DUE E QUARANTATRE




La cicala impazzita
canta la vita

affronta da sola il sole
guerriera armata di parole

canta il bagliore
della sabbia

canta il sapore
della rabbia

canta la Calabria ebbra
riscalda i pori di sapori

di notte emana vapori
pietre lisce un tempo vulcani

riscaldate sugli altipiani
la montagna fabbrica leggere
nuvole nere

la cicala smette di cantare
la pioggia solletica il mare.

G.I.

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