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Visualizzazione dei post da Maggio, 2010

C'ERA UN VOLT LA LUCE

Raccontare l'arrivo della luce. Questa la bella iniziativa dell'Enel che invita a ricordare i giorni illuminati dalla luce elettrica e l'improvviso bagliore che ha trasformato la nostra vita quotidiana.
C'è una storia che non ho mai scritto e che forse un giorno scriverò. L'ispirazione nasce da una parola inglese glimmer man. Chi era l'uomo del bagliore ? Era colui che andava ad accendere i lampioni al tramonto ogni sera, con la sua fiamma tremolante. Le strade si coloravano di arancio, rosa e giallo. I volti azzurrini emergevano dalle tenebre.
Poi venne la luce... e tutto cambiò.
Enel invita a ricordare i momenti magici in cui il mondo si illuminò d'immenso...
Cliccate qui per raccontare le vostre storie o quelle dei testimoni che sceglierete.


Un'altra iniziativa sul tema della luce si terrà domani a Verona e s'intitola, La poesia di luce racconta la città.

Alle 21 in piazza dei Signori, ci sarà la serata con il paesaggista Mario Nanni “La poesia di luce…

COPERNICO SEPOLTO CON ONORE

Niccolò Copernico, l'astronomo polacco che nel XVI secolo ebbe il coraggio di sfidare la Chiesa sul dogma della centralità della Terra - e quindi dell'Uomo - nell'universo, è stato sepolto oggi tra grandi onori nella cattedrale di Frombork, a nord della Polonia, dove per secoli le sue spoglie hanno giaciuto nell'anonimato. Se le autorità vaticane avevano già riabilitato l'opera di Copernico, come avvenuto per quella del nostro Galileo, la sepoltura dignitosa dei resti dell'eretico studioso dei cieli si deve alla riuscita collaborazione tra la volontà ecclesiastica e l'azione della sua compagna di una vita: la scienza.

La chiave di volta della vicenda, ancora una volta, è racchiusa in una sigla di tre lettere: dna. Copernico fu sepolto nella cattedrale di Frombork nel 1543, in una tomba priva di un nome o di un qualsiasi segno che potesse segnalare dietro la pietra le spoglie del padre dell'Eliocentrismo, il sole al centro del sistema solare e della vita.…

L'Enciclopedia della Rai

Vi piacerebbe rivedere\avere i più bei programmi culturali realizzati dalla Rai in oltre mezzo secolo?
Il sito La Rai per La Cultura propone i programmi culturali più interessanti per gli appassionati di Arte, Letteratura, Filosofia, Storia, Scienze e cultura.
Migliaia i titoli da scaricare e una sezione dedicata ai filmati rari da scaricare gratuitamente se si è abbonati Rai.
In occasione del compleanno di Edoardo de Filippo (Napoli, 24 maggio 1900) vi propongo la commedia "Sik Sik l’artefice magico".
Andata in onda il 1 gennaio del 1962, sul secondo canale della Rai, nell’interpretazione dello stesso Eduardo e di Angela Pagano, Ugo D’Alessio, Enzo Cannavale. Sik-Sik è un illusionista maldestro e squattrinato che si esibisce in teatri d’infimo ordine insieme con la moglie Giorgetta e Nicola, che gli fa da spalla. Quella sera il compare non si presenta per tempo e Sik Sik è costretto a sostituirlo con Rafele, uno sprovveduto capitato lì per caso: una scelta che si rivelerà cata…

EDOARDO SANGUINETI: CERCO UNA CONCLUSIONE FINALMENTE

Addio poeta Sanguineti, voce beffarda e ironica del Novecento (1930-2010). Vi propongo la sua intervista "impossibile" a Sigmund Freud.



Vivendo per capire perché vivo,
scrivo anche per capire perché scrivo:
e vivo per capire perché scrivo,
e scrivo per capire perché vivo



Premessa
in principio è il silenzio:
(poi si è fatto saliva, muco, sangue, sudore, orina):
(si è fatto sperma, merda): (e gesto): e un gesto è la parola: è voce che,
tangibile, ti tasta: (si è fatto borborigmo, fischio, gemito):
ma, a me,
la poesia già non mi piace (quasi quasi) più: e veramente, poi, da sempre,
io ho cercato di affondarmi e affogarmi, zavorrandomi, morbido e muto,
qui, dentro la prosa pratica del mondo:
adesso, per finire, torno,
annaspando stanco, verso il mio primo principio: (gesticolando): (in silenzio):


Poesie tratte da Edoardo Sanguineti, Il gatto lupesco. Poesie (1982-2001), Feltrinelli 2002

SAN PIETRO

Sono seduta sulla panchina nel parco: ragnatela d’asfalto sotto di me e luce bianca. Il verde del legno è screpolato. Schegge di vernice e uno strato di polvere annunciano l’estate. Un’altra estate torrida e romana.
Fino a ieri il silenzio m’impastava la bocca. Avevo la lingua pesante e gli occhi annebbiati. Poi ho scritto per tutta la notte. Ogni parola è sorta come un frastuono: il bagliore di un lampo e un tuono lontano. Da stanotte scrivo per mia figlia Rebecca. La mia eredità per lei. Parole per i giorni di silenzio. Il filo rosso che unisce le nostre vite.

