IL DESIDERIO DI UN UOMO SENZA QUALITA'


"Il nostro desiderio non è di fare di due creature una sola, bensì di evadere dalla nostra prigione, dalla nostra unità, di diventare due in una congiunzione, ma meglio ancora dodici, un numero infinito, di sfuggire a noi stessi come in sogno, di bere la vita a cento gradi di fermentazione, di essere rapiti a noi stessi o comunque si debba dire, perché non lo so esprimere; allora il mondo contiene altrettanta voluttà quanto estraneità (...). Il solo sbaglio che potremmo commettere sarebbe d'aver disimparato la voluttà dell'estraneità e immaginarci di fare chi sa quali meraviglie dividendo l'uragano dell'amore in magri ruscelletti che scorrono su e giù fra un essere e l'altro".

(Robert Musil, L'uomo senza qualità, trad. it., Torino, Einaudi, 1972, pp. 1102-1103).

Da leggere:
Se finiste prigionieri di una mela.

Commenti

  1. Che bello questo libro! e bello il blog!Ho ritrovato in Musil una scrittura che esalta l'uomo, la sua capacità di reinventarsi e trovare speranza in se stesso.Grazie!
    Francesca L.

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  2. Auguri di buon 2011 Francesca! Che il nuovo anno ci porti tanti sogni in cui credere,
    Giovanna

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