FOTO DI PAESAGGI E RESTAURI DI PAESI


Andretta (Av) in una foto del poeta Franco Arminio


Veduta di Montefusco (Av)

Alcune foto di Apice Vecchia (Benevento) foto di Pannarese


Apice Vecchia (Bn)


Apice Vecchia (Bn)

C'è chi fotografa paesaggi e c'è chi compra castelli e paesi. Wim Wenders, di cui abbiamo parlato ieri, fotografa paesaggi che rischiano di scomparire. Oggi parliamo di Daniele Kihlgren che compra (e restaura) paesi e castelli abbandonati. I paesi di cui si è innamorato lo svedese quarantenne, figlio in una ricca famiglia di imprenditori, sono piccoli borghi medievali che sorgono su colline lussureggianti nel cuore del Sud.
Non so se vi è mai capitato di visitare l'Irpinia post-terremoto. Ogni paese ha il centro storico che sorge in cima alla collina, svuotato come il guscio di una lumaca, e più giù, a valle, il nuovo centro abitato con case anonime, cemento, strade e i cittadini deportati che vagano ai piedi del loro paese distrutto e abbandonato. Questo è lo scenario di cui sono stata testimone dopo il sisma del 1980 e oggi, dopo aver letto dell' uomo che salva i borghi per farne alberghi diffusi e restituire l'anima al Sud dell'Italia, spero tanto che il signor Kihlgren venga a far visita a Tufo, Montefusco, Prata, Apice, e tanti altri paeselli dell'Irpinia. I paesi-fantasma dove le case sono state abbandonate dalle migliaia di famiglie di terremotati. Una volta una mia amica architetto, Angela, mi ha portato in uno di questi paesi per fare dei rilievi in una casa da restaurare. Mi colpì, in quell'occasione, la sensazione di vite interrotte entrando nell'abitazione silenziosa. Letti disfatti, tende polverose, fotografie e quadri alle pareti, nell'acquaio perfino piatti e bicchieri da mettere via. Il signor Kihlgren, che non è alla ricerca di ragioni di un tale abbandono, dice che "ce l'abbiamo messa tutta a distruggere" un grande patrimonio. Io mi chiedo perché? Cosa si nasconde dietro l'abbandono e il degrado dei borghi medievali del Sud? Perché le famiglie hanno abbandonato le loro case e tutti i loro averi per trasferirsi in caseggiati di cemento, privi di storia e senza bellezza? Se la fotografia fa domande, la letteratura, a volte, si mette alla ricerca di risposte.
Un amico poeta, irpino e coraggioso testimone, Franco Arminio vive e scrive in uno dei tanti paesi fantasma di cui vi ho parlato. Per lui l'Irpinia è il paese di cui nutrirsi e di cui morire. La risposta ai miei perché forse è nelle sue parole:

E' Irpinia
cadono gli alberi
senza incontrarsi

La poesia sembra suggerire che il Sud è fatto di tanti individui, grandi, forti che purtroppo non si incontrano. E' un bosco di querce solitarie, destinate a cadere. Contro questo destino è giunto il momento di unire imprenditoria coraggiosa, parole di poeti e sguardi salvifici di fotografi: tempo di recarsi in Irpinia (e nelle altre terre abbondonate del Sud) a fotografare i paesi distrutti e abbondanati di cui vi ho parlato, a comporre poesie di fronte alle rovine, è tempo di esercitare quello sguardo d'amore di cui parla Wenders per sottrarre all'oblio tutto un mondo prezioso che rischia di essere cancellato.
E proprio come nel film di Wenders, Il cielo sopra Berlino, spero di scorgere, tra le rovine, l'angelo svedese con la sua "lunga lista di amministratori locali in tutto il Sud che ci hanno chiesto un intervento nel loro comune. Andremo a visitarli tutti e sono sicuro che troveremo altri posti incantevoli da restaurare."










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