MONTAGNA E POESIA



Un paese di pianura per quanto sia bello, non lo fu mai ai miei occhi. Ho bisogno di torrenti, di rocce, di pini selvatici, di boschi neri, di montagne, di cammini dirupati ardui da salire e da discendere, di precipizi d'intorno che mi infondano molta paura - lo diceva Jean-Jacques Rosseau, confessando così il suo amore per la montagna, il luogo dell'anima dove si riesce a sentire con chiarezza la propria voce interiore.

Petrarca, ad esempio, era salito sul monte Ventoso, alla ricerca di se stesso e per la prima volta scalare una montagna diventava una sfida con se stessi e non una pura necessità. La montagna come luogo metaforico dove realizzare quel sogno che è dentro ogni uomo, andare oltre se stessi, cercare di superare i propri limiti.

Dino Buzzati era soltanto un ragazzino quando nell'estate del 1920 cominciò le prime escursioni sulle Dolomiti. Il suo primo libro si intitolerà "La canzone delle montagne".

Ieri una ragazza italiana di 31 anni, Cristina Castagna, è caduta scendendo dalla vetta del K3, in Pakistan. Era la donna più giovane ad aver conquistato gli 8000 m. Mi ha colpito il biglietto premonitore lasciato da Cristina ai suoi genitori prima della partenza: "Se mi capitasse qualcosa lasciatemi dove la montagna mi ha chiamato". Diceva di sè: "a casa non ho la TV- sono una lettrice accanita e mi piace la poesia, passo le mie serate così."

Questo amore per la montagna e per la poesia sembra averle dato le ali per raggiungere le vette più alte. E anche noi, come chi la conosceva, le auguriamo di "continuare a scalare le nuvole".

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