mercoledì 30 giugno 2010

AVVENTURE PICCOLE PICCOLE


Estate, voglia di avventura. Anche se si tratta di avventure piccole piccole, "we are minimalists now even the whales".


Ecco la mia avventura piccola piccola.


Stamattina sono uscita presto per comprare latte e ciambelle per la colazione. Un cane randagio color miele ha cominciato a seguirmi. Io ho paura dei cani, e quindi ho cambiato strada. Cercavo il bar per comprare latte e ciambelle, ma il bar, l'unico del paesino dove stiamo villeggiando, si faceva sempre più lontano. Un altro cane randagio, nero dal pelo ispido, mi ha costretto a deviare di nuovo. Mi sono ritrovata sul lungomare. Il mare era calmissimo, freddo e invitante. Mi sono seduta a guardarlo. Il sole se ne stava ancora mezzo addormentato sull'orizzonte, dietro alle mie spalle. Un gabbiano a piedi è venuto fino a me in cerca di cibo. Io ho paura dei gabbiani, era bianco con il becco grigio e gli occhi piccoli e neri come biglie di vetro. Mi sono rialzata e ho deciso di tuffarmi. Ho tolto il copricostume e mi sono tuffata. L'acqua gelata mi ha costretta a nuotare finchè voltandomi ho visto la spiaggia lontana e sulla sabbia due cani e un gabbiano fermi ad aspettare. Ho deciso di continuare a nuotare...dopo non so quanto tempo sono riemersa su una spiaggia bianchissima, piena di sassi levigati. Mi sono ricordata del latte e delle ciambelle. Non ho pensato ai vestiti lasciati altrove. Come il guscio di una lumaca. Lo prenderà qualcun altro.
Il bar piccolo e deserto scintillava nella luce del mattino al di là di un muretto basso. Un uomo anziano seduto a leggere mi ha guardato e poi ha detto : "Siamo andati a nuotare? E l'acqua com'era?". "Immensa", gli ho risposto senza pensare. "Lo è sempre a quest'ora".
Si è alzato e mi ha dato latte e ciambelle, per la colazione.

mercoledì 23 giugno 2010

LIBRIVOX, VOCE AI LIBRI


Se avete una bella voce e volete "prestarla" per un bel progetto, allora visitate il sito librivox.org
Troverete la biblioteca virtuale del progetto LibriVox acoustical liberation of books in the public domain , a cura di un gruppo di appassionati che leggono i romanzi classici (con diritti d'autore scaduti e quindi gratis) pubblicandoli in formato audiolibro a puntate. Così è possibile ascoltare un libro con il proprio ipod! Ecco il catalogo...naturalmente in inglese. Bello, no?

lunedì 21 giugno 2010

FARE LE VALIGIE (PART 2)

L'anno scorso scrivevo un post su come fare le valigie e in pratica cosa mettere nei bagagli per andare in vacanza. L'ho riletto e devo aggiungere solo alcune cose imparate in questo anno di crisi economica e alti e bassi in borsa.
Partire non è importante e quindi fare le valigie non serve. La vacanza è dentro di noi!
Una grande scoperta. Mi spiego meglio.: il clima è cambiato! Qui a Roma di solito a fine giugno si soffoca, i bambini boccheggiano come pesci in acquari surriscaldati e gli adulti si azzuffano sulle strade roventi in abitacoli incandescenti. Ebbene, il 2012 si avvicina e almeno il clima ci regala un giugno temperato, mite, quasi irlandese (dice mio marito che di piogge celtiche se ne intende...).
Benissimo allora. La valigia non si fa...restiamo qualche giorno a casa "nostra" (cioè - in affitto) a goderci le giornate senza routine, i bambini che si azzuffano per ore, i cuscini nel salotto che fanno da trampolini e la vasca da bagno piena di giochi e bolle si sapone. Restiamo a casa, a pensare al futuro, senza l'ansia di arrivare altrove, in un luogo da riempire dei nostri oggetti e giocattoli e vestiti e cose. Restiamo a guidare su e giù per le strade deserte della capitale, senza ingorghi, senza corse, senza fretta, senza meta, senza soldi, senza paure. Restiamo a parlare con chi resta: baristi, muratori, venditori, prostitute, travestiti, emigranti, emarginati, disoccupati, giovani senza salario, disperati, mariti in fuga, mogli deluse, separati, divorziati, solitari, furbi e ammalati.
Buona estate, un'estate con la gente che non va in vacanza.

sabato 19 giugno 2010

LE LETTURE PER L'ESTATE di JOSE' SARAMAGO


L'ESTATE di SARAMAGO

Previsioni del tempo:

l'estate sarà fredda

temporali aridi

nuvole di piombo

a volte il rombo

di un tuono ricorderà

la tua scomparsa


seduti all'ombra del tuo albero

mangeremo frutti proibiti

aspetteremo l'autunno

(g.i.)



