IL COLORE PIU' MISTERIOSO DELLA LETTERATURA: IL NOIR


E' venerdì 17. Credo sia opportuno dedicare questa giornata al NERO. Quindi vi parlerò del colore più misterioso e intrigante della letteratura, vi parlerò del noir, un genere letterario che ha sempre più lettori, soprattutto tra i ragazzi della vostra età.
Cos'è il noir? Si tratta di un genere "nuovo", sottogenere del giallo, nato negli Stati Uniti intorno alla seconda guerra mondiale. Di solito il noir si differenzia dal giallo per il finale: non un ritorno allo status quo e quindi niente finale consolatorio, ma un ending sospeso, a volte capita addirittura di non riuscire a risolvere il caso. L'eroe del noir è un anti-eroe. Sparse nella storia ci sono le sue riflessioni sconsolate sul mondo, sulla quotidianità, sulla natura umana. Il punto di vista è diverso: il noir non viene narrato dal buono (come nel giallo) ma tutto viene seguito cercando di entrare nella logica del criminale.
I fatti di cronaca più misteriosi ed ancora irrisolti diventano il nucleo narrativo di fiction dall'architettura perfetta: delitti, indagini, moventi, colpi di scena. Il noir ha regole ben precise e forse per questa ragione, se ne siete attratti, potete provare a leggere alcuni romanzi per capire "i trucchi del mestiere" dello scrittore di noir.
Ecco una lista di libri che potreste trovare anche nell'edicola sotto casa perché inserti de L'Espresso e La Repubblica (prezzo 7,90 euro):

- L’isola dell’angelo caduto, di Lucarelli - La vampa d’agosto, di Camilleri - Un giorno dopo l’altro, di Lucarelli - Romanzo criminale, di De Cataldo - Testimone inconsapevole, di Carofiglio - Un amore all’inferno, di Cugia - Macaroni, di Macchiavelli/Guccini - E’ stato un attimo, di Dazieri - Sheal, di Fois - Quo vadis, baby?, di Verasani - I milanesi ammazzano al sabato, di Scerbanenco

LA NUOVA generazione di scrittori noir italiani ha un forte radicamento con la città d'origine. E si può provare a catalogarli con un criterio geografico, con le dovute eccezioni.

MILANO
Andrea G. Pinketts tira le fila della "Scuola dei duri" che racconta storie "da marciapiede e da bar", dal centro di Milano sino alle periferie industriali. Il suo protagonista-alter ego è Lazzaro Santandrea, il libro da cui partire è "Lazzaro vieni fuori", poi tutti gli altri sino all'ultimo, in libreria ora, "Fuggevole Turchese", Mondadori.

Sempre a Milano si muove Sandrone Dazieri, che ha appena pubblicato per Einaudi "La cura del Gorilla". Nell'elenco anche Pietro Valpreda e Piero Colaprico con "La nevicata dell'85", Tropea; Piero Soria ("La donna cattiva", Mondadori) e Claudio Giacchino (al debutto con "Travestiti di sangue". Tra le donne milanesi spicca Laura Grimaldi che per Tropea ha pubblicato diversi romanzi.

BOLOGNA E DINTORNI
Nella città "a misura d'uomo" per definizione lavora e vive il drappello più numeroso degli scrittori noir. Per loro però la città emiliana è tutt'altro che rassicurante, per loro "è la misteriosa megalapoli che si allunga da Modena a Rimini e scorre nei canali sotterranei di Bologna". Qui tutto o quasi si muove attorno al Gruppo 13 fondato da Loriano Macchiavelli, Pino Cacucci, Massimo Carloni, Nicola Ciccoli, Danila Comastri Montanari, Marcello Fois, Carlo Lucarelli, Loris Marzaduri, Gianni Materazzo e Sandro Toni. Ai quali si sono aggiunti via, via molti altri autori tra cui Giampiero Rigosi, Eraldo Baldini e Giampaolo Simi (che pure è toscano, di Viareggio).

