giovedì 30 settembre 2010

"DOT", UNA STORIA MINUSCOLA


Dopo l'animazione in 3D ecco in arrivo l'animazione al microscopio! Si intitola 'Dot', punto, ed è il cartoon che rischia di entrare nel Guinness dei Primati come il più piccolo del mondo. La sua protagonista è infatti 'alta' appena 9 mm. Prodotto dalla Aardman Animations di 'Wallace&Gromit', il cartoon è stato realizzato in stop motion utilizzando un Nokia N8 con fotocamera da 12 megapixel e la tecnologia CellScope, cioè un microscopio per i telefoni cellulari progettato all'Università di Berkeley in California. Si tratta di una tecnologia già impiegata in Africa per scattare foto ad es di cellule epiteliali e inviarle agli esperti oltre oceano. Nel futuro prossimo il CellScope arriverà nei laboratori americani come strumento per la ricerca sulle malattie del sangue (di ROBERTA SAIARDI)

Pubblicato da RepubblicaRadioTv

Per guardare "Dot" clicca QUI.

mercoledì 29 settembre 2010

POESIA PER CHI NON SA


Io non so


se è solo presunzione
se è solo paura
se è solo tempo che passa
se è solo sfida
se è solo perfidia
se è solo irrazionale
se è solo razionale
se è solo onnipotenza
se è solo impotenza
se è solo sincerità
se è solo crudeltà
se è solo coerenza
se è solo incongruenza
se è solo lotta
se è solo viltà
se è solo infinito
se è solo finito

io non so dunque sono

solo

AUTUNNO



Acini d'oro
maturano silenti
le nostre vite

g.i.

LIBRI PROIBITI IERI E OGGI




La saga di Harry Potter è da dieci anni tra i libri più banditi in scuole e biblioteche Usa (ANGELO AQUARO)

NEW YORK - L'ultima avventura sta per invadere il grande schermo e il trailer di Harry Potter e i doni della morte è già il più cliccato del web. In Florida quest'estate gli hanno dedicato un parco alla Disneyland e la sua mamma, J. K. Rowling, è stata appena incoronata da Forbes tra le 14 donne più ricche del mondo - un miliardo di dollari. Ma nell'anno magico 2010 la saga più amata dai ragazzi non è riuscita a sciogliere un incantesimo che assomiglia a una maledizione: Harry Potter è da dieci anni il libro più bandito d'America.

Non è uno scherzo. Le avventure del maghetto guidano la classifica 2000-2009 dei libri più odiati, temuti, minacciati, banditi: quelli insomma da mettere al rogo. Un'ossessione che sessant'anni dopo Fahrenheit 451 - l'incubo di Ray Bradbury che François Truffaut portò al cinema - rivive nell'America in cui la stella di Barack Obama sembra già offuscata dai nuvoloni dei fondamentalisti dei Tea Party. Per carità: la censura è in agguato in tutto il mondo e la classifica dei libri da bandire in fondo è anche l'altra faccia di questo paese straordinario dove le biblioteche pubbliche contano davvero. Al punto che non c'è giorno in cui non si svegli l'intollerante di turno per chiedere che quel libro venga immediatamente ritirato. La "Settimana dei libri banditi" è stata lanciata dall'American Library Association proprio per questo: difendere i libri dai censori perennemente in agguato.

C'è da dire che Harry Potter è in ottima compagnia: nella top 20 compaiono titoli al di sopra di ogni sospetto. Prendete Il giovane Holden: il capolavoro di J. D. Salinger negli Usa fa addirittura parte dei programmi scolastici eppure c'è chi ha chiesto di metterlo al bando per quel "linguaggio esplicito" che ha fatto la storia della letteratura. E che dire del Buio oltre la siepe? Proprio quest'anno ha festeggiato mezzo secolo e Obama l'ha acquistato per farlo leggere alle figlie durante le vacanze a Martha's Vineyard. Ma in tante biblioteche continua a essere bandito: l'argomento "razzismo" è troppo scabroso.

