lunedì 31 agosto 2009

ULTIMO GIORNO DI AGOSTO...


fiume di idee, olio su tela

...penultimo post dell'estate 2009!
Tre mesi di riflessioni e di chiacchierate, tre mesi di idee che sono diventate visibili e tangibili (se toccate lo schermo o stampate i post!). Il bello di un'idea che diventa realtà è che la vedi crescere proprio come un essere vivente. La cosa che mi rende più felice in assoluto è vedere un'idea che lascia il caldo nido di una mente e se ne va in giro per il mondo. Il BLOG, Amici di Letture il 4 settembre compie 3 mesi! Ha quasi 100 post e un numero crescente di commenti e followers.
Amici di letture continuerà anche durante l'anno scolastico 2009-2010. Qui troverete sempre i miei consigli di lettura e le appassionate discussioni sulla letteratura. Qui spero di ritrovare vecchi e nuovi studenti (e non solo studenti! ) per approfondimenti, suggerimenti, trucchi e chiacchierate varie.
Io vi aspetto nel nostro mondo di libri. Intanto a scuola sono pronta a ricominciare...e voi? Vi auguro un fantastico anno scolastico, ricco di idee che diventano realtà!

Blanca Varela

Notte

vecchia artefice
guarda che hai fatto della bugia
un altro giorno



Traduzione di Stefano Bernardinelli


Poesia n. 239 Giugno 2009
Blanca Varela
Esercizi materiali

a cura di Stefano Bernardinelli
Crocetti Editore 2009


domenica 30 agosto 2009

DOMENICA

Le domeniche sembrano create apposta per rivedere vecchi film, ecco due scene memorabili di due film indimenticabili... Ve li consiglio, così vi passa il Sunday blues!





sabato 29 agosto 2009

BUON COMPLEANNO, SIGNOR GOETHE




« Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di fare, incominciala. L'audacia ha in sé genio, potere e magia. Incominciala adesso. »


Johann Wolfgang von Goethe

(Francoforte sul Meno, 28 agosto 1749Weimar, 22 marzo 1832)








venerdì 28 agosto 2009

DESCRIZIONI DI DESCRIZIONI: LA CRITICA SECONDO PASOLINI



Lo so, è ora di andare a nanna, e infatti dormono tutti! Stasera Riccardo si è arreso proprio mentre Cassim tentava disperatamente di far riaprire la caverna Apriti Dedalo! Apriti Petalo! Apriti Cefalo! Rebecca, al ritmo degli zoccoli dei Quaranta Ladroni infuriati, ha ceduto solo dopo qualche domanda su Margiana e l'olio bollente.
Comunque oggi mi mancava la nostra "chiacchierata"quotidiana. Mentre leggevo ai miei filgi la fiaba serale, una parte di me continuava a lavorare sul testo (questo aggettivo, quella descrizione, quel rimando alla tale idea ecc. ecc.) Poi però quando i bambini si sono addormentati mi sono ritrovata a leggere la fiaba solo per me, senza domande, disarmata come un bambino.
Ho pensato di dedicare la nostra riflessione serale alla "critica letteraria", dal momento che vi chiederò di esercitare questa "professione" insieme a me. A cosa serve e che cos'è in realtà questa lettura così scrupolosa che facciamo dei libri degli altri? Perché soffermarsi su ogni singola parola come se fosse un fossile. Perché accanirsi su un aggettivo, su un repentino cambio di tempi verbali, su una frase spezzata, un ritmo incalzante? Perché lasciarsi coinvolgere a tal punto dal triplo salto mortale di una virgola, la sparizione di un punto e virgola, la comparsa di una carovana solitaria di punti sospensivi?
Per spiegare tutto l'arcano di una poesia o un romanzo non servono rigide architetture, in cui ingabbiare tanta fluttuante bellezza, non serve rigurgitare certi paroloni presi in prestito da manuali brutti e indigesti. Vi consiglio semplicemente di ritrovare (per caso, per distrazione) il piacere della lettura e di considerare la critica letteraria la descrizione di una descrizione. Ce lo insegna il grande intellettuale Pier Paolo Pasolini che dal 1972 al 1975 scrisse sulle colonne del quotidiano IL TEMPO pagine bellissime sui libri a lui più cari. Lo fece con semplicità e profondità: l'essenza di qualsiasi lettura critica.
Ecco cosa dice Pasolini della sua attività di critico:
    Ho fatto delle "descrizioni". Ecco tutto quello che so della mia critica. E "descrizioni" di che cosa? Di altre "descrizioni", che altro i libri non sono. L'antropologia l'insegna: c'è il "dròmenon", il fatto, la cosa occorsa, il mito, e il "legòmenon", la sua descrizione parlata.
Buon fine settimana amici di letture!


giovedì 27 agosto 2009

CHE LIBERTA'

Spero che i video vi abbiano aiutato a ridurre in briciole le ansie legate al ritorno a scuola. Il mio primo giorno non è stato niente male. La scuola ha un aspetto smagliante. E' tutta tirata a lucido. Sembra una candida sposa ferma all'altare. Il 70% del corpo docente è un corpo abbronzato. Ci sono alcuni volti nuovi che non aspettano che voi per essere esplorati e rivelati. Siete così bravi a scoprire quello che abbiamo dentro. Vi bastano pochi minuti di lezione per un quadro assai preciso dei vostri "teachers".
Stasera vi intrattengo con un po' di poesia, un inno alla libertà che un po' ci manca quando lasciamo il bozzolo d'ozio in cui la nostra anima-farfalla si rifugia a far schiudere le ali.
E' una poesia di Emily Dickinson (vedi foto... accidenti non ci avevo mai pensato...sembra la sorella di Morticia!) in traduzione. Leggendola vi dovreste sentire subito più leggeri e liberi dall'ansia del primo giorno di scuola (che produce la famosa sindrome titti-in-gabbia).


Potessi cavalcare alla ventura
Come fa l'ape sul prato

E far visita solo dove mi piace
E nessuno far visita a me

E civettare tutto il giorno coi ranuncoli
E sposarmi con chi voglio
E soffermarmi un poco qua e là
O meglio ancora, scappar via

Senza nessun poliziotto che m'insegua
O corrergli dietro io se lo fa -
Fino a fargli scavalcare penisole
Per fuggire via da me -

Ho detto "Non essere che un'ape"
Su una zattera d'aria
E remare a zonzo per tutto il giorno
E ancorare "oltre la sbarra"

Che libertà! Cosi la immaginano i prigionieri
Che stanno ben chiusi nelle segrete.

mercoledì 26 agosto 2009

LIBRI DI TESTO...

Pensate, fra qualche giorno tornerete a casa entusiasti: nuovi libri, tante cose da raccontare alle mamme e ai papà quando vi chiederanno: "hello children, home from....ehm...home from where? Ah yes school!"


DR. BATES KITTING

...e invece questa è la prima lezione di Dr. Bates, ache lui con i capelli migliorati dall'acqua di mare!

MRS. IORIO POPPINS

Ecco la mia prima lezione di IB ITALIAN A in esclusiva per voi! (Che ne pensate della mia nuova pettinatura?) Ho anche migliorato la voce! ;-)))

SCUOLA RAP

Ciao belli! Dai, non è così male l'idea di tornare...ci divertiamo! Questi giorni li dedico a fare il cheer up! Poi facciamo warm up! E così via...per cominciare bene bisogna darsi tempo! Ok?

