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IL PRODIGIO DEL LINGUAGGIO


Oggi vi propongo, per approfondire lo studio della filosofia, un sito molto interessante che si chiama "Il cammino della filosofia" .
Il sito curato dalla Rai propone interessanti interventi sulle più importanti questioni "irrisolte" di tutti i tempi. Si parla di filosofia e raccoglie i contributi di Hans-Georg Gadamer che del progetto disse:"Ritengo che l'iniziativa intrapresa dalla RAI, quella di riportare a nuova vita il colloquio con i grandi filosofi del passato e di accogliere questo colloquio nella propria programmazione, sia qualcosa di grandioso."

Hans-Georg Gadamer è tra le voci più più lucide del '900. Di lui Marino Freschi scrive: "scomparso nel 2002 Hans-Georg Gadamer è nato lo stesso giorno di Brecht, l’11 febbraio, ma in questo caso gli astri hanno deciso destini completamente diversi. Gadamer nasce a Marburgo, la roccaforte della cultura protestante che proprio agli inizi del Novecento conosce un’intensa stagione filosofica legata "germanicamente" all’Università con la scuola neokantiana e poi soprattutto con Heidegger e la sua cerchia. Sono gli anni in cui il filosofo svevo abbozza genialmente la sua filosofia e ha tra i suoi uditori Hannah Arendt e il giovanissimo Gadamer, che per tutta la vita farà i conti con il pensiero heideggeriano. E saranno meditazioni che si snodano per decenni all’interno della claustrale pace di Marburgo. L’unico passatempo che si concedeva era la lettura serale di romanzi inglesi (letti in originale) insieme con la prima moglie e i colleghi più vicini: era uno svago dalle riflessioni sui greci. I greci, la filosofia classica tedesca e Heidegger: così fino alla grandiosa svolta del 1960 culminata con la pubblicazione del suo "opus" Verità e Metodo. Da allora la produzione filosofica e saggistica di Gadamer diventa fluviale e torna continuamente a ribadire l’intuizione dell’incontro dell’analisi esistenziale, svolta da Heidegger, con la storicità hegeliana. Da qui sorge irruente la proposta di una nuova prospettiva filosofica, che è l’ultima grande voce della filosofia classica tedesca, di cui Gadamer è l’estremo rappresentante. La sua filosofia è basata sulla centralità dell’interpretazione, possiamo anche dire sulla replica del mondo alla nostra intima e autentica interrogazione. La sua filosofia del dialogo, che si radica non a caso nelle origini platoniche del pensiero, intero e vissuto come ermeneutica. In Italia Gadamer ha avuto una funzione dirompente, contribuendo al superamento definitivo del crocianesimo e del marxismo gramsciano con due centri d’irradiazione: la scuola torinese di Pareyson e Mathieu che ha il suo esponente più vivace in Vattimo, che ha tradotto il monumentale Verità e Metodo, e Napoli".

Ho scelto per voi uno scritto sul linguaggio. Buona lettura!

Il cammino della filosofia - Aforismi
Hans-Georg Gadamer
Il prodigio del linguaggio


Non c’è dubbio che fu innanzitutto il linguaggio il primo grande prodigio nell’evoluzione dell’umanità. Noi naturalmente non sappiamo quando sia nato, ma la scrittura… – di questa e della capacità figurativa possiamo fissare un inizio: di tali segni e tracce rimane infatti testimonianza. Abbiamo scoperto pitture rupestri, abbiamo trovato iscrizioni, forme di scrittura del testo parlato anche agli albori della grecità, ma ciò che chiamiamo filosofia, e che ha rappresentato l’evoluzione del pensiero occidentale nel flusso ininterrotto della tradizione, ha certo invece una storia relativamente recente.

Questa storia comincia a un certo punto…. Sappiamo naturalmente che la Grecia, così come gli altri Paesi europei, è stata colonizzata dal movimento migratorio e culturale dei popoli indoeuropei. È nota pure la preesistenza in quelle regioni di altre grandi culture, più prossime alle origini anche agli occhi degli stessi Greci. C’è un passo stupendo nel Timeo di Platone in cui Solone, uno dei più grandi statisti ateniesi, giunto in Egitto vede qualcosa che lo interessa, al punto tale da chiedere: "Ah, fanno anche qui come noi?" E allora il sacerdote del posto gli risponde: "Voi Greci siete sempre rimasti fanciulli! Non riuscite a capire quanto tardi siate arrivati nella storia della nostra vita culturale".

Dunque, è vero che la tradizione scritta comincia assai tardi, ma l’autentico passo avanti è segnato piuttosto da qualcos’altro, cioè dalla particolare forma in cui si sviluppò in Europa – in questo caso in Grecia – l’alfabeto, ovvero la nuova scrittura alfabetica. Si tratta di un processo che ci lascia davvero con il fiato sospeso, se pensiamo, oggi, che nel giro di pochi decenni l’alfabeto creato in Asia minore – con poche correzioni e modifiche – è diventato quell’ABC di cui tutti conosciamo almeno la prima e l’ultima lettera: l’alfa e l’omèga. Questa evoluzione dell’alfabeto ha portato in brevissimo tempo a una trasformazione della tradizione orale relativa a leggende,… miti,… storie di dèi e di eroi, memorie di grandi eventi come per esempio la guerra di Troia, testimonianze esistenti già prima che ci fosse la possibilità di una registrazione scritta. Lo stesso si può dire, ovviamente, anche per quanto concerne la storia ebraica delle origini, ovvero tutto ciò che conosciamo dall’Antico Testamento. Quando io ero giovane, la storiografia collocava ancora la preistoria del popolo ebraico (e quindi anche della coscienza storica occidentale) subito dopo le dinastie regnanti egizie. Oggi sono al centro della nostra attenzione ipotesi di un inizio ancora più remoto; ma un fatto è tangibile: l’alfabeto; grazie al quale anche il racconto di Omero (il grande epos della guerra di Troia e del ritorno di Ulisse) è diventato uno dei testi fondamentali della letteratura universale.


Tratto dall’intervista Il mistero dell'inizio (Il Cammino della filosofia)


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