Letture per l’estate
Pubblicato in quaderno di Saramago da massimolafronza il 10 luglio 2009
di José Saramago

http://caderno.josesaramago.org/2009/07/10/leituras-para-o-verao/

Con i primi calori, si sa già, fatale come il destino, giornali e riviste, e ogni tanto anche qualche rete televisiva di gusti eccentrici, vengono a chiedere all’autore di queste righe che libri consiglierebbe da leggere per l’estate. Ho sempre evitato di rispondere, perché considero la lettura un’attività sufficientemente importante da dovercisi dedicare nel corso dell’intero anno, questo in corso e tutti quelli avvenire. Un giorno, di fronte all’insistenza di un giornalista ostinato che non mi lasciava fuggire, ho deciso di risolvere la questione una volta per tutte, definendo quella che allora ho chiamato “famiglia dello spirito”, nella quale, posso dirlo, io farei la figura dell’ultimo tra i primi. Non è stata una semplice lista di nomi, ognuno aveva la sua piccola giustificazione perchè si capisse meglio la scelta del parente. Ho poi incluso nei Quaderni di Lanzarote l’immagine finale dell’”albero genealogico” che mi ero spinto ad abbozzare e che ripeto qui per soddisfare i curiosi. In prima posizione c’era Camões perché, come ho scritto in L’anno della morte di Ricardo Reis, tutte le strade portoghesi portano a lui. Seguivano poi Padre António Vieira, perché la lingua portoghese non è mai stata così bella come quando l’ha scritta questo gesuita, Cervantes, perché senza l’autore di Chisciotte la Penisola Iberica sarebbe una casa senza il tetto, Montaigne, perchè non ha avuto bisogno di Freud per capire chi era, Voltaire, perchè ha perso le illusioni sull’umanità ed è sopravvissuto al disgusto, Raul Brandão, perché non è necessario essere un genio per scrivere un libro geniale, Húmus, Fernando Pessoa, perché la porta attraverso cui si arriva a lui è la porta attraverso cui si arriva in Portogallo (avevamo già Camões, ma ci mancava ancora un Pessoa), Kafka, perché ha dimostrato che l’uomo è uno scarafaggio, Eça de Queiroz, perché ha insegnato l’ironia ai portoghesi, Jorge Luis Borges, perché ha inventato la letteratura virtuale, e, in fine, Gogol, perchè ha osservato la vita umana e l’ha trovata triste.
Cos’altro? I lettori mi permettano di dare un consiglio. Definite la vostra “famiglia dello spirito” letteraria a cui vi sentite più legati.
Sarà una buona occupazione per un pomeriggio al mare o in campagna. O in casa, se quest’anno non ci dovessero essere soldi per le vacanze.

ADDIO JOSE' SARAMAGO

Addio a José Saramago
poeta, visionario ed "eretico"Lo scrittore portoghese, premio Nobel nel 1998, aveva 87 anni. Ha avuto un malore nella sua casa di Lanzarote. I capolavori, da Memoriale del Convento a Cecità. Gli ultimi anni segnati dalle polemiche con la Chiesa fino alla rottura con "Caino"




Dal blog Rimbalzi di Maurizio Crosetti
Il signor Josè venne a Torino l’anno scorso e parlò agli studenti dell’Università. Salutava battendosi il pugno sul cuore. Pareva fatto d’aria e sospiri, e aveva una voce lenta e morbida con la quale cesellava lunghissime frasi come un artigiano un prezioso pezzo di legno. La sua giovane moglie Pilar lo guardava in silenzio, però era ben più di uno sguardo: beveva ogni sillaba del suo uomo, se ne nutriva con incomparabile felicità. Il signor Josè, il più grande scrittore del mondo, disse che siamo fatti di acqua, parole e memoria.



Da La Repubblica (18 giugno 2010) OMERO CIAI

Se n'è andato ad 87 anni il primo e unico Premio Nobel per la Letteratura in lingua portoghese. José Saramago è morto oggi, poco dopo le 13, nella sua casa di Tiàs, a Lanzarote (una delle Isole Canarie), dove risiedeva dal 1991 insieme alla moglie, Pilar del Rio, e alla fedelissima segreteria Pepa. Nato il 16 novembre del 1922 ad Azinhaga, un piccolo villaggio a nord di Lisbona, ottenne il Nobel per la letteratura nel 1998 dopo una esistenza segnata a lungo dalla provvisorietà e dalla povertà. La sua famiglia di braccianti agricoli si trasferì nella capitale dove suo padre ottenne un posto come agente di polizia ma per le difficoltà economiche e la morte improvvisa del fratello maggiore Saramago dovette lasciare gli studi e cercare lavoro prima come fabbro e poi come meccanico. Riuscì a pubblicare il primo racconto, "Terra del Peccato" nel 1947. Lo scarso successo però lo costrinse a fare altri lavori (impiegato in una agenzia di assicurazioni, tecnico amministrativo in una casa editrice), finché non divenne giornalista al "Diario de Lisboa". Dopo alcuni libri di poesia raggiunge una certa notorietà a metà degli anni Settanta, quando la "Rivoluzione dei garofani" portò via la dittatura militare, con la pubblicazione del "Manuale di pittura e calligrafia", cui seguiranno due dei suoi romanzi più famosi: "Una terra chiamata Alentejo" nel 1980 e "Memoriale del convento" nel 1982. Due anni dopo la consacrazione con "L'anno della morte di Ricardo Reis" e, più tardi, con un la "Storia dell'assedio di Lisbona" che esce nel 1989.

Ateo e comunista (si iscrisse al Pcp clandestino durante la dittatura di Salazar), ruppe con il governo del suo paese nel 1991 quando pubblicò "Il Vangelo secondo Gesù", un romanzo eterodosso sul Messia che scatenò una gran polemica. Il Portogallo rifiutò di presentare il libro in un premio letterario europeo e Saramago, infuriato, lasciò Lisbona per trasferirsi, ed autoesiliarsi, con la sua seconda moglie (e traduttrice), Pilar, alle Canarie. Il primo ministro di allora è il presidente portoghese di oggi: il conservatore Anibal Cavaco Silva.

