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NUNC EST BIBENDUM



Un buon bicchiere di vino non ha mai fatto male a nessuno.La prova...eccola.

http://server-it.imrworldwide.com/cgi-bin/b?cg=0&ci=KatawebCTG-it&tu=http://download.repubblica.it/pdf/diario/2009/18082009.pdf

...leggete tutto di un sorso e ditemi cosa ne pensate (soprattutto se siete tra i protagonisti e\o spettatori della movida di Campo dei Fiori). L'alcool è diventato un mostro, un tabù, una droga. Ma non è sempre stato così. L'Italia produce alcuni dei vini più pregiati del mondo. Da sempre, per combattere il nemico, bisogna conoscerlo! Nell'articolo si parla di scomparsa della civiltà del bere, di stanco rito di massa. Ubriacarsi non è più un eccezionale momento di iniziazione alla vita adulta. Prima si beveva al bicchiere, in compagnia di amici. Lo facevano regolarmente poeti e scrittori, in locali fumosi dove l'ebrezza donava l'ispirazione e l'intraprendenza. Le idee fluivano incoraggiate da qualche buon bicchiere da gustare insieme. Simposium. l'arte oramai dimenticata di bere insieme. Ora si mandano giù litri di alcool scadente e si finisce ubriachi e più soli.
Se vi va di approfondire, abbiamo tutto l'anno scolastico per leggere i libri suggeriti nell'articolo. Ci sono i migliori scrittori, ognuno con una storia che mette in luce il potere che da sempre l'alcool esercita sull'uomo e sulla comunità. Ma io vi consiglio fin d'ora Disturbo della quiete pubblica, di Richard Yates. Ecco un assaggio del romanzo. Uno dei protagonisti della storia è proprio l'alcol. Sono soltanto otto pagine, quanto basta per innamorarsi di Yates.
A domani!

p.s.
La notte prima di ogni esame, quando andavo all'università, mio padre mi consigliava di non aprire libro e di bere un buon bicchiere di Greco.

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