Assurdo? La voglia di censura ha colpito perfino Le avventure di Huckleberry Finn di quel Mark Twain di cui pure oggi riemergono proprio le ombre razziste: il suo piccolo eroe sarebbe comunque troppo intraprendente da elevare a modello per i ragazzini d'America. E gli Uomini e topi di John Steinbeck? Troppo dura quella denuncia dello sfruttamento: meglio non esporlo in biblioteca. Lo scrittore ha pure l'onore di comparire al terzo posto della specialissima classifica dei "classici banditi" con un altro pericolosissimo libro: Furore. Qui il primo della categoria è invece il lussurioso Francis Scott Fitzgerald del Grande Gatsby. E poi via di censura in censura: dal 1984 di George Orwell - i bigotti non conoscono l'autoironia - fino all'immancabile Lolita di Vladimir Nabokov.

C'è poco da scherzare. Anche il New York Times è sceso in campo evidenziando "i rischi per la libertà di espressione". E la "Settimana dei libri banditi" - finisce il 2 ottobre - ha trovato un testimonial d'eccezione nel popolarissimo "Muppet Show". Che già l'anno scorso realizzò uno sketch in cui il vecchio Kernit invitava gli stessi bambini a non lasciarsi manipolare dai censori. Bravissimi, si sa, ad argomentare con parole di miele: e poi colpire col bastone.

"Dopo aver letto il primo libro della serie, dopo aver letto le critiche, dopo aver discusso la questione con educatori interni ed esterni, sono giunto a queste conclusioni: il libro non dovrà essere esposto nelle librerie delle scuole, il libro non potrà essere usato per letture in classe, ogni altro ulteriore volume della serie non potrà essere acquistato...". Così sentenziava Gary L. Feenstra, direttore delle scuole pubbliche di Zeeland, Michigan, nel lontano 1999. Innescando quell'avventura che avrebbe stregato il maghetto per più di dieci anni: Harry Potter e i Cavalieri della Censura.

(28 settembre 2010)

lunedì 27 settembre 2010

UNA STORIA NATA A SCUOLA


Nella foto: Polvere di Diamanti



L'Impero della Polvere

Sotto il mio letto c'è in impero che si chiama l'Impero della Polvere. La polvere regna sovrana già da quattro anni, e non c'è nessun indizio di decadenza. Sopra tutti i palazzi dell'impero ci sono strati di polvere e intorno muretti di acari. Nel centro della città ci sono due tempi, uno accanto all' altro. Uno si chiama il Grande Tempio della Pantofola Destra e l'altro il Grande Tempio della Pantofola Sinistra. I due templi esistevano già prima che l'impero fosse costruito, ma la loro pace venne interrotta dall'arrivo di una vecchia camicia, un paio di calze puzzolenti e qualche zanzara. L'impero venne quasi distrutto un anno fa dal feroce drago Aspirapolvere, ma per fortuna il famoso Re Polvere è più forte e tenace di lui ed ora è tornato!

Katja T. (Italian IV)

giovedì 23 settembre 2010

IL SITO DI ALDA MERINI


Versi e ricordi per Alda Merini


Il sito come un salotto letterarioA quasi un anno dalla scomparsa della poetessa milanese, tante iniziative per ricordarla e una pagina web che registra sempre più contatti. La figlia: "Mia madre donna di una generosità che non si può spiegare, per questo è così amata" di SARA FICOCELLI


"Una donna attuale sempre. L'artista per eccellenza, che non finge né a se stessa né agli altri. Lei è genuina come ciò che scrive, nei suoi versi riflette la vita di tante donne. Se l'avessi qui con me, l'abbraccerei e le regalerei una collana, so che a lei piacevano moltissimo". "Alda c'è, e veleggia tra i nostri messaggi, tra le nostre umili poesie. Lei si è sempre accettata, cosa che gli altri non hanno fatto con Lei". Vale la pena visitare il sito della poetessa Alda Merini 1, anche se non si conoscono le sue parole.

Il forum rappresenta uno dei pochi esempi, in Italia, di community nata per ricordare una poetessa. Contemporanea, per giunta. Gli utenti registrati non si limitano a ricordare la Merini con qualche frase ma lasciano sul web migliaia di pensieri, aforismi, poesie, prendendo spunto dalle parole della poetessa per costruire le proprie. "Sulle ali della notte la tua luce / vaga raccogliendo il cuore della gente / fra queste mani e questi occhi e queste note", scrive Carmen. Si tratta insomma di un vero e proprio "salotto culturale", ma virtuale. Finora sono 5749 le poesie pubblicate e centinaia gli interventi. Una bella soddisfazione per la figlia Flavia, che più di tutti, in famiglia, ha spinto per creare e far funzionare il sito.

