SAVIANO: LA GIUSTIZIA SECONDO LA MAFIA


In una giornata di pioggia, grigia come solo un martedì tra capodanno e la befana sa essere, aprendo il giornale leggo: "Le mafie sanno che la giustizia italiana è complicata e spesso così lenta che è come se un bambino rompesse un vaso a sei anni e la madre gli desse uno schiaffo quando ne ha compiuti trenta". La frase è di Roberto Saviano, l'articolo su La Repubblica di oggi s'intitola: "Saviano: perché la 'ndrangheta scende in guerra contro i pm". Saviano mette in guardia dicendo che "l'attenzione mediatica" sui fatti di mafia dovrebbbe essere ai massimi livelli ed invece non lo è. L'attentato di Reggio Calabria di ieri è un segnale da non sottovalutare. La Procura Generale e Salvatore di Landro gli obiettivi. Bisogna capire il messaggio e rispondere. Come sempre la sfida è saper leggere quello che il silenzio cerca di negare e nascondere. Essere, anche nel caso della cronca, lettori attenti e interessati. Siamo dice Saviano "soltanto all'inizio". Ripensando all'Utopia di Tommaso Moro di cui parlavo nel post precedente, il luogo per i nostri sogni deve essere inventato (o inventato di nuovo). Spero che il 2010 sia all'insegna di una crociata collettiva contro i distruttori di utopie che si nascondono ovunque e soprattutto nel cuore della criminalità.

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