Passa ai contenuti principali

SPIRIT IN THE SKY


Martedì lento lento: sono andata in bicicletta, ho pedalato alla velocità delle lumache, mi sono fermata davanti all'edicola, sono scesa dalla bici al rallentatore, ho preso il giornale con gesto pachidermico, l'ho sfogliato a velocità 0, mi sono gustata l'articolo sulla vergogna parola per parola. Ed ecco a cosa serve la lentezza, forse a riflettere sulle parole desuete che lentamente e inosservate scompaiono dalla nostra esistenza, lasciando un vuoto incolmabile.
Nell'articolo LO STATO DI SALUTE DELLA DEMOCRAZIA E L'INCAPACITA' DI PROVARE VERGOGNA, (La Repubblica, 28 luglio, pag. 11) il giornalista Giancarlo Carofiglio, dà l'annuncio della scomparsa della parola vergogna dal lessico civile. La definizione ci dice che si tratta di una parola legata al sentimento di colpa che si prova di fronte a un atto riprovevole. A quanto pare non si tratta solo di una parola in disuso ma la sua scomparsa indicherebbe un'incapacità crescente in ogni individuo: l'impossibilità di provare vergogna è infatti una vera e propria patologia caratteriale, tipica di soggetti cinici, protervi, sfacciati, spudorati.
Il mio martedì lento mi offre l'occasione di riflettere, insieme a voi, su questo sentimento estinto grazie al quale imparavamo quanto potessero essere riprovevoli alcune nostre azioni e quindi a rimediare. Come chi non prova dolore fisico rischia di scoprire troppo tardi di essere ferito in maniera mortale, così chi non prova il sintomo della vergogna potrebbe non accorgersi delle ferite alla propria dignità e morire di cinismo.
E così apprendo dall'articolo che nelle opere di Shakespeare la parola vergogna compare 350 volte, che per il filosofo Pascal "non c'è vergogna se non nel non averne". Imparo quali siano i contrari della parola nei nostri dizionari: impudenza, cinismo, protetvia, sfacciataggine, sfrontatezza, sguaiataggine, spudoratezza, svergognatezza. E tristemente rifletto su quanto, queste parole, siano presenti sui nostri giornali, in TV, nel parlato quotidiano.
Torno a casa, preparo il pranzo, dimentico le riflessioni lente. Torno ad agire al ritmo delle necessità familiari. Mentre sudo ai fornelli mi capita di ascoltare questa vecchia canzone alla radio e per la prima volta faccio attenzione al testo e non solo alla melodia.
Voi mi conoscete, mi sono messa a cantare, a ballare, e poi... a ridere, ho riso a crepapelle! Non so perché! Ecco il testo!

When I die and they lay me to rest
Gonna go to the place that's the best

When I lay me down to die

Goin' up to the spirit in the sky

Goin' up to the spirit in the sky

That's where I'm gonna go when I die

When I die and they lay me to rest

Gonna go to the place that's the best

Prepare yourself you know it's a must

Gotta have a friend in Jesus

So you know that when you die

He's gonna recommend you

To the spirit in the sky

Gonna recommend you

To the spirit in the sky

That's where you're gonna go when you die

When you die and they lay you to rest

You're gonna go to the place that's the best

Never been a sinner
I never sinned

I got a friend in Jesus
So you know that when I die

He's gonna set me up with

The spirit in the sky

Oh set me up with the spirit in the sky

That's where I'm gonna go when I die

When I die and they lay me to rest

I'm gonna go to the place that's the best

Go to the place that's the best


Parole che non hanno niente a che fare con la nostra questione della vergogna, è solo una canzoncina leggera e divertente... sulla raccomandazione!
Voi, che un giorno dovrete decidere se restare o meno in Italia a studiare, lavorare, vivere, pensate che i grandi nemici con cui confrontarsi saranno i raccomandati senza vergogna che si faranno beffa della vostra buona volontà. A quel punto vi chiederete se non vi convenga frequentare un corso accelerato di cinismo per poter sopravvivere a tanta ingiustizia. La mia esperienza mi spinge a dirvi di restare puri il più a lungo possibile e di continuare a credere nella giustizia, anche di fronte alla sfrontatezza degli ingiusti. Quindi, un'alternativa valida è sempre l'intelligenza, la cultura e l'ironia. in genere gli arroganti ne sono sprovvisti!
Enjoy the song, the lyrics and the video! E ballate anche voi! (I capelli rossi del batterista sono da urlo!)

