti nei campi di concentramento perché amavano un'altra persona". "Mettiamo che un eterosessuale si innamori focosamente di una persona dell'altro sesso - spiega - e a un certo punto lo prendono, lo torturano e lo uccidono perché si è innamorato. Tanti omosessuali sono stati torturati perché amavano un'altra persona, lasciate stare il sesso. E' un'assurdità".
"Gli omosessuali sono persone che si amano". L'attore giudica "assurdo" che si parli di omosessualità "con tanta rozzezza", "sono persone che si amano, non è che per colpa loro finisce la razza, come dice qualcuno". Nella storia dell'umanità, continua, "ci hanno fatto dei doni enormi, ed è il sentimento dell'amore che caratterizza gli omosessuali. E quando c'è l'amore tutto diventa grande. Nemmeno la fede rassicura, l'unica cosa che rassicura è l'amore". Poi Benigni ricorda Oscar Wilde, "messo ai lavori forzati per la sua omosessualità. In prigione ha scritto una lettera alla persona per la quale era stato condannato". La lettera, Benigni la legge tutta. Poi lascia il teatro, ed è standing ovation.
(17 febbraio 2009)

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