LA STORIA DI UNA GOCCIA DI PIOGGIA

C'è qualcuno di voi che si domandi a cosa serva studiare la storia di una goccia?
Personalmente sono affascinata dalle gocce di pioggia. Quando ero bambina, e viaggiavo in macchina arrotolata nel sedile posteriore come un gattino, mi piaceva guardare la pioggia cadere sul vetro, e le gocce diventare rivoli. Cercavo di indovinare il percorso di alcune gocce, seguivo quelle piccole che nella loro corsa verso il basso si univano ad altre più grandi e di nuovo si rompevano in minuscole schegge di acqua.
-Papà, ma perché la pioggia è fatta di tante goccioline? E perchè alcune sono piccole e altre più grandi? E ancora, credi che una goccia piccola sia la figlia di una goccia più grande?
E le risposte alle mie domande erano sempre diverse, a volte la storia prendeva la forma di una fiaba, a volte di un trattato scientifico.
Oggi, su La Repubblica, leggo un articolo dedicato alla mia amica d'infanzia: la goccia di pioggia! E in questa estate torrida ritornano i ricordi di quei temporali di cui ero la silenziosa testimone dietro il vetro del finestrino dell'auto in corsa.
Ecco cosa ho aggiunto alla mia conoscenza leggendo l'articolo!
Una goccia di pioggia nasce come fiocco di neve che si scioglie-quando la temperatura è sopra lo zero- lungo il tragitto verso la terra. All'origine del fiocco di neve c'è un granello di polvere o un'altra impurità dell'atmosfera attorno alla quale si aggregano le molecole d'acqua.
In una nuvola la goccia può trovare delle correnti d'aria che spingono verso l'alto. Da tonda che era in partenza, la goccia diventa piatta per effetto della spinta dell'aria. La goccia si allarga ancora e la resistenza dell'aria la fa diventare una borsa rovesciata. La forma borsa è molto instabile: l'aria turbolenta fa esplodere la goccia in mille schegge.
Risultato? I frammenti più piccoli dell'esplosione sono assai più numerosi di quelli di grandi dimensioni. Ecco perché è raro veder cadere una grossa goccia di pioggia!
La pioggia non ha la forma di una lacrima, come la disegnano i bambini,. Né esiste una goccia di pioggia identica alla sua vicina.
La curiosità sulle dimensioni così diverse della pioggia si era affacciata per la prima volta in uno studio scientifico del 1904. Finalmente, dopo più di 100 anni, la scoperta di Emmanuel Villermaux (leggete il suo studio pubblicato su Nature Physics) ricercatore dell'università di Marsiglia, soprannominato l'uomo della pioggia.
Se quindi, anche voi, come i più, credevate che le gocce d'acqua che si staccano dalle nuvole si fondono con quelle vicine raggiungendo dimensioni molto diverse fra loro, ora conoscete l'affascinante verità.
Ora il detto uguali come due gocce d'acqua non ha più fondamento scientifico, ed io ne sono immensamente felice! Propongo di sostituire la frase con diversi come due schegge di pioggia.
Ecco per voi un libro sul mistero della stagione delle piogge di un autore giapponese Ichikawa Takuji, pubblicato da Salani.
Ecco la copertina e la sintesi. Leggetelo se avete finito la mia lista estiva, soprattutto se volete un sogno in cui rifugiarvi per qualche giorno.



Takumi e Yuji, un giovane padre e il suo bambino, sono rimasti soli: la dolce Mio, moglie e madre, è morta a soli ventotto anni per una malattia tanto fulminea quanto inspiegabile. Ma prima di andarsene per sempre Mio ha fatto una promessa: Quando cadrà la pioggia tornerò. E inspiegabilmente, ad appena un anno dalla sua morte, con l'arrivo della stagione delle piogge, una creatura identica a lei, con il suo viso e i suoi occhi, ricompare al loro fianco. Un fantasma, pensa sbalordito Takumi. Ma questa nuova Mio è fatta di carne e sangue, anche se non ha memoria di nulla; così Takumi, pazzo di gioia per quell'assurda, insperata seconda possibilità, decide di raccontarle tutta la loro storia: come si sono incontrati, come è nato il loro amore, come hanno finito per sposarsi... e mentre Takumi racconta, rinnova l'incanto dell'incontro, il magico gemellaggio di due anime, la tragedia della separazione. E il miracolo della ricomparsa di Mio, la sua profezia, il mistero un mistero che Mio scioglierà in un finale capace di piegare il nostro cuore e demolire le nostre certezze.






Commenti

  1. I fiocchi di neve sono proverbiali per essere diversi invece le gocce d'acqua per essere uguali...E poi sono la stessa cosa, che fregatura...

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  2. ha ha ha!
    :))))))

    se ci pensi bene, è una piccola rivoluzione...gustati la sensazione di spaesamento!

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