Ma eretico e scomodo, Saramago, lo è stato sempre, in tutte le sue riflessioni ed in tutti i suoi romanzi tanto da diventare un punto di riferimento per la sinistra radicale in tutto il mondo. E' stato accusato di antisemitismo per le sue posizioni a favore dei palestinesi in Medio Oriente e, l'anno scorso con la sua ultima opera, "Caino", è tornato a scontrarsi con la Chiesa cattolica portoghese. Dello stesso periodo la battaglia con la sua casa editrice italiana, Einaudi, che rifiutò di pubblicare un libro, "Il Quaderno" tratto soprattutto dal suo blog, perché molto critico con Berlusconi. Nel 2004, dopo la primavera "negra" di Cuba, ruppe anche con Fidel Castro ma in seguito ci ripensò.

La politica è stata l'altra sua grande passione dopo la scrittura. In una intervista, concessa a Francesc Relea de El Pais l'anno scorso, Saramago ammise che forse il partito nel quale militava dagli anni Sessanta, (l'ultima formazione comunista europea che conserva "l'iconografia dei bolscevichi", bandiera rossa e falce e martello), era "ancorato nel passato". Ma aggiunse: "Abbiamo una eredità dalla quale non riesco a liberarmi. Ed è possibile che questa eredità storica non abbia molto a che fare con la realtà di oggi. Ma perché la realtà di oggi avrebbe ragione? I sentimenti sono importanti. Non riuscirei a riconoscermi in nessun altro partito che non fosse quello comunista portoghese: ci resto per rispetto di me stesso".

Con "Cecità", del 1995, il racconto di una epidemia che fa diventare ciechi tutti gli abitanti di una città, che è considerato il suo capolavoro, si apre la sua ultima tappa di scrittore. E' quella più critica sulla società di massa, la globalizzazione, il consumo e lo stesso funzionamento del sistema democratico europeo. Nel suo ultimo blog, pubblicato stamattina, Saramago scrive: "Penso che la società di oggi abbia bisogno di filosofia. Filosofia come spazio, luogo, metodo di riflessione, che può anche non avere un obiettivo concreto, come la scienza, che avanza per raggiungere nuovi obiettivi. Ci manca riflessione, abbiamo bisogno del lavoro di pensare, e mi sembra che, senza idee, non andiamo da nessuna parte".
(18 giugno 2010)

martedì 15 giugno 2010

PARMA POESIA FESTIVAL 2010


Si apre oggi il Parma Poesia Festival, appuntamento con la poesia italiana e internazionale nella bellissima cornice della città di Parma.
Ecco tutti gli appuntamenti di oggi:
MARTEDI' 15 GIUGNO

ore 10.00
Orto Botanico - Università di Parma
L’INFINITO SONO IO
Esito del laboratorio svolto presso la Scuola per l’Europa
Progetto di Elide La Vecchia
In collaborazione con Libreria Libri e Formiche
Con la partecipazione di Adunanze Poetiche e Associazione Le Reseau
Info: Libri e Formiche – Tel. 0521 506668 0521 506668
libreria@librieformiche.it


ore 11.30
Portici del Grano
Almanacco dei poeti
con ALBA DONATI, ELENA SALIBRA
A cura di Giuseppe Marchetti


ore 15.30
Libreria Grapefruit Artbooks
GRAPEFRUIT COLLAGE
Laboratorio grafico-poetico per bambine e bambini da 5 agli 8 anni
Condotto da Anna Bartoli ed Elisa Maestri
Costo €5,00. Prenotazioni: 0521/236938 0521/236938
info@grapefruitartbooks.com


ore 17.00
Portici del Grano
POIESIS
George Wallace – Inside The Cascade Café
Voci Silvio Mezzadri, Raffaele Rinaldi
Musiche originali Vincenzo Falvo
Selezione testi Monica Borettini
Drammaturgia Alma Saporito
A cura di Associazione Culturale Istriomania e Libreria La Feltrinelli

ore 17.30
ore 18.30 - replica
Temporary Palazzo Dalla Rosa Prati
LA LUNA DEI CANTI
Tre stanze poetiche con Alda Merini
Voci Luisa Pecchi, Giovanni Martinelli
Viola Giorgio Donelli
Video con Alda Merini di Giovanni Martinelli
A cura di Associazione Culturale La Musa

ore 18.00
Casa della Musica – Cortile d’Onore
IL DOLORE INDIVISO DELLA VITA
Conversazione con PATRIZIA VALDUGA
Conduce Giuseppe Martini

ore 18.30
Portici del Grano
COME SI CUCINANO GLI ANIMALI FANTASTICI
Presentazione del libro di Giulio Cerati, Ivanna Rossi
Illustrazioni di Corrado Costa
(Silvana Editoriale)
Con Ivanna Rossi, Luciano Mazzoni

ore 18.30
Maison Olivier
ART OF DYLAN
Parole, musica e arte per il «Menestrello Elettrico»
Opere di Amnerys Bonvicini, Rossana Cagnolati, Bernardo Lanzetti, Angelo Liberati,
Susan Dutton, Mario Pavesi, Fabio Maria Turrini, Eddie Vicentini
Ospite Max Mabassadò
Musiche dal vivo Bernardo Lanzetti
Letture Raffaele Rinaldi
La mostra prosegue fino al 26 giugno
(orari 9.30 - 13 / 16.00 - 19.30 - chiusura giovedì pomeriggio e domenica)