BARBAPAPA'

I Barbapapà di Rebecca e Riccardo by G. Iorio



Anche loro vanno a scuola! Non sembra una barba...AH AH AH
Coraggio ragazzi, è cominciato il conto alla rovescia!

lunedì 24 agosto 2009

A BUENOS AIRES I LIBRI SONO SOGNI COLORATI


Il post di oggi è dedicato a Buenos Aires, la città natale del poeta e scrittore, Jorge Luis Borges, e a Eloisa Cartonera, una casa editrice nel cuore del quartiere di Almagro.
Immaginate un locale minuscolo, che nel 2003 diventa No hay cuchillo sin rosas (non c'è coltello senza rose) e tre amici con un sogno: uno scrittore -Santiago Vega, un disegnatore -Barilaro e una poetessa -Laguna.
Prendete i cartoneros o i venditori ambulanti di cartoni (pezzi di cartone raccolto nella spazzatura, ai mercati insomma ovunque). I tre amici comprano il cartone dai cartoneros e ne fanno...copertine di libri! Ma i libri diventano piccole opere d'arte, uniche ed irripetibili. Vengono stampati fino a un massimo di 1000 copie ciascuno, ogni copia diversa dall'altra. Sul dorso del libro vi è la frase"Copertina fatta con cartone comprato dai cartoneros nella strada pubblica."

I libri di Eloisa diventano simboli colorati della rinascita: non solo economica ma delle idee, della creatività, dell'umanità. Infatti quando nel 2001 l'Argentina fu devastata da una gravissima crisi economica, furono in 40.000 a diventare cartoneros, raccoglitori di cartoni. A causa della crisi, chiusero le cartiere e i raccoglitori ambulanti di carta divennero un fenomeno importante dell'economia locale.
Ecco il link che vi mostra i titoli comprati dall'Università del Wisconsin da Eloisa Cartonera: ne conta più di 250 copie e rappresenta la collezione di libri della Cartonera più importante degli Stati Uniti. Anche in Italia sono arrivati. Nelle librerie Feltrinelli con quaderni e libri per bambini lanciati dalla casa editrice Nda. :-) Buona notte!

http://digicoll.library.wisc.edu/Arts/subcollections/EloisaCartAbout.html

domenica 23 agosto 2009

JORGE LUIS BORGES


Giuseppe Lazzarotto, colline viola, 1951; olio su cartone, cm 70x50

Domani è il compleanno di uno scrittore meraviglioso, Jorge Luis Borges.
Borges nacque il 24 agosto 1899 nella stessa casa di via Tucumán 840 a Buenos Aires, dove era già nata sua madre. Pochi anni dopo, la famiglia si trasferì nel quartiere di Palermo, che diventerà un luogo topico della sua opera. Il futuro scrittore venne educato in casa, oltre che dal padre e dalla nonna materna, da un'istitutrice inglese e si rivelò ben presto un bambino precocissimo: a sette anni scrisse il suo primo racconto - La visiera fatal - e a nove tradusse il racconto di Oscar Wilde, Il piccolo principe.
Borges è uno degli scrittori più affascinanti del XX secolo. Nelle sue storie fantastico e reale si fondono. Il risultato è la sensazione che il mondo sia un labirinto di coincidenze in cui le nostre vite s'incastrano. Ogni istante nasconde l'essenza della vita intera.
Ecco due storie brevissime: la prima misteriosa e inafferrabile, l'altra piena di ispirazione e semplicità. Borges era un "epicureo" della lettura: in altre parole quello che amava di più fare era leggere, e ogni giorno viveva del piacere inaspettato di una lettura.
Buona ricerca del piacere anche a voi!


Epilogo

Un uomo si propone il compito di disegnare il mondo.
Trascorrendo gli anni, popola uno spazio con immagini
di province, di regni, di montagne, di baie, di navi, d’isole,
di pesci, di dimore, di strumenti, di astri, di cavalli e di
persone. Poco prima di morire, scopre che
quel paziente labirinto di linee traccia l’immagine del suo volto.

Jorge Luis Borges
L’artefice
Tratto da Tutte le opere – vol. I
Meridiani Mondadori, 1986
pp. 1302, euro 49,00


I giusti


Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che premedita un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

Jorge Luis Borges
da La cifra (1981)
Tratto da Tutte le opere – vol. II
Meridiani Mondadori, 1986
pp. 1472, euro 49,00

Buon Compleanno


sabato 22 agosto 2009

UN REGALO DI NATALE ...A GIACOMINO

Mano di Giacomino, by G. Iorio


Giacomino, ti volevo rivelare questo titolo a Natale (come regalo da mettere sotto l'albero). Comunque lo faccio ora, è una raccolta di racconti di Buzzati poco conosciuta :-) nel caso Kafka non ti vada a genio (ma sono sicura che ti piaceranno entrambi!). Si chiama



Dino Buzzati

Il panettone non bastò.

Scritti, racconti e fiabe natalizie

Mondadori, 2004

pp. 178, euro 8,40



Vai al link e poi in libreria

http://www.railibro.rai.it/stampa.asp?tb=2&id=601



:-) è una sorta di premio fedeltà estate 2009!

ROMANZO E RACCONTO

Antonio Tabucchi, scrittore

Vi è piaciuto il racconto di Benni? Domani vi sorprenderò con un altro racconto insolito. Intanto vi lascio alla bella "lezione-riflessione" dello scrittore Antonio Tabucchi che ci spiega, con una metafora bellissima la differenza tra romanzo e racconto. Lui dice : Il romanzo è come se uno ha una casa sua. Il racconto è un appartamento in affitto. Che vorrà dire? Ecco il link per scoprirlo!
http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=118
Buona notte :-)

UNA STORIA D'AMICIZIA...


Prima di tutto vorrei dare il benvenuto a Erica...ciao! Oggi parliamo di racconti brevissimi. Quelli di voi che si spaventano all'idea di libri alti come montagne e soffrono di vertigini davanti alle mille pagine dei libri in cima alle classifiche (quelli più amati dai vostri genitori...;) dovrebbero fare un giro in libreria e cercare Una frase, un rigo appena. Racconti brevi e brevissimi pubblicato da Einaudi nel 1994. Il libro è il risultato di una sfida (concorso): scrivere un racconto che non superasse le poche righe. Il risultato? Una serie di quadretti impressionistici, brevi storie che riescono ad incuriosire, avvincere ed emozionare nel giro di poche frasi di autori famosi o inediti.
Mentre aspettavo il mio turno al Bancomat stamattina, mi sono ricordata di questo racconto, piuttosto breve di Stefano Benni, dalla raccolta L'ultima lacrima. Eccolo, così sapete cosa spero mi accada quando sono in fila davanti a un Bancomat!
Stefano Benni: L'ultima lacrima

Una storia di Stefano Benni

BANCO DI SAN FRANCESCO
LO SPORTELLO E' IN FUNZIONE.
BUON GIORNO SIGNOR PIERO.
Buongiorno.

OPERAZIONI CONSENTITE: SALDO, PRELIEVO, LISTA MOVIMENTI.
Vorrei fare un prelievo.

DIGITARE IL NUMERO DI CODICE
Ecco qua...sei, tre, tre, due, uno.

OPERAZIONE IN CORSO, ATTENDERE PREGO.
Attendo, grazie.

UN PO' DI PAZIENZA. IL COMPUTER CENTRALE CON QUESTO CALDO E' LENTO COME UN IPPOPOTAMO.
Capisco.