Che Alda Merini fosse amatissima si sapeva e lo conferma uno dei termometri più inflazionati dell'indice di gradimento, la sua pagina di Facebook, che ha già raggiunto 75mila fan. Ma diventare "fan" è facile, basta cliccare su "like". Più tempo e coraggio ci vuole a registrarsi a un forum, scrivere, pubblicare una cosa personale come una poesia e chiedere agli altri di commentarla. I fan di Alda Merini fanno questo, e lei, che pure alla tecnologia era refrattaria, sarebbe stata felicissima di dedicare a queste persone un po' del suo tempo.

"Mia madre era di una generosità che è difficile da spiegare - ricorda la figlia Emanuela Carniti - se qualcuno si presentava a casa sua dicendosi in difficoltà, lei gli regalava soldi, poesie, quello che aveva. Per lei donare era una cosa naturale. Era una donna bellissima e complicata ed è questo che rende, per noi, così difficile accettare la sua mancanza". Uno stile di vita stravagante, che ha portato le sue poesie a sparpagliarsi per le case di amici e parenti, in barba alla Siae (organismo a cui la Merini lottò tutta la vita per non iscriversi). "A volte qualcuno ci chiama per dirci che ha poesie di nostra madre", racconta divertita Emanuela. Mentre parla della madre la Carniti si commuove, ed è difficile fare domande senza toccare corde dolorose. Alla sua primogenita Alda Merini dedicò versi meravigliosi ("E un'altra figlia ho ancora, Manuela / piena di grazia come una Madonna...") e un rapporto intenso, fatto di amore, litigi. E telefonate: "Sono quelle che mi mancano di più", aggiunge, e poi chiede gentilmente di cambiare argomento.

La poetessa milanese Alda Merini è scomparsa il 1 novembre del 2009. La donna che fu amica di mostri sacri come Quasimodo e Manganelli e di artisti come Vecchioni e Dalla aveva una personalità complessa. "Non si capiva mai cosa volesse - continua la figlia Emanuela - a volte sembrava che desiderasse una cosa, poi cambiava idea. Di sicuro per lei i soldi non erano importanti. Non si è mai venduta. Accettava di fare qualcosa solo se le andava davvero". Forse è anche questo che l'ha resa così vicina ai suoi lettori, questa capacità di entrare a fondo nelle cose semplici, riuscendo a descriverle in tutta la loro intensità. "Al funerale - racconta Emanuela - si sono avvicinate a noi persone di ogni tipo: dalla donna che aveva trascorso mesi in un ospedale psichiatrico alla casalinga, dallo studente al letterato. La piazza del Duomo di Milano era piena, e di gente 'famosa' io ne ho vista poca. C'erano persone normali, che davvero amavano mia madre e le sue poesie".

Un'eredità che si riflette nelle testimonianze lasciate sul forum e nei continui omaggi di case editrici e istituzioni. Per ricordarne la scomparsa uscirà, a ottobre, il cofanetto dvd "Eternamente vivo" e, a novembre, la raccolta "Il suono dell'ombra" (Mondadori), curata da Ambrogio Borsani, grande conoscitore dell'opera della Merini. Le sue poesie sono diventate canzoni (molte sono state musicate da Giovanni Nuti nelle opere "Rasoi di seta", "Poema della croce" e "Una piccola ape furibonda"), altre verranno scolpite su pietra (a Sesto San Giovanni, dove il Comune sta allestendo un parco dedicato alla poetessa) e ricordate con una stele (a Rocca Imperiale, in Calabria, nel "Paese della poesia"). "Ma sono talmente tante le iniziative dedicate a mia madre che elencarle tutte è difficile", conclude Emanuela. Tra le più importanti c'è la decisione del Comune di Milano di intitolare alla poetessa una parte dello Spazio Oberdan. Un omaggio prezioso, ma mai tanto quanto le parole e il ricordo di quella "piccola ape furibonda".