ore 21.00
Palazzo della Pilotta - Cortile del Guazzatoio
Reading in lingua originale
a cura dei poeti
JONATHAN GALASSI
letture in italiano di Umberto Orsini
JANICE KULYK KEEFER
letture in italiano di Manuela Mandracchia
A cura di Nicola Crocetti e Giorgio Gennari

ore 21.30
Il Castello dei Burattini - Giardino segreto
FANTASMAGORIA
PER FABRIZIO DE ANDRÉ
Burattinaio Patrizio Dall’Argine
Pianista Marco Amadei
Con la partecipazione
straordinaria di Francesco Cigna
ANTEPRIMA ASSOLUTA

ore 22.00
Lenz Teatro
Anteprima di
DIDO
da “Epistulae Heroidum” di Publio Ovidio Nasone
Creazione Maria Federica Maestri, Francesco Pititto
Traduzione, drammaturgia e imagoturgia Francesco Pititto
Installazione, regia Maria Federica Maestri
Musica Andrea Azzali
Interpreti Valentina Barbarini, Giuseppe Barigazzi
Cura Lisa Gilardino
Organizzazione Mila Rampini
Progetto in residenza al Centro Párraga di Murcia (Spagna)
Produzione LENZ RIFRAZIONI
Ingresso € 8,00


E per esserci senza esserci ecco il link con una scelta di video da non perdere:

http://temi.repubblica.it/repubblicaparma-poesia-festival-2010/?ref=HRESS-5
Ho scelto per voi alcune interviste fatte aspettando il festival. E a voi quale poesia sarebbe venuta in mente?




lunedì 14 giugno 2010

LA LISTA DEI LIBRI DA LEGGERE QUESTA ESTATE


Cari studenti di amici di letture,
Vi auguro una splendida vacanza e spero di rivedervi a settembre pieni di entusiasmo ed energia per ricominciare. Per non perdere la buona abitudine alla lettura vi raccomando alcuni libri scelti con in mente ciascuno di voi e i vostri interessi.
Quest’anno, avendo trascorso un anno intero in compagnia dei classici della letteratura, direi che possiamo permetterci di passare a scrittori contemporanei, ancora invisibili nelle antologie scolastiche (vi faranno il loro ingresso tra 50 anni, se supereranno la prova del tempo).
Al termine delle letture siete invitati a condividere le vostre impressioni sul nostro blog AMICI DI LETTURE.
Il blog, nato un anno fa per dare spazio alle impressioni ed emozioni degli studenti sulle letture estive, è cresciuto nel corso dei mesi, diventando un forum per discussioni sulla letteratura e sull’attualità, con più di 15.000 visitatori e 60 diverse nazioni tra i visitatori. Dopo la lettura dei libri suggeriti, cimentatevi con le recensioni di quanto avete letto e avrete un pubblico pronto a seguire i vostri consigli. Quanti leggerne? Ci sarà un premio speciale per chi ne leggerà di più! (Comunque un minimo di 3)

1. Roberto Benigni: Il mio Dante (Einaudi, 2008)
2. Fabio Geda, Nel mare ci sono i coccodrilli, Storia vera di Enaiatollah Akbari (B.C. Dalai Editore, 2010)
3. Ruiz Zafòn Carlos: Il palazzo della mezzanotte (Mondadori)
4. Patrizia Rossi, Il carillon di Ludwig (Salani 2008)
5. Lloyd Jones, Il libro della gloria (Einaudi 2009)
6. Thydell Johanna, Se qualcuno sente gridare sono io (Mondadori 2009)
7. Simonetta Poggialli, Una storia napoletana (Neri Pozza, 2008)
8. Henry Bauchau, Il compagno di scalata (E\o 2008)
9. Abirached Zeina, Il gioco delle rondini (Becco Giallo 2009)
10. Anne-Laure Bondoux, Le lacrime dell’assassino (San Paolo 2008)

Io comincerò da Fabio Geda!

Buone vacanze e buone letture!