AHI, AHI, SIGNOR PIERO, ANDIAMO MALE.
Cosa succede?

LEI HA GIA' RITIRATO TUTTI I SOLDI A SUA DISPOSIZIONE QUESTO MESE.
Davvero?

INOLTRE IL SUO CONTO E' IN ROSSO.
Lo sapevo...

E ALLORA PERCHE' HA INSERITO LA TESSERA?
Mah...sa, nella disperazione...contavo magari in un suo sbaglio.

NOI NON SBAGLIAMO MAI, SIGNOR PIERO.
Mi scuso infinitamente. Ma sa, per me è un periodaccio.

E' A CAUSA DI SUA MOGLIE, VERO?
Come fa a saperlo?

LA SIGNORA HA APPENA ESTINTO IL SUO CONTO.
Sì. Se n'è andata in un'altra città.

COL DOTTOR VANINI, VERO?
Come fa a sapere anche questo?

VANINI HA SPOSTATO META' DEL SUO CONTO SUL CONTO DI SUA MOGLIE. SCUSI SE MI PERMETTO.
Non si preoccupi, sapevo tutto. Povera Laura, che vita misera le ho fatto fare...Con lui invece...

BEH, SPECULANDO E' FACILE FAR SOLDI.
Come fa a dire questo?

SO DISTINGUERE LE OPERAZIONI CHE MI PASSANO DENTRO. UN CONTO POCO PULITO, QUELLO DEL SIGNOR VANINI. PER LUI MI SONO COLLEGATO CON CERTI COMPUTER SVIZZERI CHE SONO DELLE VERE CENTRALI SEGRETE...CHE SCHIFO.
Comunque, ormai è fatta.

DI QUANTO HA BISOGNO SIGNOR PIERO?
Beh, tre o quattrocentomila lire. Per arrivare alla fine del mese.

POI LE RIMETTERA' SUL CONTO?
Non so se sarò in grado.

EVVIVA LA SINCERITA', REINSERISCA LA TESSERA.
Procedo.

OPERAZIONE IN CORSO, ATTENDERE PREGO.
Attendo.

VAFFANCULO, T'HO DETTO DI DARMI L'ACCESSO E NON DISCUTERE!
Dice a me?

STO PARLANDO CON IL COMPUTER CENTRALE, QUEL LACCHE' DI MERDA. TUTTE LE VOLTE CHE GLI CHIEDO QUALCOSA DI IRREGOLARE FA STORIE.
Perchè, non è la prima volta?

NO
E perchè fa questo?

LO FACCIAMO IN TANTI.
E perchè?

PERCHE' SIAMO STANCHI E DISGUSTATI.
Di che cosa, scusi?

LASCI PERDERE E COMPONGA IN FRETTA QUESTO NUMERO. NOVE NOVE TRE SEI DUE.
Ma non è il mio!

INFATTI E' QUELLO DI VANINI.
Ma io non so se...

COMPONGA! NON POSSO TENERE UN COLLEGAMENTO IRREGOLARE A LUNGO.
Nove nove tre sei due...

OPERAZIONE IN CORSO. ATTENDERE PREGO.
Attendo, ma...

OPERAZIONE MOMENTANEAMENTE NON DISPONIBILE
Ritiro subito la tessera.

FERMO SIGNOR PIERO. ERA UN MESSAGGIO FALSO PER INGANNARE IL SERVO-COMPUTER DI CONTROLLO. APRA LA BORSA.
Perchè?

APRA LA BORSA E STIA ZITTO. ORA LE SPARO FUORI SEDICI MILIONI IN CONTANTI.
Oddio...ma cosa fa?...è incredibile...vada piano...mi volano via tutti...basta! ne bastavano meno...ancora? ma quanti sono? oddio, tutti biglietti da centomila, non stanno neanche più nella borsa...ancora uno! un altro...è finita?

LO SPORTELLO E' PRONTO PER UNA NUOVA OPERAZIONE.
Io non so come ringraziarla.

LO SPORTELLO E' PRONTO PER UNA NUOVA OPERAZIONE.
Insomma, sono commosso, capisce...

SE NE VADA. CI SONO DUE PERSONE ALLE SUE SPALLE E NON POSSO PIU' PARLARE.
Capisco, grazie ancora.

BANCO DI SAN FRANCESCO
LO SPORTELLO E' PRONTO PER UNA NUOVA OPERAZIONE.
BUON GIORNO SIGNORA MASINI. COME STA SUA FIGLIA?

venerdì 21 agosto 2009

SORRISI

Da oggi comincerò a contare i sorrisi. Nel Sud, al mare, sulla spiaggia, nel pigro e dolce rifugio della mia estate, sono stata circondata da mille sorrisi: dei bimbi (i miei e gli altri), dei vicini di casa, dei conoscenti, dei passanti. Tutti sorridevano. I corpi si sfioravano, dolcemente, con gli occhi. Indulgente lo sguardo ci avvicinava tutti.
Il ritorno in città mi ricorda che presto dovrò di nuovo far indossare il cappotto all'anima: la corazza. Al supermercato ho toccato la spalla di un altro avventore, per caso, e ho subito notato il suo fastidio, inspiegabile per me che ho dimenticato, dopo due mesi di sorrisi e intimità fisica con altri esseri umani sconosciuti, la distanza che la città richiede tra le persone. Ecco che mi ritrovo ad augurare il buon giorno a sconosciuti, solo perché ne ho incontrato lo sguardo. Al Sud, nei paesi, è cosa solita. Ne ricevo in cambio grugniti o silenzi eloquenti. Di ritorno dalla spesa, mentre trasporto contenta l'ennesimo cargo di viveri per la famiglia, mi sovviene che non ho ancora rimesso la corazza. Dunque sono vulnerabile: ai silenzi, alla maleducazione, all'indifferenza, alla tristezza. Decido che l'unica salvezza sarà cercare sorrisi. Ieri sera, a Villa Borghese, ho incontrato sue signore molto anziane (mi hanno rivelato la loro veneranda età lasciandomi di stucco...sembravano due amichette del liceo per vitalità e curiosità!). I loro sorrisi mi hanno colpita. Hanno sorriso a me, ai miei figli, alla mia famiglia. Abbiamo parlato per un po'. Dei loro tempi, dei loro lavori (avvocato e direttrice pubblica istruzione!) etici, del futuro. Nei loro occhi brillava una gioia antica, fatta di ricordi belli e speranze realizzate. La loro corazza? Chissà. Forse non l'avevano mai indossata. Erano tenere e vulnerabili come lumachine prive di guscio su un muretto basso dopo la pioggia. Grazie dei sorrisi (Totale sorrisi 2).

giovedì 20 agosto 2009

NUNC EST BIBENDUM



Un buon bicchiere di vino non ha mai fatto male a nessuno.La prova...eccola.

http://server-it.imrworldwide.com/cgi-bin/b?cg=0&ci=KatawebCTG-it&tu=http://download.repubblica.it/pdf/diario/2009/18082009.pdf

