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CHI E' L'INTELLETTUALE: EPICURO VS. GRAMSCI


A. Gramsci

Chi è l'intellettuale?
Da EMF- RAI
Puntata del 19 giugno 2001

Dall'antichità all'illuminismo gli intellettuali hanno spesso cambiato nome: erano saggi, chierici, philosophes. La loro presenza nel territorio della cultura, secolo dopo secolo, ha disegnato più volte un nuovo profilo d'impegno, un approccio al sapere messo sotto esame dal presente.
La domanda che apre la disputa di questa settimana usa quindi l'indicativo, va coniugata al tempo contemporaneo. Chi è oggi l'intellettuale? Colui che schiva la ribalta e lavora protetto all'ombra del "giardino" di Epicuro, libero dagli affanni del potere? Oppure è il suo gemello diverso, il militante che si schiera, che rischia ed è fiero di anticipare, magari cambiare il passo degli eventi, come Gramsci in carcere insegna?
Dare una risposta, qui, nel sito delle idee, vuol dire forse già scegliere la seconda tesi. Ma prima di farlo è bene seguire il percorso tracciato da Vegetti e Viroli sotto la guida del Tommaso televisivo Antonio Lubrano.
Chi erano Epicuro e Antonio Gramsci? Due filosofi lontani nel tempo e nelle posizioni, due intellettuali del passato remoto e passato prossimo.


EPICURO
Il filosofo greco Epicuro nacque a Samo (o, secondo Diogene Laerzio, ad Atene) nel 341 a.C. Fu allievo del platonico Panfilo e poi del democriteo Nausìfone. Fu forse allievo anche dell'accademico Senocrate. A 32 anni inizò il suo insegnamento a Mitilene e a Lampsaco; quando infine si stabilì ad Atene, nel 306 a.C., vi aprì una scuola con sede nel suo giardino. La scuola di Epicuro si impegnò nella diffusione della dottrina del maestro che si accompagnò anche con la polemica verso le scuole filosofiche del tempo, compreso il nascente stoicismo. Delle numerose opere di Epicuro, ci sono pervenute per intero, grazie a Diogene Laerzio, le Lettere ad Erodoto, a Pitocle ed a Meneceo, le Massime capitali e il Testamento, alle quali si sono aggiunte recentemente una raccolta di Sentenze e frammenti dell'opera Sulla natura . Morì nel 270 A.C.

L'intellettuale deve vivere in disparte

Nel "giardino" di Epicuro, il luogo attiguo alla casa del filosofo ad Atene dove si riunivano gli allievi, s'insegna il distacco dalla vita civile. L'intellettuale deve restare nascosto, tenersi a distanza dai giochi del potere e della politica. E' meglio vivere da governati, afferma, piuttosto che da governanti: "non c'è alcuna società tra gli uomini, ciascuno pensa solo a se stesso". Bisogna coltivare i piaceri della vita, alimentare il sapere e la conoscenza, tendere alla privazione del dolore fisico e di quello morale.



L'intellettuale è sempre libero

Il saggio è libero anche quando è in catene, perché la libertà è uno stato interiore e i veri tiranni abitano dentro, non fuori. Le azioni non sono sottoposte né alla divinità né al fato o alla necessità naturale, ma all'arbitrio dell'uomo. Assumersi appieno questa responsabilità vuol dire salvarsi dal carcere degli affanni e della politica, condurre un'esistenza fra amici sul modello del "giardino" ateniese, luogo del sapere e del dominio delle passioni.


ANTONIO GRAMSCI
Antonio Gramsci nasce ad Ales (Cagliari) il 22 gennaio 1891. Nel 1911, grazie ad una borsa di studio, si trasferisce a Torino, ove si iscrive alla facoltà di Lettere, senza tuttavia terminare gli studi, essendo completamente impegnato nella militanza politica nelle file del movimento socialista. Animatore dei Consigli di fabbrica di Torino, nel 1919 fonda «Ordine nuovo», che diviene ben presto il punto di riferimento dell'ala più rivoluzionaria della classe operaia. Nel 1921, a Livorno, è tra i fondatori del nuovo Partito comunista d'Italia. Tra il 1922 e il 1923 trascorre un anno in Unione Sovietica, ove conosce Lenin. Nel 1924 viene eletto deputato e fonda «L'Unità», organo del Partito comunista italiano. Arrestato dalla polizia fascista nel 1926, nel 1928 viene indicato come «il cervello del comunismo italiano» e condannato a venti anni di carcere. Ottenuta una riduzione della pena, viene scarcerato nell'aprile del 1937, ma appena una settimana dopo, nel giorno 27, muore in una clinica romana, a soli quarantasei anni. Le sue opere, comprese nei trentatré Quaderni del carcere, stesi tra il 1929 e il 1935, sono state pubblicate postume nel dopoguerra con i seguenti titoli: Il materialismo storico e la filosofia di Benedetto Croce; Gli intellettuali e l'organizzazione della cultura; Il Risorgimento; Note su Machiavelli, la politica e lo Stato moderno; Letteratura e vita nazionale. Documento di grande valore sono le Lettere dal carcere.

L'intellettuale deve impegnarsi nella società

La biografia di Gramsci è il manifesto dell'impegno civile, di una causa fondante - quella di promuovere il proletariato a classe dirigente - sposata fino alla fine. Arrestato nel '26 e condannato dal tribunale speciale fascista a vent'anni di reclusione, il fondatore del Partito comunista continua la sua attività anche in carcere, dove elabora il profilo di un intellettuale nuovo che da specialista si fa politico, che agisce per un'avanguardia rivoluzionaria organizzata. La cultura della neutralità non esiste.

L'intellettuale è libero solo in un mondo libero

Per Gramsci la libertà ha cittadinanza soltanto in un mondo libero; la libertà è il risultato di un'emancipazione politica, non può ridursi a consolazione privata. Uno stato che la nega, obbliga i suoi cittadini a una schiavitù con o senza catene. E in un quadro sociale di oppressione, in un regime dittatoriale l'intellettuale ha il compito di lavorare per la riconquista civile della libertà. Anche dietro le sbarre, dove si viene rinchiusi a causa dell'espressione libera del proprio pensiero in un contesto storico, il fascismo, che la vieta.


Se vuoi approfondire vai sul sito http://www.tommaso.rai.it/quinta/intell.htm
Troverai tutto sulla storia del termine "intellettuale" e le sue trasformazioni. Ecco gli argomenti discussi:
  • Sai dove e quando nasce la parola intellettuale?
    In Francia, con il caso Dreyfus.
  • Epicuro e Gramsci, pur lontani nel tempo,
    vivono in epoche di crisi della democrazia.
    Vegetti e Viroli ne ricostruiscono le tavole storiche.

  • Dal rapporto fra gli intellettuali italiani e il fascismo
    a quello più frivolo con il potere televisivo.
    Alcune riflessioni conclusive della disputa.

    Tutto in formato Real Player

Dopo esserti informato partecipa attivamente alla disputa dei filosofi e decidi:

Commenti

  1. Io sono epicureo.
    Ricordo di aver visto, diverso tempo fa, un dialogo, in prosa, tra Epicuro e un suo allievo - il tema era proprio quello che tu tratti qui.
    Il potere USA gli intellettuali.

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