domenica 13 giugno 2010

TRA IL DIRE E IL MARE C'E' DI MEZZO ...IL PREMIO LUZI







L'11 giugno alle ore 21:00 noi c'eravamo al Teatro Valle: nove degli undici studenti vincitori, genitori, professori e amici.
Siamo arrivati, come scritto nell'invito e nel fax inviato alla nostra scuola, poco prima delle 21:00. Eravamo, io compresa, molto emozionati. C'era una gran folla, gente elegante che attendeva nella sala d'aspetto illuminata e gremita. Ma noi eravamo tra i vincitori, con orgoglio ci siamo fatti strada tra le persone, perché ci avrebbero mostrato i nostri posti, sicuramente in platea, per attendere insieme il momento più emozionante per il quale eravamo stati convocati: la premiazione.
Il Premio Mario Luzi vanta un'attenzione particolare per le scuole. I giovani, dicono nel bando, sono i veri protagonisti di questo premio, perché "voli alta la parola", per nutrire, confortare, sostenere le giovani promesse.
Ecco perché la scuola è presente al Premio, per celebrare le giovani promesse e ascoltare le loro parole.
Non dura a lungo la nostra ingenua illusione. Come sempre nella vita, e quindi anche ai premi letterari, arriva il momento di affrontare la realtà.
Alle 9:15 eravamo entrati in sala. Non ci aspettava proprio nessuno, le poltrone erano già quasi tutte occupate e abbiamo dovuto tirar fuori un po' di grinta per occupare posti qua e là. Bene, cose che capitano. Dai ragazzi, un po' di ottimismo. Ora comincia lo spettacolo. Vedrete che roba!
Entra la banda dei carabinieri, apre la cerimonia l'inno d'Italia e ci fa alzare tutti, noi patriottici figli che l'Italia chiamò (al Premio Mario Luzi). Io mi commuovo pure un po', ma anche questo è colpa mia. Ho il cuore tenero e non lo nascondo.
Comincia la premiazione. La giuria è allineata sul palcoscenico a una distanza quasi irreale da tutti. Alcuni di loro non sembrano neanche veri. Carla Fracci è bianchissima, sembra una statua di cera; Maria Luisa Spaziani siede immobile al centro di questa lunga tavola messa di traverso su di un lato del palcoscenico, svelata e nascosta ad hoc da un poco sapiente sipario. "Sono veri o finti", si chiedono i miei studenti, un po' spaventati dalla visione della "Cultura" con la C maiuscola. Ma anche questo non fa che aggiungere emozione all'emozione. E i loro cuori battono all'impazzata all'idea terrificante di incontrare la Cultura tra un minuto. In fondo sono stati premiati...
Si perché, dopo la premiazione dei vincitori della sezione inedito, ci siamo noi: le scuole. Siamo tre, Liceo Internazionale Marymount di Roma, Liceo Parini di Milano e Liceo Giulio Cesare di Roma. Ci cerchiamo tra la folla. Quelli con la faccia da studenti e quelli con l'espressione da professori. Tiriamo ad indovinare...
Poi l'annuncio. "Venga sul palco un rappresentante per ogni scuola vincitrice". Confusione, trepidazione. Noi ci siamo tutti (mancano solo due studenti), è venuta finanche una studentessa che era finita in ospedale per un incidente con un bel trauma cranico. No, tutti no. Non c'è posto per tutti sul palco. Certo saremmo meno numerosi della Banda di Carabinieri che ha appena suonato, ma non è il momento di dare consigli. E allora che fare. I miei nove studenti incitano la più eroica di loro (l'amica risanata, appunto) a salire in rappresentanza di TUTTI. Ma a lei gira ancora un po' la testa per la botta ricevuta sulla testa e allora l'accompagno io, perché la scaletta fa paura anche ad un esperto alpinista figuriamoci a noi, gente dei sette colli, un po' pigra e indolente come vuole la tradizione e lo stereotipo.
Salgo, anche per sussurrare, mentre gli stringo la mano, al conduttore scintillante che se vuole noi ci siamo tutti e che siamo venuti (ci hanno chiamato) proprio per questo: ricevere insieme il nostro premio. Ma lui, svelto svelto, mi sussurra a sua volta: "non se ne parla nemmeno"! (Ah, senza parole allora!)
Mi metto all'ombra del sipario (ho con me le poesie dei miei studenti). Sono un po' confusa, forse comincio ad arrabiarmi un po'. Adesso la giuria leggerà la motivazione e qualcuno citerà i versi delle loro poesie. Mi passerà questa strana sensazione di essere qui...per caso! Raggiungeremo l'apice del nostro momento e la parola sarà stata davvero alta, perché forse non c'è bisogno di tutti gli studenti sul palco. E' vero, mi dico, oggi siamo qui per le loro parole, quello che hanno scritto. Hanno ragione!
Sale sul palco il figlio del poeta Mario Luzi, che tiene un breve intenso discorso con le spalle ai tre studenti dei licei premiati ma ha gli occhi fissi in quelli di Roberto Benigni, giù in platea. Benigni sembra confuso dai tanti complimenti, alza le mani, ringrazia col capo. Forse anche lui si chiede: "E i ragazzi?". Ok, ha finito di fargli una dichiarazione d'amore. Attenzione, scusate un attimo. Ma dei ragazzi non parla nessuno, delle loro poesie, di come si sentano in questo momento? Arriva la medaglia, il presentatore invita ciascuno dei rappresentati a dire nome, cognome e nome della scuola. Come se si trattasse del ritiro di una raccomandata all'Ufficio Postale. Stessa emozione, stesso calore. Grazie e arrivederci. La Giuria pietrificata sorride ma non chiede, non si alza per venire incontro ai giovani, forse pensa che questi tre coraggiosi studenti andranno verso di loro a stringere le loro mani. Ma non sanno, o fingono di non sapere, che sono troppo terrorizzati dalla loro immobilità e non se la sentono. Scendono, scendiamo. Le poesie dei miei studenti in una mano, l'altra mano ad aiutare Valentina a scendere le scale dell'Olimpo. Frastornata, confusa. Questo è il Premio Mario Luzi? Questo lo spazio che dedica alla scuola? Questo l'interesse che mostra per le poesie che hanno scritto dei ragazzi di 14 anni, ispirati dal grande poeta che inneggia alla libertà della parola, alla bellezza della poesia, all'incontro tra giovane e tradizione in uno spazio privo di barriere e denso di complicità?
Mi risiedo. Non so cosa fare. Forse Benigni dirà qualcosa agli studenti, alla fine. Forse se riuscissi a raggiungerlo in prima fila gli potrei offrire le poesie dei ragazzi e lui gli farà l'omaggio di leggerne una, magari quella di Beatrice, anche lei toscana, che senza saperlo ha scritto un verso dal sapore benignano "Ci rotoleremo in un mare di Nutella e scopriremo che la vita è bella!". Eh già, perché sarebbe bastato che uno solo della giuria avesse ricordato un verso di ciascuno degli studenti, per unire il genio di Benigni e la bellezza di una poesia sconosciuta nata tra i banchi di scuola. Ma al Premio Luzi si sentono le barriere, insormontabili, tipiche dell'ipocrisia della cultura italiana. Tra i partecipanti: i pesci grandi e i pesci piccoli. In un oceano di parole che inseguono soltanto se stesse, alle quali manca la grande visione del sogno di Luzi: "vola alta la parola".
Tra il dire e il fare c'è di mezzo...il Premio Mario Luzi.

