IL MONDO INCANTATO DEI BAMBINI


Bruno Bettelheim

Stasera ho tra le mani un libro importante, un libro che consiglio a mamme e papà, nonni e nonne. Si tratta di Bruno Bettelheim , "Il mondo incantato" (Biblioteca Economica Feltrinelli- Saggi 2008). In questo splendido saggio Bettelheim parla di bambini e del compito che spetta agli adulti di fronte alla dilagante scomparsa dell'infanzia, un'età che esiste per il mercato e fa un fatturato di milioni di euro, un'età che è sempre più in pericolo. Charles Dickens ha dato ai bambini un posto importante nella letteratura, ha tolto i trovatelli dagli orfanotrofi e li ha resi protagonisti di storie appassionanti in cui riuscivano a sopravvivere alle avversità e diventare adulti.

Bettelheim scrive: "se speriamo di vivere non semplicemente di momento in momento ma realmente coscienti della nostra esistenza, la necessità più forte e l'impresa più difficile per noi constistono nel trovare un significato alla nostra vita". Per lo studioso la comprensione del mondo comincia prestissimo ed è il frutto di un percorso lungo e faticoso. "Il compito più importante e anche più difficile che si pone a chi alleva un bambino è quello di aiutarlo a trovare un significato alla vita." La lettura, e il suo apprendimento, aiutano il bambino a trovare il senso della propria esistenza, ma purtroppo le letture scolastiche, quelle fatte per imparare a leggere e a scrivere, sono a volte vuote di significati utili a sviluppare una tale, profonda conoscenza di se stessi. "La caratteristica peggiore di questi libri per l'infanzia è che essi privano il bambino di quanto egli dovrebbe ricavare dall'esperienza della letteratura: l'accesso ad un significato più profondo".

Storie superficiali, dunque, illustrazioni colorate per parole vuote, pagine e pagine per occupare il tempo e distrarre la mente dalla comprensione del mondo. Questo il difetto di molta letteratura per l'infanzia: storie nate per aggirare le difficoltà, per restare sulla superficie delle cose, storie che restano ai margini dei boschi di Cappuccetto Rosso o Hansel e Gretel. Personaggi perennemente illuminati dalla luce del sole. Il buio e le paure sono bandite dal regno delle fiabe commerciali. Bettelheim sottolinea la necessità per il bambino di oggi di ritornare alle fiabe popolari, in quanto "parlano al suo Io in boccio e ne incoraggiano lo sviluppo, placando nel contempo pressioni preconsce e inconsce".

Il messagggio delle favole classiche è sempre lo stesso ma è necessario e fondamentale farlo riecheggiare: "la lotta contro le gravi difficoltà della vita è inevitabile ma è una parte intrinseca dell'esistenza umana; soltanto chi non si ritrae intimorito ma affronta risolutamente avversità inaspettate e spesso immeritate può superare gli ostacoli e alla fine uscire vittorioso".

E allora, quello che Bettelheim ci dice di fare è semplice: raccontiamo una favola classica ai nostri bambini e, se non siamo bravi a narrare, leggiamola con grande serietà tutte le sere, quando il buio arriva ad alimentare paure di sempre. Aiutiamoli a crescere. Ma con una raccomandazione: scegliere le fiabe nella loro forma originale perché l'incanto di una fiaba e il suo significato possono essere percepiti solo se hanno conservato la loro essenza.

Buona fiaba a tutti!

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