La bibliografia è ovviamente consistente. Si può iniziare con Carlo Lucarelli e i suoi "Almost blue", "Lupo Mannaro", "Un giorno dopo l'altro", tutti pubblicati o ripubblicati da Einaudi, per farsi un'idea su Bologna. Oppure fare un balzo indietro e andare nella Sardegna di Marcello Fois ("Ferro recente", "Meglio morti" o "Sempre caro"). E poi, in ordine sparso, "Bambine", Theoria, di Eraldo Baldini e "Notturno blues", Einaudi, di Giampiero Rigosi.

Il papà di tutti è Loriano Macchiavelli, ora "di cassetta" con la serie del maresciallo Santovito, scritta a quattro mani con Francesco Guccini. Ma a lui si deve la paternità di Antonio Sarti, poliziotto bolognese reso famoso in televisione con il volto di Gianni Cavina (Einaudi ha ripubblicato "Fiori alla memoria").


ROMA
Anche nella nostra città c'è un movimento, ma che ha caratteristiche diverse da quello bolognese. Qui gli scrittori si ritrovano sotto il cartello "Neo-noir", che ha un padrino particolare, Dario Argento, e un libro-manifesto che offre i racconti prodotti dal gruppo. Il libro si chiama "16 storie e un sogno" ed è edito da Minotauro. Si definiscono "il movimento che non c'è" e si ritrovano su Internet per laboratori di scrittura e altre sperimentazioni.

IL CASO CAMILLERI
A monopolizzare l'attenzione del grande pubblico è Andrea Camilleri, anzi il caso Camilleri. Parlare del noir italiano è parlare dei suoi libri sul commissario Montalbano, lanciati da Sellerio e diventati una serie tv: ultima uscita "L'odore della notte". A ritroso ricordiamo tra gli altri "La voce del violino" e "Il ladro di merendine", sempre con Sellerio. E le due raccolte uscite per Mondadori: "Un mese con Moltabano" e "Gli arancini di Montalbano".

IL CASO CARLOTTO
Massimo Carlotto vive in Sardegna, ma scrive soprattutto sul Nordest, da dove viene e dove è nato (è padovano). Si legge in blocco la serie sull'Alligatore, tutta pubblicata con e/o: "La verità dell'Alligatore", "Il mistero di Mangiabarche", "Nessuna cortesia all'uscita" e "Il corriere colombiano". In libreria ora "Arrivederci, amore ciao", mentre merita "Il fuggiasco", che il primo libro scritto da Carlotto (tutti per e/o).

I PADRI STORICI
Senza ripercorrere la storia del giallo italiano, due nomi e due libri: Giorgio Scerbanenco e il suo Duca Lamberti de la "Venere privata" e Augusto De Angelis e il suo commissario De Vincenzi del "Mistero delle tre orchidee".
(informazioni tratte da LA REPUBBLICA 3 agosto 2001)

Se ora vi va di imparare a scrivere un noir leggete attentamente questi consigli di un esperto del genere Daniel Kalla, autore canadese con tanta esperienza e soprattutto scrittore dalla "ricetta facile". Troverete tutto quel che vi serve a far diventare un fatto di cronaca nera il vostro romanzo noir:
Daniel Kalla, autore canadese con all’attivo diversi medical thriller e sbarcato da poco anche in Italia con
Il sangue non mente“, edito da Fanucci.

Il miglior consiglio che Kalla ritiene d’aver ricevuto
Si tratta del suggerimento di Stephen King, nel suo “On writing“, che dice: “la seconda bozza è la prima meno il 10 percento”. A questo aggiunge ciò che gli fu raccomandato in un corso di sceneggiatura: “Entra tardi, ma lascia la scena presto”.
L’autore commenta così: “Quando siete agli inizi, vorrete essere esaustivi e includere più cose possibili nella storia. Ma a volte accorciare tagliando giusto il 10 percento della prosa o dei dialoghi, o eliminando righi non necessari, fa aumentare la suspense”.