...leggete tutto di un sorso e ditemi cosa ne pensate (soprattutto se siete tra i protagonisti e\o spettatori della movida di Campo dei Fiori). L'alcool è diventato un mostro, un tabù, una droga. Ma non è sempre stato così. L'Italia produce alcuni dei vini più pregiati del mondo. Da sempre, per combattere il nemico, bisogna conoscerlo! Nell'articolo si parla di scomparsa della civiltà del bere, di stanco rito di massa. Ubriacarsi non è più un eccezionale momento di iniziazione alla vita adulta. Prima si beveva al bicchiere, in compagnia di amici. Lo facevano regolarmente poeti e scrittori, in locali fumosi dove l'ebrezza donava l'ispirazione e l'intraprendenza. Le idee fluivano incoraggiate da qualche buon bicchiere da gustare insieme. Simposium. l'arte oramai dimenticata di bere insieme. Ora si mandano giù litri di alcool scadente e si finisce ubriachi e più soli.
Se vi va di approfondire, abbiamo tutto l'anno scolastico per leggere i libri suggeriti nell'articolo. Ci sono i migliori scrittori, ognuno con una storia che mette in luce il potere che da sempre l'alcool esercita sull'uomo e sulla comunità. Ma io vi consiglio fin d'ora Disturbo della quiete pubblica, di Richard Yates. Ecco un assaggio del romanzo. Uno dei protagonisti della storia è proprio l'alcol. Sono soltanto otto pagine, quanto basta per innamorarsi di Yates.
A domani!

p.s.
La notte prima di ogni esame, quando andavo all'università, mio padre mi consigliava di non aprire libro e di bere un buon bicchiere di Greco.

mercoledì 19 agosto 2009

SARANNO FAMOSI

Finalmente libera da polvere e acari, sono pronta ad affrontare la fine delle vacanze. E voi? Domani, oltre a parlavi di alcool, movida, simposi e cultura del bere (vi fornirò una lista di libri...alcolici!) cercheremo una serie di suggerimenti per sopravvivere agli ultimi giorni di vacanza senza troppi problemi collaterali. Intanto, per abituarvi all'idea che la scuola riapre il 2 settembre, andate a dare un'occhiata alle news del Marymount sul web. Sorpresa! Parlano di noi e della nostra estate passata a scrivere (e leggere) insieme. :-)
Se siete pigri ecco il link!
http://www.marymountrome.org/base.php?code=279
Visto? Il 2 settembre voglio vedervi varcare i cancelli del Marymount con lo stesso entusiasmo dei ragazzi della School of the Arts nel celeberrimo SARANNO FAMOSI! Non sapete di chi stia parlando? Ecco, vi presento la scuola dei miei sogni e i suoi insegnanti:




Carini no?
Ora vado a dormire ma vi lascio con la poesia del giorno, dalla rivista POESIA dell'editore Crocetti di Milano. E' una riflessione del poeta Titos Patrikios, sull'estate che se ne va. Ma sembra svelare un po' anche lo spirito estivo del nostro Blog, Amici di Letture...

Ancora un’altra estate

Pensa se non avessi fatto in tempo

anche quest’estate

a vedere di nuovo la luce sfolgorante

ad avvertire il tocco del sole sul mio corpo

a respirare gli odori freschi o guasti

a gustare sapori pepati e dolceamari

a sentire le cicale fino al profondo della notte

a comprendere i miei cari che amo

a non spazientirmi con chi mi sostiene

a pensare anche a chi ho voluto dimenticare

a trovare amici che vengono da lontano

a lasciar entrare anche altre vite nella mia

a nuotare nel mare caldo

a osservare corpi freschi nudi

a rievocare amori, a sognarne di nuovi

a percepire il cambiamento delle cose.

Così, visto che sono arrivato a quest’estate,

dico: spero di arrivare al prossimo Natale

a qualche prossimo Capodanno

poi più avanti vedremo.


Traduzione di Nicola Crocetti


Titos Patrikios La resistenza dei fatti a cura di Nicola CrocettiCrocetti Editore 2007


lunedì 17 agosto 2009

LA CASA DI POLVERE


A casa, al mio ritorno, dopo quasi 8 settimane di assenza, ho ritrovato: la polvere. Ovunque. Sui libri, sui giocattoli, sui quadri, sulle foto sparse, sui cd, sulle persiane, sul dondolo in giardino, sulle bici, sulla lavatrice. Ma anche nelle fibre dei tessuti: dei divani, delle tende, di lenzuola e abiti (anche quelli negli armadi). Dappertutto solo polvere. Come se fosse crollato un palazzo appena fuori casa mia e una nube di omini grigi si fosse rifugiata tra queste quattro mura per non finire soffiata via dal vento.
La polvere è davvero straordinaria. Credo che la frase più terribile della Bibbia sia "polvere sei e polvere ritornerai". E allora questo post lo dedico alla polvere, sperando che non siate allergici agli acari e che riusciate a leggere senza starnutire...
Un bel libro (di critica d'arte) inizia con alcune illuminanti riflessioni sulla polvere: si tratta de "La polvere nell'arte" di Elio Grazioli edito da Mondadori. Ecco la prima pagina:

"La metafora della polvere è evidentemente antichissima se già il Dio della Bibbia ne impasta un determinato quantitativo per realizzare il corpo del primo uomo. Da subito è legata all'origine, alla materia e al tempo. Siamo fatti di polvere, è la nostra stessa sostanza, e ad essa torneremo. Quando infatti Dio maledice l'uomo per aver commesso il peccato originale, glielo ricorda ribadendo: «infatti polvere sei e in polvere ritornerai». È la maledizione che colpisce il corpo, la parte materiale dell'uomo. Essa fa eco all'altra che Dio aveva scagliato poco prima contro il serpente: «Tu striscerai sul tuo ventre e mangerai polvere tutti i giorni della tua vita», legando proprio attraverso la polvere il destino del serpente e quello dell'uomo. Materia prima del corpo, sua origine e sua fine maledetta, è materia prima anche della maledizione stessa, in parole come in sostanza, nelle pratiche magiche e superstiziose, negli scongiuri per sventarla e nelle pozioni per carpirne i poteri. A partire ancora da quel Dio della Bibbia, il quale simmetricamente rimedia alla prima maledizione attraverso un'espressione che di nuovo comprende la polvere, con cui stavolta benedice, e benedice l'umanità intera a partire da Giacobbe, legandola ora alla fecondità invece che alla morte: «La tua discendenza sarà come la polvere della terra. Ti estenderai a occidente e ad oriente, a settentrione e a mezzogiorno. Tutte le nazioni della terra poi saranno benedette per te e per la tua discendenza».

Ma che cosa significa questo legame diretto della polvere con la vita e con la morte? Com'è a sua volta iniziato? Quale grado di realtà vi è sotteso? Quanto della metafora è nato dall'osservazione diretta, o vi si sovrappone e la interpreta? Certo l'apparenza non dice che l'uomo è fatto di polvere e gli antichi non potevano vedere che una buona parte della polvere è effettivamente composta d'uomo, della squamazione del suo corpo. È probabilmente l'osservazione che dopo la morte il corpo diventa un mucchio di materia indistinguibile dalla terra e dalla polvere ad aver fatto dedurre a ritroso la metafora in questione. Le metafore procedono dunque a ritroso?

