UNA DOMENICA A ROMA - FRA MANDRILLI E CAIMANI



(Da L'angolo della critica del nostro blog)

Una visita allo zoo può essere estremamente educativa, per grandi e piccini.

Il Bioparco di Roma è un'isola verde e ospitale che accoglie migliaia di visitatori, per la gioia di orsi, avvoltoi e altri animali socievoli che non vedono l'ora di fare quattro chiacchiere con gli umani sorridenti muniti di macchina fotografica e telecamera.

La visita allo zoo è, oggigiorno per una famiglia media, un piccolo lusso da concedersi con moderazione. Il biglietto intero è di 10 euro, non c'è lo sconto famiglia, ma i bambini al di sotto del metro di altezza entrano gratis.

Funziona cos': c'è una giraffina sorridente alle casse e all'ingresso. E' lì che il figliolo spilungone di soli tre anni deve sostare per la MISURAZIONE dell'altezza.

Fantastico e sorprendente verificare in tale occasione che il secondogenito è praticamente cresciuto con l'ultimo acquazzone (i temporali d'autunno si sa, fanno disastri); davanti alla mia costernazione "ma come, sei un metro e quattro centimetri!" mio marito toglie le scarpe da ginnastica al piccolino che scalzo è sceso al di sotto del sorrisetto della giraffina.

Incredibile! Tiriamo un respiro di sollievo ed entriamo. La prima lezione indimenticabile ci viene data "gratuitamente e senza extra" alla gabbia del mandrillo.

Un nonno arzillo e prestante istruisce il nipotino: "vedi, questo è un mandrillo. I maschi sono di continuo addosso alle femmine. E' per questo che un uomo in gamba con le donne lo si chiama mandrillo"! Tanto varrebbe aggiungere qualche informazione, per esempio che nel rettilario c'è anche il famoso caimano che , insieme ai vari mandrilli italiani costituisce la maggioranza del nostro Governo attuale.

Facciamo qualche metro ed ecco un papà della domenica che dice al figlio "Che cagata non si dice. Dite semplicemente che il lupo non v'interessa...parlate meglio!" Poi però, rapito da un'altra conversazione, quando i figli gli chiedono di raccontare di nuovo l'avventura con i lupi sulle montagne dell'Abruzzo con lo zio Saverio, lui si fa prendere dalla foga e dice: "Chi? Vostro zio? Quel figlio di p...." e poi via con i dettagli con tanto di peripezie, prove dell'eroe, catastrofe e ahimè! nessuna catarsi.

Infine voliamo all'uscita...Al Bioparco di Roma non c'è un'uscita normale! Per poter uscire è obbligatorio passare all'interno del negozio di giocattoli dello zoo, tra ceste ricolme di animali di peluche e di gomma, libri educativi, dvd ecc. ecc. Non c'è altra via d'uscita! Pianti, capricci, ricatti, minacce. Un inaspettato e indimeticabile teatro delle dobolezze famigliari, un lunghissimo tunnel del terrore per genitori ostaggio e bambini isterici.

Quando ne usciamo abbiamo capito che siamo pessimi genitori in un pessimo zoo con pessimi visitatori. Tanto vale infilarci anche noi in una gabbia, che di certo allo Zoo qualcuno verrebbe a guardare i poveracci come noi - forse qualcuno interessato ad un documentario intitolato "Che razza di razza è il visitatore del Bioparco di Roma?". Ci vediamo nella gabbia...

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