(22 settembre 2010)

martedì 21 settembre 2010

IL VOLTO IN BIANCO E NERO DI POMPEI



Gli scatti di Mimmo Jodice, Pompei in bianco e nero.
Un itinerario fotografico che vuole essere una sorta di grand tour contemporaneo, con le immagini di uno dei più importanti fotografi italiani e i testi degli scrittori Ethan Canin, Jim Nisbet e Jay Parini. E' l'omaggio alla città sepolta dalla ceneri voluto da Contrasto, con un volume (Pompei - Parole in viaggio) edito a conclusione di alcuni restauri dell'area archeologica.

lunedì 20 settembre 2010

"L'amante"

Un progetto artistico nato dalla collaborazione tra YouTube e il museo Guggenheim di New York: 23mila clip inviate, 125 selezionate per YouTube Play, la gara finale dei video creativi. I lavori selezionati sono stati realizzati da studenti, video artisti, fotografi, registi. Tra questi Giuseppe Peronace di Roma, che partecipa alle selezioni finali con il corto “L’Amante" Il suo video è stato selezionato tra altri 23.000, provenienti da 91 paesi. Giuseppe Peronace di Roma, arriva in finale con 'L'amante', nel concorso di Youtube insieme ad altri 124 partecipanti. Selezionati dal gruppo di curatori del Museo Guggenheim, i lavori della rosa dei finalisti saranno ora presentati alla giuria di YouTube Play, che ne selezionerà 20 da presentare il 21 ottobre al Guggenheim di New York.

Ecco il video. In bocca al lupo Giuseppe!

venerdì 17 settembre 2010

CRESCERE


Tra due rocce


Mia figlia fa domande sul dolore

e dice - "chi muore non può scomparire" -

poi aggiunge - "chi muore è una scarpa

incastrata tra due rocce"

martedì 14 settembre 2010

PRENDILA CON FILOSOFIA...



Oggi ho avuto l'occasione di riflettere sulle seguenti affermazioni:

Osservando le donne e sentendomi osservata: "Fra uomini esiste, per natura, soltanto indifferenza; ma fra donne, già per natura, vi è inimicizia... anche solo incontrandosi per strada, si guardano a vicenda come guelfi e ghibellini"
(Schopenhauer)

Discutendo in classe di cani randagi e vivisezione: "Perché un cane non può simulare il dolore? E' troppo onesto?' (Ricerche filosofiche, Einaudi, Torino 1974, p. 120)

Esausta sul divano con mio marito: "Uno dei sintomi dell'arrivo di un esaurimento nervoso e' la convinzione che il proprio lavoro sia tremendamente importante. Se fossi un medico, prescriverei una vacanza a tutti i pazienti che considerano importante il loro lavoro. "

...eInfine cercando di educare i miei figli: "Tutti sanno la storia di quel padre che, bastonando il figlio, gli diceva: "Figlio mio, credimi, fa più male a me che a te". Al che il figlio rispose: "Allora, papà, perchè non lasci che ti bastoni io?"
(Russell)

mercoledì 8 settembre 2010

UNA NOTIZIA DI SPERANZA



Dopo settimane di mobilitazione internazionale, il ministero degli Esteri di Teheran annuncia il blocco della condanna per Sakineh, la donna accusata di adulterio. In suo favore anche i premi Nobel e una risoluzione dell'Europarlamento. Una bella notizia finalmente!

venerdì 3 settembre 2010

BIG BANG, NON FU DIO A CREARE L'UNIVERSO


IL CASO
Hawking: "Non fu Dio a creare l'universo"La teoria nel nuovo libro dello scienziato: "Il Big Bang deriva solo dalle leggi della fisica". Molte reazioni dei teologi, dopo questo annuncio, alla vigilia della visita del Papa
ENRICO FRANCESCHINI (La Repubblica.it)

LONDRA - L'universo ha bisogno di un Creatore? "No". La perentoria risposta arriva dal professor Stephen Hawking, l'astrofisico più famoso del mondo, considerato da molti l'erede di Newton, del quale ha per così dire ereditato la prestigiosa cattedra all'università di Cambridge. In un nuovo libro che esce in questi giorni, l'autore del best-seller internazionale Dal Big Bang ai buchi neri sostiene, sulla base di nuove teorie, che "l'universo può essersi creato da sé, può essersi creato dal niente" e dunque "non è stato Dio a crearlo".

