Passa ai contenuti principali

LEZIONE NUMERO UNO: DINO BUZZATI

Domani con la nona parleremo di Dino Buzzati e del racconto "Il Mantello".
Vi trascrivo alcune informazioni sulla vita di Buzzati che commenteremo insieme in classe prima di analizzare la storia.

Biografia di Dino Buzzati

(Belluno, 1906 - Milano, 1972 )

Di famiglia benestante (il padre Giulio Cesare insegna Diritto internazionale all'Università di Pavia; la madre Alba Mantovani, di origine veneziana, è sorella dello scrittore Dino Mantovani), sin da ragazzo s’appalesano in lui i fili conduttori della propria esistenza: scrive, disegna, si appassiona alla musica - studia violino e pianoforte - ed alla montagna, cui dedicherà il suo primo romanzo, “Bàrnabo delle montagne” (1933). Su insistenza della famiglia, intraprende gli studi di Giurisprudenza; ma nel 1928, ancor prima di laurearsi, entra come praticante al “Corriere della Sera”, giornale che non lascerà fino alla fine dei suoi giorni.
Il buon successo ottenuto dal suo romanzo d’esordio, il già citato “Bàrnabo delle montagne”, non si ripete pel successivo “Il segreto del Bosco Vecchio” (1935), al quale viene invece riservata una generale indifferenza.
Inviato speciale del “Corriere” ad Addis Abeba nel 1939 e cronista di guerra nel ’40 sull’incrociatore Fiume, ancora nel ‘40 vede pubblicato il libro che gli procura fama internazionale ed è considerato unanimemente il suo capolavoro, “Il deserto dei Tartari”: alle soglie del conflitto, egli immagina l’allegoria esistenziale del tenente Giovanni Drogo, destinato a trascorrere la propria esistenza in una fortezza sperduta, in un'epoca non precisata, nell’inutile attesa di un nemico che non arriva (Valerio Zurlini ne trarrà, nel 1976, una pellicola di grande suggestione). Dal 1936 scrive, per il “Corriere” ed altri periodici, parecchi racconti, successivamente riuniti in “I sette messaggeri” (1942), “Paura alla Scala” (1949), “Il crollo della Baliverna” (1954), “Sessanta racconti” (1958, premio Strega), “Esperimento di magia” (1958), “Il colombre” (1966), “Le notti difficili” (1971). Nel 1960 esce “Il grande ritratto”, quasi un esperimento di romanzo fantascientifico, ove entra in scena l’universo femminile, sino a quel momento da lui assai poco esplorato. Tre anni dopo, “Un amore” narra la vicenda - con probabili echi autobiografici, ché Buzzati sposerà, sessantenne, Almerina Antoniazzi - di Antonio Dorigo, un uomo che incontra l’amore a cinquant’anni.Resta ancora da dire dell’interesse del nostro per la pittura, che si traduce in opere nate dalla commistione tra testo ed illustrazioni (“Poema a fumetti”, 1969; “I miracoli di Val Morel”, 1971). Le atmosfere magiche, surreali, “gotiche” delle sue prose sono pervase da un senso d’angoscia (si pensi alla giustamente celebrata novella “Sette piani”, ove l’itinerario nella malattia è tutto percorso da un presagio di morte), di sgomento di fronte all’ineluttabilità d’un destino paradossale, beffardo; la totale fruibilità delle medesime è garantita da una scrittura veloce, coinvolgente, “giornalistica”.

Francesco Troiano

Bibliografia

Dino Buzzati

Dino Buzzati

Commenti

  1. che bello dino!!!!!!!!!!!!!!!! quanto mi ha divertito!!!!! :D vorrei troppo leggere altre sue storie!!!

    RispondiElimina
  2. DINOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

ELOGIO DELL'INTELLIGENZA DELL'UOMO

Elogio della scrittura

Ma sopra tutte le invenzioni stupende,
qual eminenza di mente fu quella
di colui che s’immaginò di trovar modo
di comunicare i suoi più reconditi pensieri
a qualsivoglia altra persona, benché distante
per lunghissimo intervallo di luogo e di tempo?
Parlare con quelli che sono nell'Indie,
parlare a quelli che non sono ancora nati né saranno se non di qua a mille e dieci mila anni?
E con quale facilità, con i vari accozzamenti
di venti caratteruzzi sopra una carta. Sia questo il sigillo di tutte le invenzioni umane e la chiusa de' nostri ragionamenti di questo giorno (...)


Galileo Galilei, Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo Tolemaico e Copernicano
Firenze (I giornata, 130)

PASOLINI E IL MARE: TERRACINA, UN RACCONTO INEDITO

Pasolini e Callas in Africa


Terracina
Un racconto inedito
di Pier Paolo Pasolini Nella spiaggia c'era più movimento, ma il mare era sempre immobile, morto.
Si vedevano delle vele arancione al largo, e molti mosconi che si incrociavano vicino alla spiaggia. Lucià avrebbe avuto fantasia di prendersi un moscone, e andar al largo: però era solo, e non era buono a remare. Andò sul molo tutto smantellato e ancora pieno di squarci, nuotando nei punti dove gli squarci interrompevano, finchè giunse in pizzo, sulla piccola rotonda. Si distese sulla pietra con la testa che sporgeva dall'orlo sul mare.
Verde, trasparente e tiepida, l'acqua si gonfiava e si sgonfiava tra le colonne del molo, ora pesante come un blocco di marmo, ora lieve come l'aria. Benché fosse alta già due o tre metri non c'era granello di sabbia che non si potesse distinguere dall'alto della rotonda: ed era una sabbia morbida e pulita , un tappeto meraviglioso per chi potesse vivere sotto acqua. Ogni …

O LENTE LENTE CURRITE NOCTIS EQUI

Ultimo giorno di luglio, ultimo giorno dedicato alla lentezza. Maancora una volta lentezza e velocità sembrano fondersi in un binomio affascinante, proprio come nelle riflessioni di ieri.
Stranamente riscopro, nelle ultime disperate parole di Dr. Faust che cerca inutilmente di fermare il tempo, l'ossimoro della vita: una corsa lenta verso la notte.
Nel Doctor Faust di Christopher Marlowe (1564-1593) apprendiamo che il patto con Lucifero ha dato a Faust la conoscenza ma la sua anima dovrà cadere nelle mani del diavolo e l'ora tanto temuta sta per arrivare:

Ah Faust ,Ora non ti resta che una misera ora da vivere,
E poi dovrai essere dannato in eterno.
Fermatevi, voi sempre rotanti Sfere celesti,
Che il Tempo s'arresti, e la mezzanotte non arrivi mai.
Occhio gentile della natura, risorgi e rendi
Il giorno infinito: o fa che quest'ora sia
Un anno, un mese, una settimana, un giorno normale,
Che Faust possa pentirsi e salvare la sua anima.
O lente, lente currite noctis equi.

L&#…