BENIGNI RICORDA FEDERICO FELLINI



Federico Fellini nacque il 20 gennaio 1920. Oggi, a 90 anni esatti dalla nascita, un piccolo grande omaggio con otto foto di Tazio Secchiaroli sul set di "Otto e mezzo", esposte al Palazzo del Governatore di Parma nell'ambito della mostra "Nove100" che resterà aperta fino al 25 aprile. Le eccezionali immagini sono di proprietà del Csac, il Centro studi archivi della comunicazione dell'Università, fondato dal professore Arturo Carlo Quintavalle.

Noi lo ricordiamo con una poesia scritta da Roberto Benign e un video.


Quando muore Fellini il grido è forte
Spacca la terra che improvvisa piange
Lacrime dal Marecchia fino al Gange
Alluvionano il mondo alla sua morte.

Quel giorno dimmi chi non lacrimava
Nemmeno la persona, la più frigida,
Pianse Rondi co' Akira Kurosawa
Pianse la Loren con la Lollobrigida

Pianse Anita e Marcello, Pianse il sole
Pianse Mollica lacrime a bizzeffe
Pianse anche i verbi e tutte le parole
Che, quel giorno, cominciavano per effe.

Quando muore il maestro d'Amarcorde
Anche i poeti abbassano le teste.
Era più bello lui di Harrison Forde.
Era più sexy lui di May Weste

Era leggero come Cavalcanti
Saggio come i filosofi tedeschi.
Umano come sanno esserlo i santi
Profondo come Fjodor Dostoesky

Elegante narciso mai avaro
Lui era insieme Topolino e Pippo
Lugubre come Antonio Fogazzaro
Buffo come Peppino de Filippo.

Quando dava l'azione con un rombo
Il set si illuminava d'alabastro.
Era come Cristoforo Colombo,
Un condottiero come Fidel Castro.

Lo studiavano le pisicanaliste
Ma a lui nessuno mai tolse le brache.
Fellini aveva più forza di Maciste
E più immaginazione di Mandrake.

Dolce come Verlaine, come Beatrice
E maledetto come James Dean
Casto della purezza di Euridice
E intelligente come RinTinTin

M'han detto che era morto, ebbi uno shocke
Come se fossen morte le albicocche
Fellini, m'hai avviluppato con le tue passioni
E per saluto estremo ti dirò
Citando un bel reframe di Little Tony
che t'amo, t'amo, t'amo e t'amerò

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