UN GIORNO DA LEONE


Chi segue questo blog potrebbe aver notato che le riflessioni più amare spuntano sempre, tranne rare eccezioni, la domenica sera.
E stasera non fa eccezione. Non c'è niente che non vada nelle domeniche, forse l'unica differenza è l'aver avuto a disposizione quasi 48 ore per riflettere, un lusso di questi tempi.
Arrivo alla vigilia del lunedì con la stessa domanda: perché la gente si è rassegnata a vivere così? Perché c'è un B-day ogni tanto e poi tutto torna come prima? Cosa ci permette di non infuriarci per un mese intero, un anno intero e tutti insieme davanti all'ennesima mancanza di coerenza civica e politica? Perché abbiamo smesso di credere che ci sia un'alternativa? Perché neanche ci proviamo a pensare un'alternativa? E quando parlo di "alternativa" intendo non solo partiti politici ma idee nuove che creino una vita nuova. Quante albe e tramonti sono in serbo per l'umanità su questo pianeta? Perché ogni lunedì mattina smettiamo di protestare e ci mettiamo in fila come un gregge di pecore pavide? Cosa ci spaventa? I guerrieri di un tempo credevano che lottare servisse a salvare non solo se stessi ed i propri figli, ma l'intera umanità. Lo "spirito guerriero che dentro mi rugge" stasera non vuole abbandonare le riflessioni del fine settimane: le idee che spingono al di là dei tracciati e fanno intravedere una vita diversa.
E' un problema, grave quanto il suo opposto, sapere alla perfezione cosa si vuole. Desiderare un mondo migliore per sè e i propri figli. E qui credo di non dire niente di nuovo. Ma volere una vita nuova anche per il resto del pianeta, proprio per TUTTI, è questo che fa la differenza fra uno semplicemente arrabiato e un guerriero. Ci sono in giro tanti "gruppi" che predicano il benessere di una porzione sempre troppo piccola di mondo. E non sembrano provare nessun rimorso per questo. Neanch'io credo al rimorso, cioè a qualcuno che dall'alto ti ricordi che hai fatto o pensato qualcosa di male. Ma credo nel sogno. E allora che c'è di male a sognare un mondo come quello che immaginano i bambini, allevati al suono di fiabe in cui si lotta tutti contro un lupo cattivo.
E se i lupi diventassero un branco e minacciassero l'intera umanità, allora bisognerebbe cambiare le favole ai bambini, e prepararli ad una lotta impari ma necessaria.Ecco cosa producono dentro di me 48 ore senza lavoro. E se la religione è l'oppio delle masse, allora il lavoro è la fabbrica dell'oppio.
Oggi siamo andati a comprare dei dolci in un bellissimo, affollatissimo negozio del centro. Sono scesi dalla macchina solo mio marito e mia figlia. Io sono rimasta con il mio altro bimbo addormentato...ho guardato per un po' la folla in giro per compere, in giro per aria, in giro per sogni. Bambini imbacuccati, anche se in assenza di vero freddo, come se chi li ha coperti per uscire volesse proteggerli dalle molecole di male vaganti nell'aria fintamente natalizia. Perché il Natale sarà sempre una menzogna se in un angolo del nostro mondo ci saranno un uomo affamato, un bambino che piange, un giovane senza sogni e un vecchio abbandonato.
Buna settimana!

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