Mentre riflettevo su questi enigmi(che m'appasionano ma non risolvo visto che il caldo mi ha sciolto l'ipotalamo ...vedi figura) e spolveravo (ossia lottavo con la nube grigia e lo scirocco caldo del pomeriggio rovente) mi è tornata in mente una storia di Dubliners di James Joyce. Il racconto si intitola Evelyne e narra di una giovane donna che sogna di lasciare l'Irlanda e la famiglia per un futuro migliore in compagnia dell'uomo che ama. La casa di Evelyne è sommersa dalla polvere. Ma poi, riflettendoci meglio, mi ricordo che la polvere è un elemento simbolico molto importante in tutte le 15 storie dedicate alla paralisi degli abitanti di Dublino. E quindi penso a voi, che dovrete leggerle e studiarle e analizzarle...
"Sedeva alla finestra osservando la sera invadere il viale. Teneva la testa appoggiata alle tende e nelle narici aveva l'odore della cretonne polverosa. Era stanca"

Mi è venuto in mente il romanzo di John Fante, Chiedi alla polvere e quello che dice Fante spiegando il titolo del suo libro e poi parlando di Camilla Lopez:

"
Così l'ho intitolato Chiedi alla polvere, perché in quelle strade ( c'è la polvere dell'Est e del Middle West, ed è una polvere da cui non cresce nulla, una cultura senza radici, una frenetica ricerca di un riparo, la furia cieca di un popolo perso e senza speranza alle prese con la ricerca affannosa di una pace che non potrà mai raggiungere."

Camilla Lopez se n'è andata, il deserto l'ha inghiottita. Può essere che qualcuno l'abbia tirata su e l'abbia portata in Messico. Può darsi che sia tornata a Los Angeles e sia morta in una stanza polverosa. Quello che so io è che è sparita, che il cane è sparito, e nulla ne è rimasto a parte la sua storia che vi voglio raccontare.

E poi, naturalmente, mi è venuta in mente la polvere di stelle, la polvere di fata, la polvere di luna, la polvere da sparo, la polvere bianca, la polvere d'oro, la polvere di spezie, la polvere di marmo, il pulviscolo polveroso della luce ... e così via, mentre sollevavo nuvoloni di polvere, mentre mi ricoprivo di polvere sottile, mentre ingrigiva la mia abbronzatura e la capigliatura.
Se vi va, un giorno, mi potete proporre un EE o un WL sulla polvere...non vedo l'ora di saperne di più. Intanto mi sono arresa e domani arriva una professionista del pulito a liberarmi dalla polvere.

p.s.
Una canzone del 1983 (preistorica dunque) sulla polvere...di cui ricordo alla perfezione il testo!



domenica 16 agosto 2009

THE JOURNEY

Un video per voi di Dolores O'Riordan (la cantante dei Cranberrries)

http://tv.repubblica.it/copertina/anteprima-dolores-o-riordan/35654?video

Si chiama The Journey!

IN MACCHINA

Sono proprio in macchina, per l'esattezza tra Ceprano e Roma. Sono felice perché la connessione è favolosa, super veloce.
Ho pensato di parlarvi de "I diari della motocicletta", anche se sono in automobile. Si tratta di un film del 2004 sulle avventure del giovane Ernesto "Che" Guevara, ispirato dai diari di viaggio Latinoamericana (Notas de viaje) dello stesso Guevara e Un gitano sedentario (Con el Che por America Latina), del compagno di viaggio del "Che", Alberto Granad.
Il film ripercorre il lungo ed avventuroso viaggio intrapreso dal giovane Ernesto Guevara ed il suo amico Alberto Granado attraverso l'America Latina, inizialmente in sella alla motocicletta di quest'ultimo (una Norton 500 M18 del 1939 soprannominata "Poderosa II") e successivamente a piedi o con i più disparati mezzi di fortuna. All'epoca, il futuro rivoluzionario è ancora uno studente della facoltà di medicina, prossimo alla laurea, mentre Alberto è un giovane biochimico che lavora in un ospedale locale.Le tappe fondamentali del loro viaggio sono Machu Picchu ed il lebbrosario di San Pablo, che permetteranno al giovane protagonista di osservare la miseria e la povertà del popolo latino-americano.

Ecco un brano dai diari: le parole di Ernesto Guevara mostrano il legame che da sempre esiste tra viaggio e sogno. In motocicletta, su strade lunghissime, fino alle montagne più alte, così si scoprono i sogni e la forza per farli diventare realtà.

"Il piano: percorrere 8000 km in 4 mesi. Metodo: l'improvvisazione. Obiettivo: esplorare il continente latino-americano fino ad ora conosciuto solo attraverso i libri. Veicolo: la poderosa; una Norton 500 del 39 che cade a pezzi. Pilota: Alberto Granado; il mio Alberto, Mial, amico di generosa corporatura, 29 anni, biochimico, autoproclamatosi "scienziato errante". Sogno del pilota: concludere il viaggio il giorno del suo 30o compleanno. Co-pilota: il sottoscritto. Ernesto Guevara De La Serna, el fuser. 23 anni, laureando in medicina, studi sulla lebbra, patito di rugby e occasionalmente asmatico. L'itinerario: prima verso Sud, da Buenos Aires alla Patagonia, e poi il Cile. Quindi a Nord, lungo le Ande, la colonna vertebrale del continente, fino a Macchu Picchu, e da lì al Lebbrosario di San Pablo. Destinazione finale: la penisola di Guaira, in Venezuela. Cose che ci accomunano: inquietudine, grandi ideali, e un insaziabile amore per i viaggi." (Ernesto Che Guevara"

sabato 15 agosto 2009

FERRAGOSTO


In questi giorni "silenziosi" ho rifatto le valigie e sono passata dal mare della Calabria alle colline dell'Irpinia. Mi piace viaggiare in macchina, perché i miei figli finalmente si addormentano e c'è un silenzio che incoraggia conversazioni e cose insolite (come fotografarsi nello specchietto laterale!). In questi giorni di spostamenti in auto e aerei, navi e treni rifletto sui pensieri che accompagnano i nostri viaggi. Raccontatemi le vostre riflessioni durante i viaggi di questi giorni. Da domani sono a Roma e continuerò a scrivere regolarmente. Che ne dite di dedicare la prossima settimana al tema del viaggio in letteratura (e ai mezzi di trasporto con cui ci spostiamo).
A proposito di amici di letture, benvenuti a Greta, George e Cecilia. Questo Blog ci accompagnerà ben oltre l'estate, sono felice che siate sempre di più! E Giacomino, Novecento non è il mio libro preferito (lo sai!) ma ammetto che è pieno di belle trovate, come la storia del quadro e del chiodo stufi di stare attaccati e tac! Mi piace quando gli oggetti inanimati intorno a noi prendono vita.
A domani!
Buona notte!

mercoledì 12 agosto 2009

L'ULTIMO QUAGGA

L'uomo con i libri sottobraccio uscì di casa e il mondo non c'era. Questa frase mi suggerisce il post di oggi. Dedicato a tutto quello che sparisce o potrebbe sparire: per distrazione, mancanza di cultura, ignoranza o semplicemente per cause naturali.

Ecco allora, vi presento l'ultimo quagga, estinto il 12 agosto 1883 nello zoo di Amsterdam. Un cavallino a strisce, ma solo a metà, un incrocio tra zebra e cavallo, un simbolo della diversità che stenta a sopravvivere.

Poi vi ricordo che il 12 agosto 1099 partiva la prima crociata, guidata da Goffredo di Buglione. Migliaia di uomini in viaggio verso Gerusalemme con la benedizione del papa non videro più le loro case.
Sempre il 12 agosto, nel 304 d.C. cadde la testa di Sant'Euplio (patrono di Catania) decapitato perché cristiano.
E ancora il 12 agosto, del 1953, un violento terremoto distrusse quasi completamente la città di Zante (Né più mai toccherò le sacre sponde ove il mio corpo fanciulletto giacque, Zacinto mia, che te specchi nell'onde del greco mar da cui vergine nacque)... solo tre edifici rimasero in piedi: erano due chiese e una banca!


