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IL SITO DI ALDA MERINI


Versi e ricordi per Alda Merini


Il sito come un salotto letterarioA quasi un anno dalla scomparsa della poetessa milanese, tante iniziative per ricordarla e una pagina web che registra sempre più contatti. La figlia: "Mia madre donna di una generosità che non si può spiegare, per questo è così amata" di SARA FICOCELLI


"Una donna attuale sempre. L'artista per eccellenza, che non finge né a se stessa né agli altri. Lei è genuina come ciò che scrive, nei suoi versi riflette la vita di tante donne. Se l'avessi qui con me, l'abbraccerei e le regalerei una collana, so che a lei piacevano moltissimo". "Alda c'è, e veleggia tra i nostri messaggi, tra le nostre umili poesie. Lei si è sempre accettata, cosa che gli altri non hanno fatto con Lei". Vale la pena visitare il sito della poetessa Alda Merini 1, anche se non si conoscono le sue parole.

Il forum rappresenta uno dei pochi esempi, in Italia, di community nata per ricordare una poetessa. Contemporanea, per giunta. Gli utenti registrati non si limitano a ricordare la Merini con qualche frase ma lasciano sul web migliaia di pensieri, aforismi, poesie, prendendo spunto dalle parole della poetessa per costruire le proprie. "Sulle ali della notte la tua luce / vaga raccogliendo il cuore della gente / fra queste mani e questi occhi e queste note", scrive Carmen. Si tratta insomma di un vero e proprio "salotto culturale", ma virtuale. Finora sono 5749 le poesie pubblicate e centinaia gli interventi. Una bella soddisfazione per la figlia Flavia, che più di tutti, in famiglia, ha spinto per creare e far funzionare il sito.

Che Alda Merini fosse amatissima si sapeva e lo conferma uno dei termometri più inflazionati dell'indice di gradimento, la sua pagina di Facebook, che ha già raggiunto 75mila fan. Ma diventare "fan" è facile, basta cliccare su "like". Più tempo e coraggio ci vuole a registrarsi a un forum, scrivere, pubblicare una cosa personale come una poesia e chiedere agli altri di commentarla. I fan di Alda Merini fanno questo, e lei, che pure alla tecnologia era refrattaria, sarebbe stata felicissima di dedicare a queste persone un po' del suo tempo.

"Mia madre era di una generosità che è difficile da spiegare - ricorda la figlia Emanuela Carniti - se qualcuno si presentava a casa sua dicendosi in difficoltà, lei gli regalava soldi, poesie, quello che aveva. Per lei donare era una cosa naturale. Era una donna bellissima e complicata ed è questo che rende, per noi, così difficile accettare la sua mancanza". Uno stile di vita stravagante, che ha portato le sue poesie a sparpagliarsi per le case di amici e parenti, in barba alla Siae (organismo a cui la Merini lottò tutta la vita per non iscriversi). "A volte qualcuno ci chiama per dirci che ha poesie di nostra madre", racconta divertita Emanuela. Mentre parla della madre la Carniti si commuove, ed è difficile fare domande senza toccare corde dolorose. Alla sua primogenita Alda Merini dedicò versi meravigliosi ("E un'altra figlia ho ancora, Manuela / piena di grazia come una Madonna...") e un rapporto intenso, fatto di amore, litigi. E telefonate: "Sono quelle che mi mancano di più", aggiunge, e poi chiede gentilmente di cambiare argomento.

La poetessa milanese Alda Merini è scomparsa il 1 novembre del 2009. La donna che fu amica di mostri sacri come Quasimodo e Manganelli e di artisti come Vecchioni e Dalla aveva una personalità complessa. "Non si capiva mai cosa volesse - continua la figlia Emanuela - a volte sembrava che desiderasse una cosa, poi cambiava idea. Di sicuro per lei i soldi non erano importanti. Non si è mai venduta. Accettava di fare qualcosa solo se le andava davvero". Forse è anche questo che l'ha resa così vicina ai suoi lettori, questa capacità di entrare a fondo nelle cose semplici, riuscendo a descriverle in tutta la loro intensità. "Al funerale - racconta Emanuela - si sono avvicinate a noi persone di ogni tipo: dalla donna che aveva trascorso mesi in un ospedale psichiatrico alla casalinga, dallo studente al letterato. La piazza del Duomo di Milano era piena, e di gente 'famosa' io ne ho vista poca. C'erano persone normali, che davvero amavano mia madre e le sue poesie".

Un'eredità che si riflette nelle testimonianze lasciate sul forum e nei continui omaggi di case editrici e istituzioni. Per ricordarne la scomparsa uscirà, a ottobre, il cofanetto dvd "Eternamente vivo" e, a novembre, la raccolta "Il suono dell'ombra" (Mondadori), curata da Ambrogio Borsani, grande conoscitore dell'opera della Merini. Le sue poesie sono diventate canzoni (molte sono state musicate da Giovanni Nuti nelle opere "Rasoi di seta", "Poema della croce" e "Una piccola ape furibonda"), altre verranno scolpite su pietra (a Sesto San Giovanni, dove il Comune sta allestendo un parco dedicato alla poetessa) e ricordate con una stele (a Rocca Imperiale, in Calabria, nel "Paese della poesia"). "Ma sono talmente tante le iniziative dedicate a mia madre che elencarle tutte è difficile", conclude Emanuela. Tra le più importanti c'è la decisione del Comune di Milano di intitolare alla poetessa una parte dello Spazio Oberdan. Un omaggio prezioso, ma mai tanto quanto le parole e il ricordo di quella "piccola ape furibonda".

(22 settembre 2010)

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