ERRI DE LUCA "ON THE ROAD"


Lo scrittore Erri De Luca, autore del best seller "Tre cavalli" (sfoglialo qui - google books), è impegnato in un tour in California, fra natura e letteratura.
De Luca incanta gli americani e dice: "Questo è il paese che ho conosciuto grazie agli autori che amo ma ho trovato molto di più di quello che mi sarei aspettato"
Per gli amici di letture un articoli di PAOLO PONTONIERE

SE la durata della vita di un uomo equivale davvero a "quella di tre cavalli", come sostiene Erri De Luca, con il tour californiano in corso quella dello scrittore napoletano si è addentrata nella seconda fase della sua esperienza letteraria. Autore per l'appunto di Tre cavalli e di oltre quaranta fra novelle, raccolte di poesia, antologie e racconti brevi, all'inzio di aprile De Luca ha dato il via alla sua avventura americana con un tour che lo porta dalle foreste pluviali e dal clima nebbioso della California settentrionale alle dune oceaniche di San Diego. Una "prima" americana, la sua, in linea con le atmosfere dei suoi lavori e arricchita dalle cose che più contano nella sua narrativa: la natura, la terra e gli uomini che la plasmano, il ritmo delle stagioni e le forze elementari con le quali si confrontano gli esseri umani.

Un tour non tradizionale, dove l'incontro con studenti universitari, studiosi della nostra lingua e della nostra cultura si alterna a immersioni nelle meraviglie naturali della regione, dalla Muir Woods National Forest, la foresta di sequoie dedicata a John Muir, il naturalista scozzese al quale si deve la preservazione di Yosemite Valley e del Sequoia National Park, a Stintson Beach e Alcatraz, due dei maggiori santuari aviari della California. "Sono stato tra gli alberi più alti del mondo, tra le rosse sequoie spinte dai secoli e dalle radici verso il cielo - racconta De Luca del suo incontro con la costa del Pacifico a Nord di San Francisco - vengono descritte come colonne di una cattedrale, io ho visto in loro delle lance conficcate al suolo da giganti fuggiti. Lance puntate a ciuffi contro nuvole e stelle, che hanno messo radici e diramato foglie. Ho visto un bosco di lance, che non lasciano varco a nessun raggio".

Una realtà che ricorda all'autore l'umidità delle strade della città natale. "A terra, nel bosco delle sequoie, c'era la stessa umidità dei vicoli di Napoli, ma niente del suo odore - spiega De Luca - quella era stretta, gremita, buia, opposta alla cartolina di città del sole. I passi che infilo uno dopo l'altro sul suolo della California mi portano verso il largo di orizzonti, affacciati sul maggiore oceano del pianeta".

Ma la California e gli Stati Uniti per lo scrittore non sono solo natura e letteratura, anche se si fanno sentire con forza le influenze di Kerouac, Steinbeck, Dylan e Hemingway. Sono anche il contrasto fra cultura e politica. "Con così tanto spazio e natura perché partire con guerre verso i punti più remoti del mondo? - si domanda De Luca - con così tanta superficie magnifica, perché voler andare sulla Luna, spedire astronavi nello spazio? Questa geografia mi terrebbe fermo e felice dentro il suo confine. Invece ha istigato la sua gente a battere piste remote di terra, di mare e di cielo. Non lo capisco".

E si stupisce, De Luca, di fronte a una sala gremita da americani che hanno letto i suoi lavori in italiano e seguono con interesse il dibattito tra l'autore e il suo traduttore - Michael Moore - sulla rilevanza narrativa di un vocabolo quando tradotto in forma di sostantivo oppure di aggettivo. "Non smetteva di soprenderlo il fatto che tutta quella gente potesse essere veramente interessata alle sue storie personali e avesse addirittura letto i suoi libri in originale - racconta Amelia Carpenito-Antonucci, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di San Francisco - De Luca agli americani offre il ritratto perfetto dell'autore per amore. Uno scrittore che fa le cose con modestia e dedizione e bada alla sua arte senza presunzione, senza interesse per la fama".

Dopo San Francisco, ad attendere l'autore c'è un incontro alla University of Southern California, poi il 7 aprile all'Istituto di Cultura Italiana di Los Angeles, l'8 aprile alla University of California di Los Angeles e il 10 alla Casa della Lingua Italiana di San Diego. "Ho la sensazione di essere arrivato in un posto che ci può insegnare molto quanto a diversità e democrazia, vedi l'elezione di Obama dopo gli anni dell'oscurantismo bushiano - osserva De Luca - qui trovo il paese che ho conosciuto attraverso i libri degli autori che amo, ma allo stesso tempo trovo molto di più di quello che mi sarei aspettato e come mi accadeva a diciotto anni, quando leggevo On the Road di Kerouac, mi fa venire la voglia di rimettermi in viaggio". E per celebrare il suo viaggio la Other Press, la sua casa editrice statunitense, ha pubblicato una nuova edizione di Three Horses. Ormai il romanzo, negli Stati Uniti, è diventato un classico. © Riproduzione riservata (07 aprile 2010)

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