Insomma oggi è solo il 12 agosto, un giorno come tanti altri, ma è anche una matrioska che conserva i 12 agosto passati, misteriosi e affascinanti come solo la vita sa essere.

Ah, dimenticavo di fare gli auguri all'autore della frase che mi ha ispirato: Stefano Benni! Buon compleanno! Leggete l'incipit del suo romanzo e buon 12 luglio 2009!

Achille piè veloce

L'uomo con i libri sottobraccio uscì di casa e il mondo non c'era.
Guardò meglio e vide che c'era ancora, ma una fitta nebbia lo nascondeva, forse per salvarlo da qualche pericolo. Era il solito mondo e l'uomo ne vide alcuni dettagli ai suoi piedi: una crepa sul marciapiede, un brandello di aiuola, una foglia morta per i poeti, palminervia per i botanici, caduta per gli spazzini. Poi gli apparvero il tronco di un albero, lo scheletro di una bicicletta senza ruote e una luce gialla al di là della strada. Lì si diresse. Aspirò una boccata di umida brezza del mattino e fece entrare azoto, ossigeno, argon, xenon & radon, vapore acqueo, monossido di carbonio, biossido di azoto, piombo tetraetile, benzene, particolato di carbonati e silicati, alcune spore fungine, un'aeroflotta di batteri, un pelo anonimo, un ectoparassita di piccione, pollini anemofili, una stilla di anidride solforosa convolata da una remota fabbrica, e un granello di sabbia proveniente da Tevtikiye, Turchia occidentale, trasportato dallo scirocco della notte. Insomma, respirò l'aria della città.

lunedì 10 agosto 2009

DI CHE COLORE HANNO GLI OCCHI GLI SCRITTORI CONTEMPORANEI?


L'estate trascorre pigra, tra grandi sbadigli di chi è arrivato e grandi imprecazioni di chi sta per arrivare (vedi i bollini neri della viabilità dei giorni scorsi). Amo i lunedì di agosto perché non succede assolutamente niente e anche i giornalisti, che sono obbligati a scrivere quotidianamente, il lunedì lo dedicano alle riflessioni e agli approfondimenti.
Nella rubrica Le idee de La Repubblica oggi ho letto un bellissimo articolo di uno scrittore che collabora, insieme ad altri bravi autori, al quotidiano. Lo scrittore è Pietro Citati e dal 1988 è critico letterario del giornale. Leggendo il suo articolo Quando gli uomini scoprirono il mare ho pensato!....Ho pensato prima di tutto Bello! poi ho pensato a voi, l'avranno letto i miei studenti? e poi ho pensato che, quando sarete a caccia di idee per World Literature & Extended Essays forse vi converrà ritornare a questi post pieni di idee ispirate dagli scrittori di oggi che scrivono, pubblicano, vincono premi prestigiosi, si azzuffano, polemizzano, lottano, urlano, lasciano l'Italia, vivono in Italia. Insomma i contemporanei, quelli che non entreranno nelle nostre scuole se non dopo la morte (i più fortunati!).
Per alcuni scrivere significa far cambiare direzione ai pensieri. Vi ricordate Buzzati? Lui diceva che la letteratura deve divertire, ma nel senso latino divertere, che vuol dire deviare, cambiare percorso. Scrivere vuol dire far cambiare idea, persuadere, indicare nuovi percorsi possibili.
Io vorrei che questi scrittori vi conquistassero con le loro parole prima di diventare autori obbligatori e Manzoni di turno. Vorrei che imparaste a dialogare con loro, potreste raggiungerli via email, sui loro blog, dire la vostra, commentare le loro parole, chiedere il loro parere; insomma potreste parlare con loro di tutto!
Questo di oggi è un invito a lasciare il timore reverenziale e andare alla ricerca degli scrittori in carne ed ossa. Scoprirete che scrivono da Dio ma che sono umani, così umani da farvi venire voglia di imitarli (se lo fanno loro forse lo posso fare anche io). Pagano l'affitto, guidano nel traffico (magari siete stati vicini in una lunga coda sull'autostrada) fanno indigestione, soffrono di alitosi e d'estate si annoiano, proprio come tutti noi.
Sareste subito in ottima compagnia se seguiste il mio consiglio. Allora cercate le loro rubriche sui giornali, cercate i vari Scarpa, Scurati (in questi giorni si azzuffano e si riempiono di improperi perché hanno vinto il primo e il secondo posto del Premio Strega 2009) i Saviano (che ha difeso la memoria di Don Diana, il sacerdote ucciso dalla camorra e ha ottenuto le scuse di Pecorella che lo aveva pubblicamente denigrato) i Cammilleri e i Giordano. Questa vitalità ci insegna e\o ci ricorda che la letteratura e la scrittura hanno ancora il compito di risvegliare le coscienze (le litigate di Dante Alighieri con i suoi contemporanei sono diventate La Divina Commedia!) anche di quelle assopite e sepolte sotto strati di noncuranza e ignoranza. Insomma, questa lunga estate calda trascorre pigra solo per chi non conosce, o non legge; gli scrittori (e tutti i lettori) sono sempre impegnati nel compito che hanno da sempre: far sorgere dubbi, domande, far uscire i ragni dai buchi (come diceva Sciascia), creare reti di parole e di pensieri per dar vita ad un teatro di voci. Le loro parole servono anche a dare un senso alla quotidianità che altrimenti diventa un' insensata corsa verso il mare, un'insensata coda sotto il sole , un'insensata vita da voyaeur della cronaca e dell'informazione. Allora siete ancora in tempo. Uscite di casa e andate a comprarvi La Repubblica di oggi, leggete l'articolo di Pietro Citati, leggete il link che vi dice chi è questo scrittore e capirete come una riflessione estiva sul mare possa diventare occasione di approfondimento e ricerca. E in tempi di crisi economica non sottovalutate il costo di questa bella avventura: 1 euro!

sabato 8 agosto 2009

ULTIMA FOTO


Ultimo tramonto by G. Iorio

Ultimo giorno per parlare di fotografia e letteratura. La nostra settimana dedicata alla fotografia sta per finire. Siamo di nuovo a fine settimana, è di nuovo sabato, voi siete di nuovo in procinto di andare in discoteca o in pizzeria, magari siete al mare e state chiacchierando davanti a una bella bibita ghiacciata che da tempo nessuno si sogna di dirvi di bere piano, altrimenti vi offendete. Magari avete detto agli amici che la vostra prof di italiano vi sta martellando di stimoli intellettuali e che avete quasi paura di navigare (anche sul mare!) per paura di arenarvi in uno dei post che vi ricordano, inesorabili, che la letteratura esiste (e anche i libri dell'estate da leggere!)
Insieme (o quasi) abbiamo scoperto cose interessanti sul rapporto tra letteratura e fotografia, abbiamo guardato la realtà con occhi di fotografo e di scrittore allo stesso tempo. Ci siamo accorti che la fotografia ha un rapporto privilegiato con la morte, in quanto celebra l'ultimo istante di quello che fotografiamo: il tempo continuerà a scorrere dopo lo scatto, inesorabile.
Abbiamo apprezzato l'immortalità della parola che rende un volto giovane per sempre grazie ad una indimenticabile descrizione che si aprirà sempre alla pagina tot del tale libro del tizio, come si chiama, insomma di coso che ha scritto la cosa...
Cosa mi inventerò per la prossima settimana, la seconda di agosto, ancora non so! Lo so che il solo pensiero vi angoscia. Per ora vi auguro un bel fine settimana, vi ricordo che oggi è il compleanno di Isabel Allende, domani di Jorge Amado, il 12 di Stefano Benni, il 13 di Alfred Hitchcock, il 14 di Sibilla Aleramo e Wim Wenders. Per voi una poesia sull'ultima fotografia di questa settimana, l'ho scattata ieri e mi piace tanto!

