CHE LIBERTA'

Spero che i video vi abbiano aiutato a ridurre in briciole le ansie legate al ritorno a scuola. Il mio primo giorno non è stato niente male. La scuola ha un aspetto smagliante. E' tutta tirata a lucido. Sembra una candida sposa ferma all'altare. Il 70% del corpo docente è un corpo abbronzato. Ci sono alcuni volti nuovi che non aspettano che voi per essere esplorati e rivelati. Siete così bravi a scoprire quello che abbiamo dentro. Vi bastano pochi minuti di lezione per un quadro assai preciso dei vostri "teachers".
Stasera vi intrattengo con un po' di poesia, un inno alla libertà che un po' ci manca quando lasciamo il bozzolo d'ozio in cui la nostra anima-farfalla si rifugia a far schiudere le ali.
E' una poesia di Emily Dickinson (vedi foto... accidenti non ci avevo mai pensato...sembra la sorella di Morticia!) in traduzione. Leggendola vi dovreste sentire subito più leggeri e liberi dall'ansia del primo giorno di scuola (che produce la famosa sindrome titti-in-gabbia).


Potessi cavalcare alla ventura
Come fa l'ape sul prato

E far visita solo dove mi piace
E nessuno far visita a me

E civettare tutto il giorno coi ranuncoli
E sposarmi con chi voglio
E soffermarmi un poco qua e là
O meglio ancora, scappar via

Senza nessun poliziotto che m'insegua
O corrergli dietro io se lo fa -
Fino a fargli scavalcare penisole
Per fuggire via da me -

Ho detto "Non essere che un'ape"
Su una zattera d'aria
E remare a zonzo per tutto il giorno
E ancorare "oltre la sbarra"

Che libertà! Cosi la immaginano i prigionieri
Che stanno ben chiusi nelle segrete.

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