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IL COLORE DELLE DONNE: IL VIOLA


"Sono sempre stata una brava bambina".

Comincia così il romanzo di Alice Walker, Il colore viola, da cui Spielberg ha tratto la sceneggiatura dell'omonimo film drammatico. Forse l'avete già letto o forse avete visto il film: è la storia di una donna africana, violentata dal padre e poi dal marito, che lotta per la sua libertà, che si ribella alla violenza quotidiana, che con coraggio e determinazione cambia il suo destino e quello di altre donne africane.
Oggi però vorrei parlarvi di una donna italiana di nome Viola, soprattutto perché la violenza verso le donne fa parte della nostra quotidianità e mi sforzo di capirne le radici. Il passato è pieno di storie silenziose di violenze mai raccontate, soprattutto nel Sud dell'Italia. Mentre sono qui in Calabria sento che per molte donne sembra ancora un sogno irrealizzabile quello dell'emancipazione: spose bambine, giovani donne sfiorite, madri generose annullate dall'esperienza totalizzante della maternità.
Franca Viola negli anni '60 divenne il simbolo di emancipazione e coraggio per tutte le donne del Sud. Oggi vive ad Alcamo, un paesino della Sicilia di cui dovreste ricordare un cittadino illustre(Cielo d'Alcamo...vi dice niente?).
Ecco la sua storia.
Il 26 dicembre 1965 all'età di 17 anni, Franca Viola, figlia di una coppia di coltivatori diretti venne rapita (assieme al fratellino Mariano di 8 anni, subito rilasciato) da Filippo Melodia, un suo spasimante sempre respinto, imparentato con la potente famiglia mafiosa dei Rimi, che agì con l'aiuto di dodici suoi amici. La ragazza venne violentate e quindi segregata per otto giorni in un casolare al di fuori del paese; fu liberata con un blitz dei carabinieri il 2 gennaio 1966.Secondo la morale del tempo, una ragazza uscita da una simile vicenda, ossia non più vergine avrebbe dovuto necessariamente sposare il suo rapitore, salvando l'onore suo e quello familiare. In caso contrario sarebbe rimasta zitella, venendo additata come donna svergognata.
Questa morale era supportata dalla legislazione italiana che, all'articolo 544 del codice penale, ammetteva il "matrimonio riparatore", considerando la violenza sessuale come un oltraggio alla morale e non alla persona. Secondo questo articolo del codice, l'accusato di delitti di violenza carnale, anche nei confronti di minorenne, avrebbe avuto estinto il reato nel caso avesse successivamente contratto matrimonio con la persona offesa.
Contrariamente alle consuetudini del tempo, Franca Viola non accettò il matrimonio riparatore. Suo padre, contattato da emissari durante il rapimento, fingerà di acconsentire alle nozze, preparando con i carabinieri di Alcamo una trappola. Quando il rapitore rientrò in paese, con i suoi amici e la giovane, i responsabili dell'azione furono tutti arrestati dai carabinieri.
Subito dopo il fatto, tutta la famiglia Viola, che aveva contravvenuto alle regole di vita locale fu soggetta ad intimidazioni: il padre Bernando venne minacciato di morte con una pistola, la vigna fu rasa al suolo ed il casolare annesso bruciato.
La vicenda suscitò l'indignazione di tutta l'Italia e alla fine Viola ottenne giustizia e il violentatore fu condannato al carcere. La ragazza sposò un ragazzo del paese, Giuseppe Ruisi, nel 1968, con il quale era fidanzata dall'età di 14 anni.
Passeranno ancora sedici anni per l'abrogazione di quella norma inutilmente invocata a propria discolpa dall'aggressore: l'articolo 544 del codice penale sarà abrogato dall'articolo 1 della legge 442, emanata il 5 agosto 1981, che abolisce la facoltà di cancellare una violenza sessuale tramite un successivo matrimonio.
(Nella foto in basso un'immagine di Franca Viola all'epoca dei fatti).



Commenti

  1. passeggiando per oxford...
    grigio, bianco, grigio, grigio, nero, mattonicini rossi cupi, grigio, nero e ancora grigio, verde fosforescente, grigio, nero..."VERDE FOSFORESCENTE"
    ebbene si! Su woodstock road a oxford una ribellione in atto. Per scappare da questi terti colori una casetta incastonata tra molte altre case cupe e tristi di un bel colore verde fosforescente.
    Questa casa con tanto di pannello illustrativo rappresenta la lotta di una donna (della quale mi sfugge il nome) che ha lottato contro il vicinato sfavorevole a questa sua digressione di mantenere il colore di casa sua.
    Questa casa è una faro nella notte mette allegria con il suo verde fosforescente che accende cli occhi dei passanti.
    Una vera lotta al colore!

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  2. Un'altra donna coraggiosa a quanto pare!
    ;-)

    RispondiElimina

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