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DI CHE COLORE HANNO GLI OCCHI GLI SCRITTORI CONTEMPORANEI?


L'estate trascorre pigra, tra grandi sbadigli di chi è arrivato e grandi imprecazioni di chi sta per arrivare (vedi i bollini neri della viabilità dei giorni scorsi). Amo i lunedì di agosto perché non succede assolutamente niente e anche i giornalisti, che sono obbligati a scrivere quotidianamente, il lunedì lo dedicano alle riflessioni e agli approfondimenti.
Nella rubrica Le idee de La Repubblica oggi ho letto un bellissimo articolo di uno scrittore che collabora, insieme ad altri bravi autori, al quotidiano. Lo scrittore è Pietro Citati e dal 1988 è critico letterario del giornale. Leggendo il suo articolo Quando gli uomini scoprirono il mare ho pensato!....Ho pensato prima di tutto Bello! poi ho pensato a voi, l'avranno letto i miei studenti? e poi ho pensato che, quando sarete a caccia di idee per World Literature & Extended Essays forse vi converrà ritornare a questi post pieni di idee ispirate dagli scrittori di oggi che scrivono, pubblicano, vincono premi prestigiosi, si azzuffano, polemizzano, lottano, urlano, lasciano l'Italia, vivono in Italia. Insomma i contemporanei, quelli che non entreranno nelle nostre scuole se non dopo la morte (i più fortunati!).
Per alcuni scrivere significa far cambiare direzione ai pensieri. Vi ricordate Buzzati? Lui diceva che la letteratura deve divertire, ma nel senso latino divertere, che vuol dire deviare, cambiare percorso. Scrivere vuol dire far cambiare idea, persuadere, indicare nuovi percorsi possibili.
Io vorrei che questi scrittori vi conquistassero con le loro parole prima di diventare autori obbligatori e Manzoni di turno. Vorrei che imparaste a dialogare con loro, potreste raggiungerli via email, sui loro blog, dire la vostra, commentare le loro parole, chiedere il loro parere; insomma potreste parlare con loro di tutto!
Questo di oggi è un invito a lasciare il timore reverenziale e andare alla ricerca degli scrittori in carne ed ossa. Scoprirete che scrivono da Dio ma che sono umani, così umani da farvi venire voglia di imitarli (se lo fanno loro forse lo posso fare anche io). Pagano l'affitto, guidano nel traffico (magari siete stati vicini in una lunga coda sull'autostrada) fanno indigestione, soffrono di alitosi e d'estate si annoiano, proprio come tutti noi.
Sareste subito in ottima compagnia se seguiste il mio consiglio. Allora cercate le loro rubriche sui giornali, cercate i vari Scarpa, Scurati (in questi giorni si azzuffano e si riempiono di improperi perché hanno vinto il primo e il secondo posto del Premio Strega 2009) i Saviano (che ha difeso la memoria di Don Diana, il sacerdote ucciso dalla camorra e ha ottenuto le scuse di Pecorella che lo aveva pubblicamente denigrato) i Cammilleri e i Giordano. Questa vitalità ci insegna e\o ci ricorda che la letteratura e la scrittura hanno ancora il compito di risvegliare le coscienze (le litigate di Dante Alighieri con i suoi contemporanei sono diventate La Divina Commedia!) anche di quelle assopite e sepolte sotto strati di noncuranza e ignoranza. Insomma, questa lunga estate calda trascorre pigra solo per chi non conosce, o non legge; gli scrittori (e tutti i lettori) sono sempre impegnati nel compito che hanno da sempre: far sorgere dubbi, domande, far uscire i ragni dai buchi (come diceva Sciascia), creare reti di parole e di pensieri per dar vita ad un teatro di voci. Le loro parole servono anche a dare un senso alla quotidianità che altrimenti diventa un' insensata corsa verso il mare, un'insensata coda sotto il sole , un'insensata vita da voyaeur della cronaca e dell'informazione. Allora siete ancora in tempo. Uscite di casa e andate a comprarvi La Repubblica di oggi, leggete l'articolo di Pietro Citati, leggete il link che vi dice chi è questo scrittore e capirete come una riflessione estiva sul mare possa diventare occasione di approfondimento e ricerca. E in tempi di crisi economica non sottovalutate il costo di questa bella avventura: 1 euro!

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