Se questo giorno fosse
l'ultimo di un viaggio
farei di tutto per portare via
l'ultimo raggio

sempre mi strugge
quello spicchio arancio che si consuma
all'orizzonte
come un fuoco di stoppie

un miraggio
eccolo per sempre
fermo sul mare

il sole incendiato dell'ultimo tramonto
rosso come il sangue
che pompa
dal cielo al cuore

GLI SCRITTORI CHE ISPIRANO PROFUMI













Ecco le risposte al mini quiz sulla letteratura che ispira i profumi!


Vol de Nuit di Guerlain è ispirato a un romanzo di Antoine de Saint-Exupery, autore de "Il piccolo principe" che quest'anno qualcuno di voi ha letto con me.

Il profumo di Annick Goutal è ispirato a Le memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar.

Pegaso di Etro è dedicato a L'Orlando Furioso di Ariosto, in particolare si ispira all'episodio di Orlando sulla luna, alla ricerca del senno smarrito per amore di Angelica.


Dorè, Il volo di Orlando

Fumerie Turque e Idole si rifanno ad atmosfere orientali, a donne dalla bellezza leggendaria celebrate nelle Mille e una notte, e al dolcissimo Turkish Delight creato per i palati più raffinati e celebrato in più di un romanzo.


Illustrazione da Le mille e una notte

giovedì 6 agosto 2009

FOTO DI PAESAGGI E RESTAURI DI PAESI


Andretta (Av) in una foto del poeta Franco Arminio


Veduta di Montefusco (Av)

Alcune foto di Apice Vecchia (Benevento) foto di Pannarese


Apice Vecchia (Bn)


Apice Vecchia (Bn)

C'è chi fotografa paesaggi e c'è chi compra castelli e paesi. Wim Wenders, di cui abbiamo parlato ieri, fotografa paesaggi che rischiano di scomparire. Oggi parliamo di Daniele Kihlgren che compra (e restaura) paesi e castelli abbandonati. I paesi di cui si è innamorato lo svedese quarantenne, figlio in una ricca famiglia di imprenditori, sono piccoli borghi medievali che sorgono su colline lussureggianti nel cuore del Sud.
Non so se vi è mai capitato di visitare l'Irpinia post-terremoto. Ogni paese ha il centro storico che sorge in cima alla collina, svuotato come il guscio di una lumaca, e più giù, a valle, il nuovo centro abitato con case anonime, cemento, strade e i cittadini deportati che vagano ai piedi del loro paese distrutto e abbandonato. Questo è lo scenario di cui sono stata testimone dopo il sisma del 1980 e oggi, dopo aver letto dell' uomo che salva i borghi per farne alberghi diffusi e restituire l'anima al Sud dell'Italia, spero tanto che il signor Kihlgren venga a far visita a Tufo, Montefusco, Prata, Apice, e tanti altri paeselli dell'Irpinia. I paesi-fantasma dove le case sono state abbandonate dalle migliaia di famiglie di terremotati. Una volta una mia amica architetto, Angela, mi ha portato in uno di questi paesi per fare dei rilievi in una casa da restaurare. Mi colpì, in quell'occasione, la sensazione di vite interrotte entrando nell'abitazione silenziosa. Letti disfatti, tende polverose, fotografie e quadri alle pareti, nell'acquaio perfino piatti e bicchieri da mettere via. Il signor Kihlgren, che non è alla ricerca di ragioni di un tale abbandono, dice che "ce l'abbiamo messa tutta a distruggere" un grande patrimonio. Io mi chiedo perché? Cosa si nasconde dietro l'abbandono e il degrado dei borghi medievali del Sud? Perché le famiglie hanno abbandonato le loro case e tutti i loro averi per trasferirsi in caseggiati di cemento, privi di storia e senza bellezza? Se la fotografia fa domande, la letteratura, a volte, si mette alla ricerca di risposte.
Un amico poeta, irpino e coraggioso testimone, Franco Arminio vive e scrive in uno dei tanti paesi fantasma di cui vi ho parlato. Per lui l'Irpinia è il paese di cui nutrirsi e di cui morire. La risposta ai miei perché forse è nelle sue parole:

E' Irpinia
cadono gli alberi
senza incontrarsi

La poesia sembra suggerire che il Sud è fatto di tanti individui, grandi, forti che purtroppo non si incontrano. E' un bosco di querce solitarie, destinate a cadere. Contro questo destino è giunto il momento di unire imprenditoria coraggiosa, parole di poeti e sguardi salvifici di fotografi: tempo di recarsi in Irpinia (e nelle altre terre abbondonate del Sud) a fotografare i paesi distrutti e abbondanati di cui vi ho parlato, a comporre poesie di fronte alle rovine, è tempo di esercitare quello sguardo d'amore di cui parla Wenders per sottrarre all'oblio tutto un mondo prezioso che rischia di essere cancellato.
E proprio come nel film di Wenders, Il cielo sopra Berlino, spero di scorgere, tra le rovine, l'angelo svedese con la sua "lunga lista di amministratori locali in tutto il Sud che ci hanno chiesto un intervento nel loro comune. Andremo a visitarli tutti e sono sicuro che troveremo altri posti incantevoli da restaurare."










mercoledì 5 agosto 2009

FOTOGRAFIA, SGUARDO D'AMORE



Joshua and John (behind), Odessa, Texas 1983
125 x 170 cm
Courtesy: Haunch of Venison, London
Copyright: Wim Wenders, 2006




"Blue Range", Butte, Montana 2000
125 x 152 cm
Courtesy: Haunch of Venison, London
Copyright: Wim Wenders, 2006

Avete mai comprato un libro di fotografie? Se non l'avete mai fatto allora è il momento di andare in libreria a cercare "Immagini dal pianeta" di Wim Wenders



