Passa ai contenuti principali

CHE LIBERTA'

Spero che i video vi abbiano aiutato a ridurre in briciole le ansie legate al ritorno a scuola. Il mio primo giorno non è stato niente male. La scuola ha un aspetto smagliante. E' tutta tirata a lucido. Sembra una candida sposa ferma all'altare. Il 70% del corpo docente è un corpo abbronzato. Ci sono alcuni volti nuovi che non aspettano che voi per essere esplorati e rivelati. Siete così bravi a scoprire quello che abbiamo dentro. Vi bastano pochi minuti di lezione per un quadro assai preciso dei vostri "teachers".
Stasera vi intrattengo con un po' di poesia, un inno alla libertà che un po' ci manca quando lasciamo il bozzolo d'ozio in cui la nostra anima-farfalla si rifugia a far schiudere le ali.
E' una poesia di Emily Dickinson (vedi foto... accidenti non ci avevo mai pensato...sembra la sorella di Morticia!) in traduzione. Leggendola vi dovreste sentire subito più leggeri e liberi dall'ansia del primo giorno di scuola (che produce la famosa sindrome titti-in-gabbia).


Potessi cavalcare alla ventura
Come fa l'ape sul prato

E far visita solo dove mi piace
E nessuno far visita a me

E civettare tutto il giorno coi ranuncoli
E sposarmi con chi voglio
E soffermarmi un poco qua e là
O meglio ancora, scappar via

Senza nessun poliziotto che m'insegua
O corrergli dietro io se lo fa -
Fino a fargli scavalcare penisole
Per fuggire via da me -

Ho detto "Non essere che un'ape"
Su una zattera d'aria
E remare a zonzo per tutto il giorno
E ancorare "oltre la sbarra"

Che libertà! Cosi la immaginano i prigionieri
Che stanno ben chiusi nelle segrete.

Commenti

Post popolari in questo blog

ELOGIO DELL'INTELLIGENZA DELL'UOMO

Elogio della scrittura

Ma sopra tutte le invenzioni stupende,
qual eminenza di mente fu quella
di colui che s’immaginò di trovar modo
di comunicare i suoi più reconditi pensieri
a qualsivoglia altra persona, benché distante
per lunghissimo intervallo di luogo e di tempo?
Parlare con quelli che sono nell'Indie,
parlare a quelli che non sono ancora nati né saranno se non di qua a mille e dieci mila anni?
E con quale facilità, con i vari accozzamenti
di venti caratteruzzi sopra una carta. Sia questo il sigillo di tutte le invenzioni umane e la chiusa de' nostri ragionamenti di questo giorno (...)


Galileo Galilei, Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo Tolemaico e Copernicano
Firenze (I giornata, 130)

PASOLINI E IL MARE: TERRACINA, UN RACCONTO INEDITO

Pasolini e Callas in Africa


Terracina
Un racconto inedito
di Pier Paolo Pasolini Nella spiaggia c'era più movimento, ma il mare era sempre immobile, morto.
Si vedevano delle vele arancione al largo, e molti mosconi che si incrociavano vicino alla spiaggia. Lucià avrebbe avuto fantasia di prendersi un moscone, e andar al largo: però era solo, e non era buono a remare. Andò sul molo tutto smantellato e ancora pieno di squarci, nuotando nei punti dove gli squarci interrompevano, finchè giunse in pizzo, sulla piccola rotonda. Si distese sulla pietra con la testa che sporgeva dall'orlo sul mare.
Verde, trasparente e tiepida, l'acqua si gonfiava e si sgonfiava tra le colonne del molo, ora pesante come un blocco di marmo, ora lieve come l'aria. Benché fosse alta già due o tre metri non c'era granello di sabbia che non si potesse distinguere dall'alto della rotonda: ed era una sabbia morbida e pulita , un tappeto meraviglioso per chi potesse vivere sotto acqua. Ogni …

O LENTE LENTE CURRITE NOCTIS EQUI

Ultimo giorno di luglio, ultimo giorno dedicato alla lentezza. Maancora una volta lentezza e velocità sembrano fondersi in un binomio affascinante, proprio come nelle riflessioni di ieri.
Stranamente riscopro, nelle ultime disperate parole di Dr. Faust che cerca inutilmente di fermare il tempo, l'ossimoro della vita: una corsa lenta verso la notte.
Nel Doctor Faust di Christopher Marlowe (1564-1593) apprendiamo che il patto con Lucifero ha dato a Faust la conoscenza ma la sua anima dovrà cadere nelle mani del diavolo e l'ora tanto temuta sta per arrivare:

Ah Faust ,Ora non ti resta che una misera ora da vivere,
E poi dovrai essere dannato in eterno.
Fermatevi, voi sempre rotanti Sfere celesti,
Che il Tempo s'arresti, e la mezzanotte non arrivi mai.
Occhio gentile della natura, risorgi e rendi
Il giorno infinito: o fa che quest'ora sia
Un anno, un mese, una settimana, un giorno normale,
Che Faust possa pentirsi e salvare la sua anima.
O lente, lente currite noctis equi.

L&#…