giovedì 10 giugno 2010

QUESTA FELICITA'


Questa felicità

Questa felicità promessa o data
m'è dolore, dolore senza causa
o la causa se esiste è questo brivido
che sommuove il molteplice nell'unico
come il liquido scosso nella sfera
di vetro che interpreta il fachiro.
Eppure dico: salva anche per oggi.
Torno torno le fanno guerra cose
e immagini su cui cala o si leva
o la notte o la neve
uniforme del ricordo.

(Mario Luzi)


Con una poesia di Mario Luzi cerco di descrivere quello che provo pensando a domani, la cerimonia, il vostro premio, gli applausi, la felicità degli studenti e mia.
La felicità è così fragile come una sfera di vetro; la poesia è altrettanto fragile, è sempre liquida. Si sposta, si muove, è marea. La felicità, minacciata dal ricordo.
Ogni anno, alla fine dell'anno scolastico, sono di cattivo umore. Anno scolastico e anno solare! Per me è come se si stesse avvicinando il 31 dicembre: faccio bilanci, sogno un anno migliore, sono come un cavallo al trotto costretto a rallentare nel recinto dell'estate. Tempo per i miei progetti, finalmente. Ne ho tanti e tutti hanno un estremo bisogno d'amore per crescere. Questa estate sogno di lavorare al mio nuovo romanzo. Di questo passo scriverò soltanto 5 libri, se mi va bene, uno ogni 20 anni...Oppure come Camilleri, fra 20 anni scriverò un libro al mese e inventerò storie in cui i personaggi parleranno il piscerese e avranno le facce del paese in cui sono cresciuta.
La poesia è contagiosa, e stasera ho riletto Luzi e anche le poesie dei miei studenti. A loro che oggi, coraggiosi come piccole rondini che spiccano il volo, hanno affrontato l'esame di letteratura italiana, dedico versi pensosi e un po' scuri per esorcizzare "questa felicità" liquida che stasera sento dentro.



Io sento
il cuore che ti batte dentro
il calore del sangue che ti scorre nelle vene
il tormento di un pensiero che viene
per la prima volta quando avverti
il moto del mondo,
il vagito e il rantolo di un cielo infinito
la solitudine delle stelle
l'odore del tempo sulla pelle
la fiamma che si raffredda al centro
la lava che si rapprende
la sfera gelida sotto ai tuoi piedi

tutto ti supplica di leggere
questi brandelli di un naufragio
anche tu naufrago, alla deriva nei pensieri
quali ti terranno a galla?
Annega nei ricordi ma non morirne.

(G.I.)

martedì 8 giugno 2010

CONCORSO DI POESIA MARIO LUZI -"VOLA ALTA LA PAROLA"

Amicidiletture ha compiuto un anno! Il 4 giugno, giorno denso di eventi che avevo in mente di festeggiare con un post indimenticabile con tanto di candeline e coro di auguri. E invece sono stata folgorata da una notizia bellissima, di quelle che ti creano una scarica di adrenalina talmente forte da andarsene in giro come una trottola per (vediamo un po'...24 x 5= 120) 120 ore!
La notizia è che la nostra scuola (e in particolare la classe di letteratura italiana del primo anno di liceo alla quale insegno! :)) ha vinto il Concorso Internazionale di Poesia Mario Luzi per la sezione poesia per le scuole.
Proprio qualche giorno prima della fine dell'anno scolastico, il fatidico 4 giugno, giorno del compleanno del blog! ecco che arriva la notizia di un premio. Per magia le parole acerbe e sincere dei miei studenti volano alte fino a svettare in cima ad un prestigioso premio di poesia, insieme a due altri prestigiosi licei classici di Milano e Roma. Sono al settimo cielo! E non scendo da quando abbiamo ricevuto il fax con la comunicazione ufficiale.
La premiazione è prevista per venerdì (11 giugno) e, un'altra bella fatidica sorpresa, indovinate chi partecipa alla Premiazione...




ROBERTO BENIGNI al Premio Mario Luzi - Teatro Valle 11 giugno 2010 ore 20.45. Roberto Benigni sarà presente alla cerimonia di consegna del Premio Luzi che si terrà al "Teatro Valle" di Roma in data 11 giugno 2010.

Si proprio Benigni! Quando Amicidiletture non aveva che pochi giorni di vita, dedicai un post alla poesia, invitando i lettori (allora solo i miei studenti) a scrivere una poesia. Su cosa? A spiegarlo c'era un video di Roberto Benigni. Ve lo propongo nuovo, per ricordare un post profetico di un anno fa e per imparare, con il sorriso di Benigni, che abbiamo bisogno di poesia per sopravvivere.



