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CONCORSO FOTOGRAFICO: L'ACQUA


Carissimi studenti, ben tornati! Oggi abbiamo parlato di Rosarno, di Adriano Sofri e di Primo Levi ma anche di Petrarca, che si è presentato a voi con queste parole che abbiamo letto integralmente in classe commentandole:

Francesco Petrarca
Posteritati: Il ritratto di sé consegnato ai posteri

"Forse ti accadrà di udire qualcosa di me, per quanto sia dubbio che il mio nome piccolo e oscuro possa giungere lontano nello spazio e nel tempo. E forse desidererai conoscere che uomo fossi o quali fossero gli eventi delle mie opere, soprattutto di quelle la cui fama sia giunta sino a te o di cui tu abbia sentito vagamente parlare. Riguardo al primo punto le opinioni degli uomini saranno sicuramente diverse, ché ciascuno parla non sotto la spinta della verità, ma del capriccio, e non c'è misura né per la lode né per il biasimo. Io fui dunque uno del vostro gregge, omiciattolo mortale, d'origine non troppo grande né troppo bassa, d'antica famiglia come di sé dice Cesare Augusto, e, quanto al temperamento, d'animo non impudico né cattivo se non mi avesse nociuto una contagiosa consuetudine. L'adolescenza mi illuse, la giovinezza mi traviò, ma la vecchiaia mi corresse e, con l'esperienza, mi rese convinto di quanto avevo letto tanto tempo prima: perché vani sono i piaceri della giovinezza; ed anzi me lo insegnò Colui che creò tutte le età e tutti i tempi, e che talora permette che, tronfi di nulla, i miseri mortali vadano fuori strada perché possano, anche se tardi, conoscere se stessi e i propri peccati. Da giovane ebbi un fisico non troppo forte, ma di grande destrezza. Non mi vanto d'avere avuto una straordinaria bellezza, ma tale che nei miei anni più fiorenti poteva piacere: fui di color vivo tra il bianco ed il bruno; ebbi sguardo vivace e per moltissimi anni acutissimo, ma che inaspettatamente mi tradì dopo i sessanta, costringendomi, con riluttanza, a ricorrere all'aiuto delle lenti. La vecchiaia piombò di colpo in un corpo che era stato sempre sanissimo, e lo assalì con la consueta schiera delle malattie".

Presto leggeremo la sua poesia "Chiare, fresche e dolci acque":

Chiare, fresche et dolci acque,
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo ove piacque
(con sospir mi rimembra)
a lei di fare al bel fianco colonna;
erba e fior che la gonna
leggiadra ricoverse
co l'angelico seno;
aere sacro, sereno,
ove Amor co' begli occhi il cor m'aperse:
date udienza insieme
a le dolenti mie parole estreme.
S'egli è pur mio destino,
e 'l cielo in ciò s'adopra,
ch'Amor quest'occhi lagrimando chiuda,
qualche grazia il meschino
corpo fra voi ricopra,
e torni l'alma al proprio albergo ignuda.
La morte fia men cruda
se questa spene porto
a quel dubbioso passo;
ché lo spirito lasso
non poria mai in più riposato porto
né in più tranquilla fossa
fuggir la carne travagliata e l'ossa.
Tempo verrà ancor forse
ch'a l'usato soggiorno
torni la fera bella e mansueta,
et là ' ov' ella mi scorse
nel benedetto giorno
volga la vista disiosa et lieta,
cercandomi: et, o pieta!,
già terra infra le pietre
vedendo, Amor l'inspiri
in guisa che sospiri
sì dolcemente che mercé m'impetre,
et faccia forza al cielo,
asciugandosi gli occhi col bel velo.
Da' be' rami scendea
(dolce ne la memoria)
una pioggia di fior sovra 'l suo grembo;
et ella si sedea
umile in tanta gloria,
coverta già de l'amoroso nembo.
Qual fior cadea sul lembo,
qual su le trecce bionde,
ch'oro forbito et perle
eran quel dì, a vederle;
qual si posava in terra, e qual su l'onde;
qual, con un vago errore
girando, parea dir: Qui regna Amore
Quante volte diss'io
allor pien di spavento:
Costei per fermo nacque in paradiso.
Così carco d'oblio
il divin portamento
e 'l volto e le parole e 'l dolce riso
m'aveano, et sì diviso
da l'imagine vera,
ch'i' dicea sospirando:
Qui come venn'io, o quando?;
credendo esser in ciel, non là dov'era.
Da indi in qua mi piace
questa erba sì, ch'altrove non ho pace.
Se tu avessi ornamenti quant' hai voglia,
poresti arditamente
uscir del bosco e gir in fra la gente.

Eccola, limpida come un ruscello...e a proposito di acqua siete tutti invitati a parteciapre al concorso fotografico sull'Acqua. Ecco il bando:

Concorso fotografico a tema idrico. Per cacciatori di momenti.

Acque SpA, il gestore del servizio idrico integrato nel Basso Valdarno, in collaborazione con il circolo fotografico L'Occhio Sensibile, con la raccomandazione della FIAF, indìce un concorso fotografico nazionale a tema idrico in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua che si celebra ogni anno il 22 Marzo.
Per promuovere la fotografia come moderna forma di arte ed espressione.
Per valorizzare il ruolo unico e primario dell'acqua come motore di vita, la più preziosa tra le risorse naturali, non inesauribile; al fine di celebrare la sua presenza, il suo valore, la sua relazione con l'uomo e l'ambiente oppure descriverne la mancanza, l'assenza.

Il concorso è per sole immagini digitali o fotografie analogiche digitalizzate ed è suddiviso in due sezioni: generica (Acqua in un istante) e specifica (L'acqua nel territorio del Basso Valdarno).
E' molto facile partecipare.
Il link con tutto quello che c'è da sapere è qui di seguito. Buona fortuna!

http://concorso.acque.net/

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