http://www.youtube.com/watch?v=_trcFZLg5FU


Commenti

Post popolari in questo blog

ELOGIO DELL'INTELLIGENZA DELL'UOMO

Elogio della scrittura

Ma sopra tutte le invenzioni stupende,
qual eminenza di mente fu quella
di colui che s’immaginò di trovar modo
di comunicare i suoi più reconditi pensieri
a qualsivoglia altra persona, benché distante
per lunghissimo intervallo di luogo e di tempo?
Parlare con quelli che sono nell'Indie,
parlare a quelli che non sono ancora nati né saranno se non di qua a mille e dieci mila anni?
E con quale facilità, con i vari accozzamenti
di venti caratteruzzi sopra una carta. Sia questo il sigillo di tutte le invenzioni umane e la chiusa de' nostri ragionamenti di questo giorno (...)


Galileo Galilei, Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo Tolemaico e Copernicano
Firenze (I giornata, 130)

PASOLINI E IL MARE: TERRACINA, UN RACCONTO INEDITO

Pasolini e Callas in Africa


Terracina
Un racconto inedito
di Pier Paolo Pasolini Nella spiaggia c'era più movimento, ma il mare era sempre immobile, morto.
Si vedevano delle vele arancione al largo, e molti mosconi che si incrociavano vicino alla spiaggia. Lucià avrebbe avuto fantasia di prendersi un moscone, e andar al largo: però era solo, e non era buono a remare. Andò sul molo tutto smantellato e ancora pieno di squarci, nuotando nei punti dove gli squarci interrompevano, finchè giunse in pizzo, sulla piccola rotonda. Si distese sulla pietra con la testa che sporgeva dall'orlo sul mare.
Verde, trasparente e tiepida, l'acqua si gonfiava e si sgonfiava tra le colonne del molo, ora pesante come un blocco di marmo, ora lieve come l'aria. Benché fosse alta già due o tre metri non c'era granello di sabbia che non si potesse distinguere dall'alto della rotonda: ed era una sabbia morbida e pulita , un tappeto meraviglioso per chi potesse vivere sotto acqua. Ogni …

O LENTE LENTE CURRITE NOCTIS EQUI

Ultimo giorno di luglio, ultimo giorno dedicato alla lentezza. Maancora una volta lentezza e velocità sembrano fondersi in un binomio affascinante, proprio come nelle riflessioni di ieri.
Stranamente riscopro, nelle ultime disperate parole di Dr. Faust che cerca inutilmente di fermare il tempo, l'ossimoro della vita: una corsa lenta verso la notte.
Nel Doctor Faust di Christopher Marlowe (1564-1593) apprendiamo che il patto con Lucifero ha dato a Faust la conoscenza ma la sua anima dovrà cadere nelle mani del diavolo e l'ora tanto temuta sta per arrivare:

Ah Faust ,Ora non ti resta che una misera ora da vivere,
E poi dovrai essere dannato in eterno.
Fermatevi, voi sempre rotanti Sfere celesti,
Che il Tempo s'arresti, e la mezzanotte non arrivi mai.
Occhio gentile della natura, risorgi e rendi
Il giorno infinito: o fa che quest'ora sia
Un anno, un mese, una settimana, un giorno normale,
Che Faust possa pentirsi e salvare la sua anima.
O lente, lente currite noctis equi.

L&#…