Villa San Pietro è il tuo parco. E’ vicino a casa nostra, la casa dove sei nata. La prima volta che ci sei venuta avevi una settimana. Era la fine di settembre. La luce di settembre è la tua prima luce. C’era qualcosa di affettuoso nel modo in cui il sole ti avvolgeva. Il bianco delle lenzuola della carrozzina si accendeva di riflessi argento e arancio. E il tuo sonno si colorava, per la prima volta, della luce di un tramonto. Q…

ANCH'IO HO DEI SOGNI...

Solo fino all'osso, anch'io ho dei sogni
che mi tengono ancorato al mondo,
su cui passo quasi fossi solo occhio...
Io sogno, la mia casa, sul Gianicolo,
verso Villa Pamphili, verde fino al mare:
un attico, pieno del sole antico
e sempre crudelmente nuovo di Roma;
costruirei sulla terrazza, una vetrata,
con tende scure, di impalpabile tela:
ci metterei, in un angolo, un tavolo
fatto fare apposta, leggero, con mille
cassetti, uno per ogni manoscritto,
per non trasgredire alle fameliche
gerarchie della mia ispirazione...
Ah, un po’ d'ordine, un po’ di dolcezza,
nel mio lavoro, nella mia vita...
Intorno metterei sedie e poltrone,
con un tavolinetto antico, e alcuni
antichi quadri, di crudeli manieristi,
con le cornici d'oro, contro
gli astratti sostegni delle vetrate...
Nella camera da letto (un semplice
lettuccio, con coperte infiorate
tessute da donne calabresi o sarde)
appenderei la mia collezione
di quadri che amo ancora: accanto
al mio Zigaina, vorrei un bel Morandi,
un Mafai, del quaranta, un …

APPUNTAMENTI E LIBRERIE

Piove. E di uscire non se ne parla. Il cielo è liquido, un lago immobile, profondo e grigio. Dal fondo di questo lago vi auguro un buon fine settimana e se riusciste a trovare il tempo e il sole per una gita fuori porta vi consiglio due mete interessanti.

La prima è Firenze dove, a partire dalle 15:30 e fino alle 18:00, circa 800 cantori popoleranno musei, piazze, palazzi e chiese del centro storico per recitare in gruppo o da soli i canti della Divina Commedia. L'iniziativa si chiama All'improvviso Dante,100 canti per Firenze. Per informazioni tel. 055\706561

La seconda è, come sempre, la libreria. Con un libro si resta a galla anche nel cielo più grigio. Se siete genitori di figlie adolescenti che sognano di fare le veline, o insegnanti di adolescenti che sognano di fare le veline, oppure voi stesse adolescenti che sognano di fare le veline vi suggerisco il libro Care ragazze di Vittoria Franco (Donzelli, pp.165 euro 16).

Care ragazze è dedicato alle donne perché ricordino una…

EUGENIO SCALFARI, MODERNO ULISSE

Dopo L'uomo che non credeva in Dio, esce nei Supercoralli Einaudi il breviario civile, metafisico e morale di uno dei grandi protagonisti del tempo in cui viviamo.

«Io so perchè ho scritto questo libro. Pensavo di aver chiuso con le pagine bianche da riempire di tremolante scrittura che non parla di fatti ma di pensieri. Invece ho dovuto» Eugenio Scalfari.

Questo è un libro che nasce da una «chiamata a testimoniare per scrivere di un'epoca, dalla sua nascita al declino, fino al gran finale. Un viaggio che inizia con gli Essais di Montaigne e si conclude con la poesia malinconica di Montale e con la speranza di Italo Calvino, - «l'ultima sua illusione» - di trasmettere al secolo successivo un canone di leggerezza, esattezza ed eleganza dell'intelletto. «Un sabba, non di diavoli e di streghe ma di anime e di stelle danzanti», il racconto appassionato di un instancabile lettore che riflette su quattrocento anni di storia del pensiero.


Ecco un'intervista all'autore …

"CADE L'ACROBATA ENTRANO I CLOWN"

Veltroni e Pasolini in una foto degli anni '70.


