LIBRERIE NELLE DISCARICHE


Quante volte, soprattutto nel fine settimana, abbiamo sentito il bisogno di liberarci del superfluo? Dagli armadi vengono stanati abiti scoloriti pieni di ricordi ma senza vita. Liberandocene sentiamo di aver fatto posto al futuro e così la nostalgia si tramuta in speranza.
Stamattina tornando a casa con mia figlia dopo una breve passeggiata siamo state attratte da una scatola di cartone accanto al cassonetto della spazzatura: era piena di libri! Non credevo ai miei occhi. Erano libri di testo scolastici: antologie di letteratura italiana, testi di storia, geografia e altro. Ci siamo fermate. Mia figlia mi ha visto frugare nella spazzatura; mi sono sentita come qualcuno che deve decidere in pochi secondi quale vita salvare, chi far salire nella scialuppa del Titanic, quale libro portare nell'arca di Noè qualche secondo prima del diluvio.
Ho scelto di salvare due grossi volumi di letteratura italiana. Uno s'intitola Laboratorio di Lettura, e proprio non me la sentivo di abbandonare la selezione di grandi scrittori che urlava "salvami salvami!" in rima e in prosa.
Ho sollevato i due volumi con una mano, e nell'altra ho continuato a tenera la mano di mia figlia. "Che scemi!", ha detto Rebecca, "non sono andati a male questi libri!". Tornate a casa abbiamo trovato posto ai due trovatelli tra i miei manuali del liceo, sugli scaffali più bassi ed accessibili.
Mi sono sentita un'eroina, una "zingara" del XXI secolo, con tanto di bambina al seguito. Sui libri c'è scritto il nome: Emanuela. Tanti piccoli disegni e frasi a margine mi dicono che ho portato a casa dei cuori infranti. Chissà a cosa hanno dovuto fare spazio in quella casa non troppo lontana, chissà se un giorno Emanuela rimpiangerà questi libri buttati nella spazzatura. Mi piace pensare che subito dopo il gesto insano sia tornata sui suoi passi a salvara gli altri "figli abbandonati", che li abbia stretti a sé e abbia sussurrato "mai più, piccoli miei, mai più...torniamo a casa."

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