Ricordo una frase in un libro, letto anni fa, di uno scrittore scoperto per caso: Hector Bianciotti. Quel libricino, bellissimo, s'intitola "L'amore non è amato" (Sellerio); conteneva racconti misteriosissimi e preziosi e, proprio come in uno scrigno, vi trovai non solo storie bellissime ma una serie di frasi, visioni, metafore, che mi alimentarono per settimane facendo crescere in me l'amore per la frase perfetta, la parola inconsueta e preziosa. Ricordo di aver annotato a margine del libro le parole di un personaggio che dicevano: "ebbi questa fortuna, mi innamorai della forza di un aggettivo, della bellezza della parola".

Auguri miei cari studenti, se vi siete innamorati delle parole volerete sempre più alto e "nuovi orizzonti si schiuderanno fuori e dentro di voi" (Thoureau)

giovedì 3 giugno 2010

CONCORSO FOTOGRAFICO NATIONAL GEOGRAPHIC 2010

Vincitore della categoria Luoghi (2009) N. Cocco
A giudizio della giuria, colui che meglio ha saputo interpretare il concetto di “luogo” è il trentenne Nicola Cocco di Cassola (VI), ingegnere informatico con una grande passione per la fotografia, che ha scovato una stazione abbandonata nel cuore dell’inverno veneto, confezionando un’immagine molto equilibrata che trasmette malinconia e decadenza, ma possiede anche un sottile sapore ironico. «Sono contento che sia stata apprezzata questa fotografia», commenta Cocco, «che non ha nulla di sensazionalistico, non raffigura un luogo esotico, ma che rivaluta il paesaggio italiano in maniera puramente descrittiva».




Siamo tutti fotografi
di Guglielmo Pepe

Domandavamo l'anno scorso: siamo tutti fotografi? Sì, siamo tutti fotografi. Rispondevo così allora e oggi. Magari non bravi come i grandi fotoreporter National Geographic, e gli altrettanto grandi professionisti italiani - alcuni dei quali collaborano anche con noi - che possono competere, con successo, sul palcoscenico mondiale della fotografia. Magari dovremmo farci le ossa, per poter sperare di uscire su NG Italia, sulla rivista, sul sito, però le possibilità, le probabilità che un sogno diventi realtà sono tantissime.

Però bisogna anche sapersi mettere alla prova, bisogna avere il desiderio di sfidare la sorte e il giudizio degli altri. Ecco perché facciamo il concorso fotografico (link a bando di concorso e info). Certamente per darvi la chance di vincere diversi premi - e quest'anno, in particolare, si tratta di riconoscimenti ben più significativi rispetto al passato - e al tempo stesso di misurare le vostre capacità.

Chi ci legge, chi ha seguito nei vari anni la nostra "gara", sa bene di avere alcune garanzie: una giuria altamente qualificata, prestigiosa, che sa valutare se un'immagine merita di essere premiata o scartata; un "marchio di fabbrica", National Geographic, che assicura serietà e professionalità come pochissimi altri mass-media; la possibilità di vedere pubblicate le proprie immagini, sulla rivista e sul sito (anche se non si è vincenti); l'opportunità di partecipare alla finale del concorso mondiale, a Washington. Nelle passare edizioni i vincitori del concorso Nat Geo Italia, hanno sempre conquistato ottimi piazzamenti nelle varie categorie previste. Noi crediamo, dopo aver visto i precedenti "match", che tra gli italiani appassionati di fotografia non pochi sono quelli che hanno le carte in regola per arrivare alla "finalissima".

Tuttavia al nostro appuntamento, e già dallo scorso anno, sono invitati anche i minorenni, i teenagers, le ragazze e i ragazzi tra i 15 e il 18 anni. Molti giovani mi scrivono lamentando il fatto che non essere maggiorenni, li esclude. Noi abbiamo voluto "includerli" e, non a caso, nella passata edizione hanno partecipato centinaia e centinaia di minorenni, mandando foto molto belle e particolari. Ci aspettiamo anche stavolta una larghissima partecipazione, come sempre. Voi sapete come si fa, basta comprare la rivista, in edicola da lunedì prossimo, dove troverete il coupon: senza non inviare scatti, senza non potete gareggiare.

Non diamo consigli su come si possono fare immagini che abbiano un significato tale da meritare l'uscita su NG, oppure da entrare nella élite delle persone, amando la fotografia, che riescono a conquistare spazio sulla rivista, sul sito, a conquistare un posto nell'Olimpo dei fotografi. Per darvi suggerimenti ci sono i nostri blogger, i testi della mia fotogalleria (che arricchiamo settimana dopo settimana). L'unica cosa che posso dirvi, e alla quale credo fermamente, è questa: non abbiate paura di mandarci le foto. E ricordate che i primi "giudici" siete voi stessi. Quando avrete tra le mani uno, due, tra scatti, che meritano, lo capirete, senza dover aspettare l'opinione altrui. E poi, se davvero amate la fotografia, il nostro concorso è un'occasione più unica che rara. Buona fortuna.

IL MIO MAGICO PENTOLONE DELLE MERAVIGLIE


Un gioco per grandi e bambini, da fare con le parole. In questo libro ogni segmento stampato su una parte autonoma della pagina si combina e permuta con i segmenti sottostanti, creando migliaia di frasi meravigliose come:

"Una volta ho visto
in via Ariosto
due rospi bugiardi
che facevano arrosto
cento chioccioline."

oppure

"Nove volte ho visto
in fondo alle lenzuola
due rospi bugiardi
che facevano piangere
le dita dei miei piedi."