TEATRO
Il sogno di un giorno nell'inferno dell'Heysel
Un monologo di Walter Veltroni, "Quando cade l'acrobata, entrano i clown".
Un uomo svela alla moglie una brutta bugia: dieci anni prima, di nascosto, era andato a Bruxelles per Juve-Liverpool. Là aveva visto la morte in faccia

di MAURIZIO CROSETTI


UN uomo racconta finalmente il suo segreto alla donna che ama, però lei non ascolta. Lei dorme, invece, dentro una notte quieta, in una camera d'albergo sul mare. Dieci anni è durato quel segreto, era anche paura e non solo bugia: lui le disse che sarebbe andato a Londra per l'addio al celibato, invece andò a Bruxelles per Juve-Liverpool e un altro tipo d'addio: alle illusioni di un ragazzo che amava il pallone, e aspettava una festa e una Coppa da vincere, finalmente. "Verrà il giorno che smetterò di sussurrare parole a questi occhi chiusi". Dieci anni col tormento della morte…

IL MISTERO DELLA MORTE DI PASOLINI

Il delitto Pasolini nelle immagini di Citti e Martone
(4 maggio 2010)

A uccidere Pasolini non fu solo il Pelosi, quella notte all'Idroscalo c'erano almeno altre tre o quattro persone. E c'erano due auto e non solo quella dell'intellettuale ucciso. Ne è convinto l'amico e regista Sergio Citti che dieci giorni dopo l'omicidio - nel novembre del 1975 - fece delle riprese sul posto del massacro a caccia di prove e testimonianze. Lì trovò un pescatore che nella notte aveva visto due auto e diversi uomini picchiare Pasolini. Nel video che vedete Citti ripreso da Mario Martone e interrogato dall'avvocato Guido Calvi commenta le immagini che ha girato lui stesso oltre 35 anni fa e dice la sua verità sulla notte che morì Pasolini. Il video è stato girato da Mario Martone nel luglio del 2005, tre mesi prima della morte di Sergio Citti. Ora è depositato agli atti alla Procura della Repubblica di Roma ed è un documento unico per le indagini che si avvarranno anche del …

L'UOMO E IL MARE

Ho ritrovato, e quindi riscoperto, una bella poesia di Charles Baudelaire da "I fiori del Male".
Oggi la propongo ad una classe di studenti "avventurosi" e quindi simili ai personaggi delle opere che abbiamo studiato in queste ultime sttimane (Il canto di Ulisse, Il vecchio e il mare, le riflessioni sul mare di Pietro Citati).
Intanto eccola per tutti voi, soprattutto chi nel mare vede un fratello inseparabile, e per chi eternamente lotta con le sue profondità.


L’uomo e il mare di Charles Baudelaire

Uomo libero,
sempre tu amerai il mare!
Il mare è il tuo specchio:
contempli l'anima tua
nell'infinito srotolarsi
della tua onda,
e il tuo spirito
è un abisso non meno amaro.
Ti diletti a tuffarti
nel seno della tua immagine;
l'abbracci con gli occhi
e con le braccia,
e il tuo cuore si distrae
talvolta dal proprio battito
al fragor di quel lamento
indomabile e selvaggio.
Entrambi siete
tenebrosi e discreti:
uomo,
nessuno ha sondato
il fondo dei tuoi abissi;
mare,
nessuno conosce
le…

SEGUENDO L'EQUATORE

Si intitola Seguendo l’Equatore. Un viaggio intorno al mondo. È il libro che Mark Twain scrisse nel 1896 sulle sue conferenze tenute in giro per il pianeta per guadagnarsi da vivere e pagare i debiti di un fallimento
editoriale disastroso.
Tradotto da Dario Buzzolan e pubblicato per la prima volta
in Italia da Baldini Castoldi Dalai (576 pagine, 22 euro).
In libreria dal 22 aprile!


Mark Twain è lo pseudonimo di Samuel Langhorne Clemens (Florida, 30 novembre 1835 – Redding, 21 aprile 1910), scrittore, umorista, letterato, polemista e conferenziere. È considerato una fra le maggiori celebrità americane di ogni tempo. La sua opera ha influenzato come poche altre la letteratura mondiale. B.C.Dalai editore ha pubblicato nei Classici Tascabili Le avventure di Tom Sawyer e Le avventure di Huckleberry Finn. . Da leggere e rileggere. Per il puro piacere dell'avventura.

FELICI A SCUOLA

Sorpresa, i professori sono felici

"Uno studio Iard sui docenti nella scuola rivela: otto su dieci rifarebbero la stessa scelta. Lo stress non dissuade: si premia l'impegno degli studenti
di MICHELE SMARGIASSI

Docenti recidivi. Stressati ma non pentiti. Orgogliosi e appagati da un mestiere malpagato e incompreso, più di otto su dieci lo sceglierebbero di nuovo. Gli insegnanti italiani resistono sulla tolda della cattedra, al timone di una scuola in affanno, alla guida di ciurme turbolente, ma tutto sommato ottimisti, convinti che la loro microsocietà sia meno scalcinata di come i media la dipingono. E forse lo è, vista la sincerità con cui, alle domande della terza indagine Iard sulle condizioni di vita e di lavoro nella scuola italiana, edita dal Mulino, ammettono anche limiti, incertezze e malumori.

C'è vita nella scuola; bene, perché quest'esercito di ottocentomila pedagoghi è pur sempre il più potente intellettuale collettivo del nostro paese. Un patrimonio che, s…