La sua affermazione occupava ieri tutta la prima pagina del Times di Londra, come una sfida, l'ennesima, della scienza alla religione. "Così come Darwin ha smentito l'esistenza di Dio con la sua teoria sull'evoluzione biologica della nostra specie", commenta Richard Dawkins, biologo difensore dell'ateismo, "adesso Hawking la nega anche dal punto di vista della fisica". Nel suo libro più famoso, l'astrofisico aveva cercato di spiegare che cosa accadeva "prima" del Big Bang, ossia prima che nascesse il tempo, lasciando il quesito irrisolto. Il capitolo conclusivo conteneva un ragionamento che alcuni interpretarono come l'idea che Dio non fosse incompatibile con una comprensione scientifica dell'universo: scoprire cosa c'era prima Big Bang, arrivare a una "completa teoria" dell'universo - scriveva Hawking - "sarebbe il più grande trionfo della ragione umana, perché a quel punto conosceremmo la mente di Dio".

Ma nella sua nuova opera, intitolata The Grand Design (Il grande disegno o progetto) e scritta insieme al fisico americano Leonard Mlodinow, lo scienziato offre la risposta: anziché essere un evento improbabile, spiegabile soltanto con un intervento divino, il Big Bang fu "una conseguenza inevitabile delle leggi della fisica". Scrive Hawking: "Poiché esiste una legge come la gravità, l'universo può essersi e si è creato da solo, dal niente. La creazione spontanea è la ragione per cui c'è qualcosa invece del nulla, il motivo per cui esiste l'universo, per cui esistiamo noi". Nel libro, lo studioso predice inoltre che la fisica è vicina a formulare "una teoria del tutto", una serie di equazioni che possono interamente spiegare le proprietà della natura, la scoperta considerata il Santo Graal della fisica dai tempi di Einstein.

E' tuttavia la sua asserzione che Dio non ha creato l'universo, e dunque non esiste, a suscitare eco e polemiche. "Se uno ha fede", osserva il professor George Ellis, docente di teologia alla University of Cape Town, "continuerà a credere che sia stato Dio a creare la Terra, l'Universo o perlomeno ad accendere la luce, a innescare il meccanismo che ha messo tutto in moto, prima del Big Bang o del presunto nulla che lo ha preceduto". Ma il campo dell'ateismo accoglie la pubblicazione del libro di Hawking come una vittoria della ragione e della scienza, da celebrare a due settimane dalla visita in Inghilterra di papa Benedetto XVI, che non sarà per niente d'accordo con Hawking.

Nel nuovo libro, l'astrofisico rivela che il riferimento alla "mente di Dio" nel suo precedente volume sul Big Bang era stato male interpretato. Hawking non ha mai creduto che scienza e religione fossero conciliabili. "C'è una fondamentale differenza tra la religione, che è basata sull'autorità, e la scienza, che è basata su osservazione e ragionamento", conclude. "E la scienza vincerà perché funziona".


(03 settembre 2010)

mercoledì 1 settembre 2010

ELOGIO DELL'INTELLIGENZA DELL'UOMO


Elogio della scrittura


Ma sopra tutte le invenzioni stupende,
qual eminenza di mente fu quella
di colui che s’immaginò di trovar modo
di comunicare i suoi più reconditi pensieri
a qualsivoglia altra persona, benché distante
per lunghissimo intervallo di luogo e di tempo?

Parlare con quelli che sono nell'Indie,
parlare a quelli che non sono
ancora nati né saranno se non di qua
a mille e dieci mila anni?
E con quale facilità, con i vari accozzamenti
di venti caratteruzzi sopra una carta.
Sia questo il sigillo di tutte le invenzioni umane
e la chiusa de' nostri ragionamenti di questo giorno (...)



Galileo Galilei, Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo Tolemaico e Copernicano
Firenze (I giornata, 130)

LA MAPPA DELLE STORIE INVISIBILI: Roma, Fontana delle tartarughe

Stasera una storia invisibile è apparsa alla Fontana delle tartarughe... buon ascolto, se passate di là. E, a proposito, salutatemi Serafina...