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IL MARE DELLA CALABRIA


Chi sa qualcosa parli o scriva: siamo il Calabria e il mare sembra pulito. Che fine hanno fatto le navi dei veleni? Perché non se ne parla più, nè per dire che non ci sono mai state nè per affermare il contrario?
Oggi si è spento a Roma il papà di Ilaria Alpi, un uomo coraggioso che ha cercato di scoprire la verità sul "caso Alpi". Anche Ilaria seguiva la traccia dei rifiuti tossici in Somalia, faceva indagini che stavano per condurla alla verità.
Sulle navi dei veleni c'è un libro di Lucarelli che ho comprato, ma dubito che dirà molto di più di ciò è possibile dire su questioni scottanti come queste. Altrimenti anche Lucarelli rischierebbe la vita? "Navi a perdere" (2008- Edizioni Ambiente) parla dei misteri in fondo al nostro mare: "navi che affondano, purtroppo capita. E spesso non si riesce più a trovarle, colpa degli abissi marini. Poi ci sono navi che sono lì lì per affondare e invece, dopo che l'equipaggio le abbandona, ricominciano a muoversi e si spiaggiano da qualche parte. Succede, ad esempio alla Rosso, dicembre 1990. Eppure ci deve essere qualcosa di strano in alcune di queste navi fantasma. Perché altrimenti entrerebbero in azione Capitanerie di Porto, Procure, Commissioni parlamentari, Nuclei speciali dei Carabinieri? Saranno le modalità del naufragio a non convincerli? O le rotte? O i marinai che scompaiono? O forse saranno i documenti di carico, così poco chiari? Tra i più attivi, alla ricerca della verità, c'è il comandante Natale De Grazia, pool investigativo della Procura di Reggio Calabria. Ma muore improvvisamente.

«In fondo al mare le balene cantano. Lo fanno anche le navi? Sembrano immobili sul fondo, immobili e mute, ma non è vero, perché ormai lo sappiamo che non c'è mai niente di fermo, nel mare, neanche un relitto di ferro arrugginito, incrostato di alghe e di sale, appoggiato a un fondo di sabbia e di roccia da anni e anni e anni.»

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