Cecità, Saramago & Briciole di Vita


Sto leggendo il romanzo di Saramago "Cecità" e credo che questo libro sia incredibilmente bello. La cecità che colpisce come un'epidemia un intera città è una metafora straordinaria. Lentamente l'umanità si sgretola brancolando in un buio candido come il latte.
Mi vengono in mente idee per racconti da scrivere. Sempre la buona letteratura ispira letteratura o almeno scrittura.
Ho in mente una storia da scrivere e forse questa estate potrei riuscire a trovare il coraggio di farlo. Molti degli autori che amo incoraggiano a scrivere solo se si ha davvero qualcosa da dire. In realtà non so se io abbia qualcosa d'importante da dire al mondo. Tutte le mie storie sono sempre vicende di poco conto, come le briciole che restano sotto il tavolo dopo un lauto banchetto. Briciole di vita.
Sarebbe bello dare una voce al mio sud, che si accontenta delle briciole.
Ci sono persone abituate a pensare che il mondo non abbia bisogno di loro. E allora affidano tutto, anche i sogni, a qualcuno più forte che gli vive accanto e si limitano a osservare la vita del loro eroe. E invece dovremmo provarci tutti a vivere. A dire al mondo come vediamo il mondo. E se poi le briciole diventeranno il banchetto di un popolo di formiche allora forse saremo felici inspiegabilmente felici, finalmente. E tutto nella nostra microscopica vita tornerebbe ad avere senso.
Nel frattempo è bello sapere che due piccole storie che ho scritto hanno avuto la fortuna di avere un pubblico, i decameroniani delle dieci giornate milanesi di Decameron Pop. Ecco il link se volete leggerle anche voi insieme alle altre belle storie selezionate per la terza giornata, quella dedicata...indovinate un po'... a desideri e sogni "le lotte contemporanee e le ricerche personali, i sogni, le passioni da realizzare con coraggio e ingegno. "

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