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L'ESODO


Qualche giorno fa vi parlavo di Firmino, il ratto uscito dalla penna di Sam Savage che ha conquistato i lettori di tutto il mondo. Allora, lo avete conosciuto? Carino, no?
Oggi vi parlo di Macchia il ratto capofamiglia che vive sulla palma dei vicini di casa, qui al mare. La palma è stata piantata 40 anni fa dalla coppia di sposini, ora sessantenni energici e ottimisti che sempre rispondono "Alla grande" al nostro annuale "Come va?"
E ogni anno li vediamo impegnati a ri-fare qualcosa: il giardino, il pavimento, il muretto, il cancello, ridipingono, riverniciano, ripuliscono.
Quest'anno è la volta della palma. Dentro, si sa, ci vivono i topi, o meglio, i ratti. Sono tanti e ben pasciuti. Mangiano i frutti dolci dell'albero, hanno un rifugio piacevole sulle teste di tutti, sono silenziosi di giorno e curiosi di notte.
Mentre vi scrivo ci sono tre operai in bilico su una impalcatura di ferro, a tre metri da terra. Con una sega tagliano le foglie secche,i grappoli di frutti, le cortecce. Piano piano si avvicinano al cuore dell'albero, al nido. Lo so che dentro ci vive ancora Macchia. A quest'ora sarà diventato un topo adulto. Avrà avuto centinaia di figli. Patriarca saggio se ne sta nascosto nel tronco mentre gli altri tremano a sentire la motosega che si avvicina. Dentro al cuore dell'albero aspettano che l'orrendo rumore si allontani, svanisca.
Noi siamo gli involontari spettatori. Sul balcone i miei figli se ne stanno silenziosi a guardare lo spettacolo inaspettato. Come al cinema, ci chiediamo se i ratti si salveranno anche questa volta o se qualcuno cadrà affettato al suolo.
Ricordo sette anni fa quando i vicini fecero pulire la palma perché avevano avvistato dei giganteschi topi nel loro giardino. La palma venne ridotta ad un alberello esile e tutti esultarono: li abbiamo sconfitti! Quella sera, mentre di sotto si sguasciavano cozze e si affettavano angurie per festeggiare, io, sposina novella, vidi decine di topi abbandonare la palma, con metodo, in fila. Fu l'esodo più silenzioso e triste al quale io abbia mai assistito. Solo un topo più piccolo a chiazze chiare: Macchia, si voltò a guardare l'abero spoglio. "Ritorneremo" gli sentii sussurrare.

E, visto che non si finisce mai di imparare cose nuove, ho appena scoperto che esiste un sito che incoraggia il rispetto per i ratti e si chiama RattiAmici

http://www.rattiamici.it/

I creatori del sito dicono: "Questo sito è stato creato con lo scopo di fornire utili e il più possibile complete informazioni per coloro che desiderano tenere dei ratti come animali domestici, creare una comunità di appassionati di questi animali, in modo da conoscerci e scambiarci opinioni ed esperienze, diffondere una cultura di rispetto verso questa razza ingiustamente molto bistrattata".

Fa bene sentire adoperare le parole rispetto e tolleranza di questi tempi, anche se nei confronti di animali ripugnanti come i ratti (se ne vedessi uno io non gli chiederei di restare a fare l'animale domestico per i bambini).

Nel riquadro la locandina VITA DA TOPI...suggestiva no?

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