Queneau per bambini, per tante operazioni combinatorie con le parole.
"Nel magico pentolone ribollono 21 storielle: buffe, assurde, paurose, sempre piene di meraviglia. Girando le alette di ogni pagina personaggi e situazioni si mescolano creando oltre 4 milioni di nuove combinazioni.
Dopo La mia piccola officina delle storie un nuovo libro pensato anche per i più grandi, per continuare a giocare e a divertirsi con le parole (con 5 alette bianche alla fine del libro per scrivere la propria storia da mescolare alle altre)".

dai 6 anni

Bruno Gibert, Il mio magico pentolone delle meraviglie (Edt, pp. 21x5 sezioni euro 15)

martedì 1 giugno 2010

A SAVIANO IL PREMIO GIORNALISTICO LUIGI BARZINI



È Roberto Saviano il vinci­tore di quest’anno del Pre­mio gior­nal­is­tico Luigi Barzini all’inviato spe­ciale, giunto alla 21/a edi­zione, con­seg­nato nel corso di una cer­i­mo­nia sabato 29 mag­gio a Orvi­eto nel cen­tro con­gressi del Palazzo del Popolo.

La giuria ha attribuito il riconosci­mento a Roberto Saviano ”per il suo impegno civile di doc­u­men­tata e per­son­ale tes­ti­mo­ni­anza, in par­ti­co­lare sul fenom­eno della camorra, rac­con­tata nella sua com­p­lessità ter­ri­bile, nella sua quo­tid­i­an­ità e nell’intreccio per­verso di econo­mia e società”.

Isti­tu­ito nel 1990, il Pre­mio Barzini, coor­di­nato da Lud­ina Barzini e Guido Bar­lozzetti, è orga­niz­zato dal Comune di Orvi­eto e dal Cor­riere della Sera e gode della Targa d’argento del Pres­i­dente della Repubblica.

Saviano dedica il premio ai nemici (vedi video).

CAMMINARE


Sto leggendo un libricino esile e dalla copertina frusciante di foglie verdi che entra nella mia piccola borsa estiva senza problemi. Si tratta del breve saggio di Thoureau, Camminare (titolo originale Walking, or the Wild Oscar Mondadori, 2009 E. 7,50) della collana Saggezze, per capire l'oggi con le parole di ieri.

Camminare è un inno alla libertà dell'uomo che vede nel camminare un moto di elevazione spirituale. Henry David Thoureau è stato un americano ribelle e visionario che mise in atto le affascinanti lezioni ecologiste e pacifiste del suo maestro Ralph Waldo Emerson. Camminare divenne per lui l'unico modo per mettere in atto la lotta contro la civiltà delle rigide norme sociali. Così il 4 luglio del 1845 Henry David se ne andò a piedi da Concord (dove era nato nel 1817) e s'inoltrò nella foresta che circonda il piccolo lago Walden (oggi riserva naturale). In mezzo al bosco costruì una baracca di legno e vi rimase per più di due anni, fino al 6 settembre 1847, in assoluto isolamento. Walking, or the Wild è il libro pubblicato poco prima di morire in cui Thoureau raccoglie tutti i pensieri concepiti nel corso delle sue lunghe escursioni.

Stamattina me lo sono portato a scuola e mentre, nella pausa pranzo, me ne stavo seduta in panchina a sorvegliare la scolaresca pigra stravaccata sul prato, proprio come un pastore davanti al suo gregge dopo la pastura, leggevo a pag. 44 di questo esile libricino parole tanto potenti che all'improvviso ho sentito il bisogno di alzarmi e camminare, e all'improvviso mi sono sentita curata dalla stanchezza di questi giorni: stanchezza dell' anno scolastico che si conclude, stanchezza di essere sempre se stessi e di non aver il coraggio di avventurarsi altrove: per pigrizia, inerzia, paura.



Dov'è la letteratura che dà espressione alla Natura? Poeta dovrebbe essere colui che sa piegare i venti e le correnti al proprio potere, affinché essi parlino per lui; colui che inchioda le parole al loro significato primitivo, come il contadino che ogni primavera ribatte nel terreno i pali dello steccato sollevati dal gelo; colui che sa risalire all'origine delle parole ogniqualvolta le usi, trapiantandole sulla pagina con la terra ancora attaccata alla radici; colui le cui parole sono così vere, forti e naturali da schiudersi come gemme all'annunciarsi della primavera, pur essendo rimaste mezzo soffocate tra due pagine ammuffite in una biblioteca."


Solo una persona capace di lasciare la propria casa e camminare verso l'ignoto potrà, alla fine, trovare se stesso. E forse la vera poesia.


"Il mio desiderio di conoscere è discontinuo, ma il desiderio di rigenerare la mente in atmosfere sconosciute, esplorando zone non ancora percorse dalle mie gambe, è perenne e costante."


Allora, alzati e cammina!

GIUGNO

Si avvicina il 4 giugno...per gli amicidiletture è un giorno speciale! E' il compleanno del nostro blog. Sto pensando a un modo per festeggiare insieme. Nel frattempo vi dedico una canzone. Giugno è il mese che amo di più...è anche il mese del MIO compleanno!
A presto!

LA MAPPA DELLE STORIE INVISIBILI: Roma, Fontana delle tartarughe

Stasera una storia invisibile è apparsa alla Fontana delle tartarughe... buon ascolto, se passate di là. E, a proposito, salutatemi Serafina...