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I NEURONI DELLA LETTURA



I neuroni della lettura

Stanislas Dehaene
Raffaello Cortina, Milano, 2009
pp. 448
Euro 32,00

Per chi scorre queste righe probabilmente la lettura non è solo uno «strumento» quotidiano gestito con naturalezza, ma anche un piacere. Eppure leggere è un'impresa complessa, che mobilita grandi risorse cerebrali a tutti i livelli. Anche al gradino più basso di questa operazione il nostro sistema percettivo deve trascurare tutte le variazioni «inutili» - dimensioni, inclinazione delle lettere, presenza di grazie e così via - amplificando al contempo quelle pertinenti che permettono, per esempio, di distinguere una «i» da una «l». Quindi bisogna estrarre le componenti di base delle parole, come le sillabe, per poi passare a una decodifica che viaggia su un doppio binario, quello del suono e quello del significato. Come tutto ciò possa avvenire è descritto in questo volume, nel quale Stanislas Dehaene, neuroscienziato di punta, riassume i risultati dei suoi studi sulle basi neuronali della lettura.
Ma non solo. Nel corso di questa analisi viene inevitabilmente a porsi il problema - oggetto di una secolare diatriba - di quanto e quale sia il contributo genetico e biologico allo sviluppo di questa facoltà superiore e quale quello dell'ambiente. Qui Dehaene mostra come non sia possibile pensare al «culturale» senza il biologico, né al «cerebrale» al di fuori di un potente condizionamento ambientale, in una interdipendenza mediata dalla plasticità del cervello che consente un riciclaggio dei circuiti neuronali al di là della loro funzione originaria. Un'interdipendenza confermata attraverso un esame comparato delle più distanti scritture mai usate dall'uomo, che sotto un'apparente diversità condividono aspetti essenziali riconducibili al modo in cui alcune aree cerebrali rappresentano le informazioni visive.
Questi discorsi hanno risvolti molto concreti: ampio spazio è dedicato a problemi quali l'apprendimento e le diverse forme di dislessia. In un capitolo, per esempio, viene smantellata la presunta efficacia del cosiddetto insegnamento globale alla lettura, mentre in un altro si suggeriscono le vie per il trattamento di quel disturbo. (da Le Scienze, Febbraio 2010, recensione di Gianbruno Guerrerio)

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