PENNE AVVELENATE


Quando a litigare sono grandi scrittori, i duelli, a colpi di penna, diventano l'occasione di esercitare l'arte della retorica. Insulti magistrali ai quali si ribatte con altrettanti magistrali, cattivissimi improperi ma ben scritti e indimenticabili.
"La letteratura è uno sport competitivo" dice Gary Dexter, giornalista di Guardian, Spectator e Sunday Times. Autore di un blog in cui discute di quello che si nasconde dietro ai titoli dei libri, svela le velenose rivalità degli autori e il codice segreto delle loro conversazioni pubbliche.
C'è un libro appena uscito in Inghilterra che raccoglie le "zuffe" intellettuali dei più grandi scrittori, dalla A alla Z, da Amis a Zola. Il volume s'intitola Poisoned Pens, ed è una antologia alla cicuta edita da Frances Lincoln.
Alcuni esempi? Dai più moderati ed eleganti ai veri e propri insulti...
Charlotte Bronte si chiedeva: "Ma Jane Austen vi piace così tanto?", e Tom Wolfe scrisse di Hemingway che "non era conciso ma ripetitivo".
Siete pronti al duello Martin Amis e Tibor Fischer?
Martin Amis disse che Tibor Fischer era "uno spregevole, sgradevole, culo grosso." Il motivo? Aveva attaccato il suo romanzo preferito Cane giallo. Tibor Fisher su Martin Amis: "Farmi beccare a leggere Cane giallo nel metrò mi farebbe sentire come mio zio beccato a masturbarsi in un parco giochi." (che fantasia, che immaginazione!)
Beh, ho reso l'idea... Un recensore inglese suggerisce: "Se nessuno vi regalerà questo libro per Natale, compratevelo da soli. Anzi dovrebbero metterne una copia nelle toilette di biblioteche, librerie, cinema...".

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