Il miglior consiglio che Kalla può offrire
“Non cercate mai di comandare la storia, lasciate che si comandi da sola. I migliori personaggi che abbia mai creato, il miglior dialogo, la migliore svolta narrativa, sono avvenuti in modo casuale, laddove qualcosa in una scena li suggeriva, qualcosa che avevo ideato come secondario diveniva centrale per la storia. Se provate troppo a far entrare un piolo rotondo in un foro quadrato, verrà fuori qualcosa di forzato e artificiale. E’ un’ottima csa scrivere con delle linee guida e uno scopo in mente, ma una volta che avrete iniziato, vedete cosa accade”.

Il miglior consiglio su come iniziare una storia
“Quando iniziai a scrivere, ero preoccupato per la prima frase, il primo paragrafo e anche per il primo capitolo: potevano essere paralizzanti; li vorremmo sempre più perfetti. La gente ha bisogno di zittire il proprio “auto editing”, e concentrarsi sul creare prima, e poi tornare indietro. Se avete abbastanza scrittura alle spalle, diventa più facile individuare quale sia la parte migliore e vedere cosa necessita di essere invece rivisto e cambiato.

Come essere motivati
“Se volete fare qualcosa , fatela. Non vi serve un computer. Vi bastano l’immaginazione e la determinazione. Ovviamente, per avere successo con la scrittura, dovete essere perseveranti.
Io ho una famiglia giovane. Ho un lavoro che mi impegna a tempo pieno. I penso che chiunque voglia farlo davvero, possa sedersi e trovare il tempo per scrivere un capitolo. Credo sia un malinteso credere che ci sia bisogno di vagonate di tempo per scrivere.
Una volta che abbiate trovato un’idea e la determinazione necessaria, non vi servono 16 ore su 24. Potete scrivere 750 parole in un paio d’ore, non saranno perfette e avranno bisogno di essere aggiustate. Ma le avrete scritte”.

La routine della scrittura
“Io passo molto tempo in giro per strada, accompagnando i bambini a scuola o alla fine del mio turno, o facendo altre cose. Porto con me il mio portatile e trovo il posto più silenzioso e confortevole possibile per scrivere. Sono l’antitesi dello scrittore che ha bisogno del suo computer e del suo spazio per scrivere”.

Consigli di letture
“I primi libri di Ken Follet, come La cruna dell’ago. Forse non è il miglior thriller che ho letto, ma è quello che mi ha fatto innamorare del genere. E poi The Bourne Identity di Robert Ludlum. Il primo libro che davvero non riuscivo a posare. Aveva una trama così interessante, e il personaggio principale non sapeva chi fosse e chi lo stesse cercando. Era come dipanare un mistero assieme a lui, una trovata geniale.”

Cosa attira il lettore?
“Alla fine, è il protagonista a fare la differenza. Non è lo stile, e neanche la trama. Può essere una trama brillante, ma sei personaggi non sono reali e non ci si può relazionare con loro, alla fine il lettore non sarà coinvolto. Credo che il cavallo vincente siano i buoni personaggi.”

Con queste considerazioni terminano le lezioni Daniel Kalla

(per altri consigli vi rimando al sito www.thrillercafe.it )

Se volete un manuale nostrano che vi insegni a scrivere un Noir leggete:

Elementi di tenebra. Manuale di Scrittura Thriller, di Andrea Carlo Cappi

manuale scrittura thriller - andrea cappi

Come si scrive un mystery? Che differenze ci sono tra il giallo classico e noir, hardboiled e psycho thriller? Quali sono i trucchi del mestiere degli autori più famosi? Una mappa di strutture, personaggi e sottogeneri del giallo, con i consigli dei grandi maestri della suspense: Michael Connelly, Jeffery Deaver, Stuart M. Kaminsky, Carlo Lucarelli, Ed McBain, Anne Perry, Douglas Preston e molti altri. Un insolito testo di scrittura creativa, ma anche un divertente manuale "di lettura", che svela i segreti del genere letterario più amato dai lettori.

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