UN PADRE, UNA STORIA IRRISOLTA

Ha combattuto sedici anni per sapere la verità sull'omicidio della figlia, è morto senza conoscerla. Giorgio Alpi, il padre di Ilaria, la giornalista del Tg3 uccisa a Mogadiscio il 20 marzo 1994 insieme a Miran Hrovatin, si è spento ieri a Roma a 86 anni dopo una lunga malattia. Medico stimato, da quel 20 marzo ha speso tutte le sue energie, insieme alla moglie Luciana, per scoprire i mandanti nel delitto. Era un uomo gentile, discreto, scoprire la verità era per lui un atto di giustizia verso la figlia, morta a 32 anni.




Lui e Luciana Alpi sono diventati i massimi esperti dell'omicidio di Ilaria; il dolore privato e la volontà di sapere li hanno accompagnati nelle aule dei tribunali, davanti a schiere di giudici, avvocati, generali. Aveva studiato il filmato girato dalla Abc subito dopo l'agguato alla figlia: "Dal naso sgorgano gocce di sangue... Ilaria era ancora viva"; da padre tornava medico, spiegava dell'autopsia, lo strazio di una riesumazione dopo due anni.



Cataste di carte processuali, poi il professor Alpi si rifugiava nei ricordi privati: quando Ilaria faceva il giornalino scolastico, o quando la spinsero a tentare il concorso alla Rai perché lei, che pure era preparatissima, non ci credeva. "É stato un marito meraviglioso, un padre eccezionale, un uomo che tutti hanno amato" dice la signora Luciana tra le lacrime. I funerali si svolgeranno domattina alle 10 a Roma nella Chiesa di Santa Chiara a Piazza Giochi Delfici. (12 luglio 2010) ©

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