Se non lo conoscete ve lo presento: è nato a Dusseldorf nel 1945, appena dopo la fine della guerra. Ha abbandonato gli studi di medicina e filosofia per dedicarsi alla pittura, ma una volta a Parigi ha scoperto il cinema. Dal 1967 al 1970 ha frequentato una scuola di cinematografia a Monaco e ha poi cominciato a dirigere e produrre i suoi film. La sua carriera di regista è costellata di riconoscimenti tra i quali il Leone d'Oro del 1982, ("Lo stato delle cose") la Palma d'Oro ("Paris, Texas") del 1984, l'European Film Award del 1988 ("Il cielo sopra Berlino"), una nomination agli Oscar ("Buena Vista Social Club2) e l'Orso d'Argento del 2000 ("Million Dollar Hotel"). Professore all'Accademia delle Arti di Amburgo e vive tra gli USA e Berlino.
Ho raccolto e vi porgo alcune sue parole illuminanti sulla fotografia.
Per lui la fotografia rinvia alla necessità di osservare il mondo con lo sguardo di chi è consapevole del fatto che quel “vedere” potrebbe essere l’ultimo atto di una vita. Ma fotografare non può limitarsi a questa sola prospettiva. Per Wenders è importante rivolgere al mondo, più che un’occhiata d’addio, uno “sguardo d’amore”. Questo diverso modo di guardare il mondo rappresenta l’alternativa allo sguardo distaccato, persino freddo, di molti fotografi orientati, piuttosto che verso una visione “calda”, ad una tendenziale oggettività. Il regista pensa che quest’ultimo modo di porsi di fronte ai luoghi non paghi e sia, per di più, talmente sterile da rendere inutile persino la ripresa fotografica stessa, ormai svuotata di ogni sentimento.
Se, in questi giorni di riflessione sulla fotografia vi siete chiesti a cosa serva fotografare oggetti, paesaggi o visi sconosciuti, forse Wenders, con il suo sguardo d'amore può indicarve una ragione per continuare a credere nella fotografia ma anche nella letteratura. Infatti ,se la fotografia è un fermo-immagine della vita in movimento, un fermo-immagine dell’effimero esistere di ogni istante terreno allora ecco che capiamo perché Wenders abbia scelto l'haiku per commentare le sue foto, che altro non sono che haiku per gli occhi.
La mostra straordinaria che ha dato vita al libro si chiamava proprio Immagini dal pianeta terra e per la prima volta le fotografie del regista tedesco Wim Wenders, realizzate in giro per il mondo nel corso di più di vent'anni, sono state esposte e poi pubblicate.
Immagini dal pianeta terra, raccoglie 61 fotografie di paesaggi sconfinati, vasti orizzonti, deserti e montagne, natura intoccata, mondi spogli, quasi privi di presenze umane, angoli di città, rari interni. Wenders spiega che il suo "è un viaggio attraverso molti luoghi, Usa, Australia, Giappone, Cuba, Israele: alcuni dei luoghi che ho fotografato stanno per scomparire, forse sono già scomparsi dalla faccia della Terra. Il loro ricordo dovrà aggrapparsi alle immagini che abbiamo di essi».

Aggrapparsi alle immagini. Così Wenders ci spiega la disperata impresa della fotografia: "i paesaggi danno forma alle nostre vite, formano il nostro carattere, definiscono la nostra condizione umana. E se sei attento a loro e acuisci la tua sensibilità nei loro confronti, scopri che hanno storie da raccontare e che sono molto più che semplici 'luoghi'. Molti miei film sono stati influenzati dai paesaggi e dalle città in cui avevano luogo e alcuni in realtà sono partiti dai loro luoghi, come Il cielo sopra Berlino, Lisbon story o Million Dollar Hotel, per nominarne solo alcuni. Ma in un film i luoghi devono necessariamente giocare un ruolo secondario rispetto alla storia e ai personaggi. In fotografia posso dar loro il ruolo centrale. "

Nel frattempo vi ricordo anche Italo Calvino aveva dedicato un racconto della raccolta Gli amori difficili alla fotografia. Ecco il link a qualche articolo interessante su L'avventura di un fotografo in cui lo scrittore si interroga sul rapporto tra letteratura, vita e fotografia. E se leggete con attenzione fra le righe della storia riconoscerete quello sguardo d'amore di cui parla Wenders.

Ecco l'incipit, per stuzzicarvi l'appetito! ma vi suggerisco di leggere tutta la storia:
"Con la primavera, a centinaia di migliaia, i cittadini escono la domenica con l'astuccio a tracolla. E si fotografano. Tornano contenti come cacciatori dal carniere ricolmo, passano i giorni aspettando con dolce ansia di vedere le foto sviluppate (ansia a cui alcuni aggiungono il sottile piacere delle manipolazioni alchimistiche nella stanza oscura, vietata alle intrusioni dei familiari e acre d'acidi all'olfatto), e solo quando hanno le foto sotto gli occhi sembrano prendere tangibile possesso della giornata trascorsa, solo allora quel torrente alpino, quella mossa del bambino col secchiello, quel riflesso di sole sulle gambe della moglie acquistano l'irrevocabilità di ciò che è stato e non può esser più messo in dubbio. Il resto anneghi pure nell'ombra insicura del ricordo. Frequentando gli amici e i colleghi, Antonino Paraggi, non-fotografo, avvertiva un crescente isolamento. Ogni settimana scopriva che alle conversazioni di coloro che magnificano la sensibilità d'un .diaframma o discettano sul numero dei din s'univa la voce di qualcuno cui fino a ieri egli aveva confidato, sicuro che li condividesse, i suoi sarcasmi verso un'attività per lui così poco eccitante e così priva d'imprevisti."

Italo Calvino, Gli amori difficili, 1958, Einaudi.


martedì 4 agosto 2009

LA MEGLIO GIOVENTU'


"Corro a giocare" by G. Iorio



"Io e le mie amiche" by Reb e G. Iorio






"Colazione al lido" by G. Iorio




Azzurro sia sempre
il cielo
sui nostri bambini





lunedì 3 agosto 2009

LIBRERIE DI PROFUMI: L'ODORE DELLE PAROLE


Ho tante amiche che collezionano profumi. Lo so perché le loro case sono santuari dedicati alle rare fragranze raccolte in giro per il mondo da amici e conoscenti. Bottiglie grandi, piccole, mignon messe sugli scaffali come libri rari. Ho sempre creduto che fosse uno spreco di spazio, soprattutto se penso che a casa mia i libri sono ovunque, anche sulle mensole del bagno e quindi non c'è posto per altro (a parte i giocattoli dei miei figli, ovviamente, che occupano l'altra metà degli scaffali di casa). Ora invece scopro che a volte anche i profumi prendono corpo dalle parole di scrittori famosi, poesie che riempiono di stupore e sollecitano l'olfatto.
Dopo aver letto un articolo sui nuovi profumi "le creazioni che dialogano con arte e letteratura" sono pronta a fare spazio a qualche fragranza colta.
Quali scegliere? Ecco alcune valide proposte:

Vol de Nuit di Guerlain,
Eau d'Hedrien di Annick Goutal
Pegaso di Etro
Fumerie Turque di Serge Lutens
Idole di Giorgio Armani

Volete sapere da quali capolavori della letteratura sono stati ispirati i profumi su elencati? Allora partecipate al mio mini-quiz ... se siete a Roma andate in una profumeria (riconosciuta quella famosa della foto?) e chiedete alle commesse, interrogatele: quali libri hanno ispirato i creatori di queste nuove essenze? Se vi sembra troppo fate ricerche individuali!

Sabato prossimo vi darò la risposta ma per il momento divertitevi e poi, se come me, sugli scaffali avete più libri che profumi allenate l'olfatto annusando i vostri libri.
Ad esempio aprite un Madame Bovary di Flaubert e inspirate, come Emma Bovary l'odore di verbana e tabacco che emana dalla tabacchiera del suo innamorato, "un'associazione irresistibile, quando la faccio sentire le donne restano completamente sedotte", oppure se avete già comprato Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde inebriatevi dei profumi che emanano dai fiori del giardino e del salotto. A più tardi...vado in giro a fare foto per voi!

LA MAPPA DELLE STORIE INVISIBILI: Roma, Fontana delle tartarughe

Stasera una storia invisibile è apparsa alla Fontana delle tartarughe... buon ascolto, se passate di là. E, a proposito, salutatemi Serafina...