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Visualizzazione dei post da Luglio, 2009

O LENTE LENTE CURRITE NOCTIS EQUI

Ultimo giorno di luglio, ultimo giorno dedicato alla lentezza. Maancora una volta lentezza e velocità sembrano fondersi in un binomio affascinante, proprio come nelle riflessioni di ieri.
Stranamente riscopro, nelle ultime disperate parole di Dr. Faust che cerca inutilmente di fermare il tempo, l'ossimoro della vita: una corsa lenta verso la notte.
Nel Doctor Faust di Christopher Marlowe (1564-1593) apprendiamo che il patto con Lucifero ha dato a Faust la conoscenza ma la sua anima dovrà cadere nelle mani del diavolo e l'ora tanto temuta sta per arrivare:

Ah Faust ,Ora non ti resta che una misera ora da vivere,
E poi dovrai essere dannato in eterno.
Fermatevi, voi sempre rotanti Sfere celesti,
Che il Tempo s'arresti, e la mezzanotte non arrivi mai.
Occhio gentile della natura, risorgi e rendi
Il giorno infinito: o fa che quest'ora sia
Un anno, un mese, una settimana, un giorno normale,
Che Faust possa pentirsi e salvare la sua anima.
O lente, lente currite noctis equi.

L&#…

EQUAZIONI ELEMENTARI: VELOCITA' E LENTEZZA, MEMORIA E OBLIO

Allora, come sta andando la vostra settimana slow? Io credo di essere riuscita nell'intento e il tempo si è davvero fermato. Oggi ho detto, per ben due volte, "E' ancora giovedì?" mentre di solito dico "E' già giovedì!" Ma non mi sto annoiando, semplicemente metto in pratica quanto ho predicato: mi gusto tutto.... lentamente. Anche i record del mondo dei campionati di nuoto, anche la velocità di Federica Pellegrini alla quale dedico il nostro post lento! E mentre esulto per l'incredibile risultato continuo a riflettere sulla lentezza. Ecco un'equazione elementare da La lentezza di Milan Kundera:
"C'è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio. Prendiamo una situazione delle più banali: un uomo cammina per la strada. A un tratto cerca di ricordare qualcosa, che però gli sfugge. Allora, istintivamente, rallenta il passo. Chi invece vuole dimenticare un evento penoso appena vissuto accelera inconsapevolmente la sua anda…

LENTAMENTE ...MUORE di PABLO NERUDA

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia inc…

SPIRIT IN THE SKY

Martedì lento lento: sono andata in bicicletta, ho pedalato alla velocità delle lumache, mi sono fermata davanti all'edicola, sono scesa dalla bici al rallentatore, ho preso il giornale con gesto pachidermico, l'ho sfogliato a velocità 0, mi sono gustata l'articolo sulla vergogna parola per parola. Ed ecco a cosa serve la lentezza, forse a riflettere sulle parole desuete che lentamente e inosservate scompaiono dalla nostra esistenza, lasciando un vuoto incolmabile.
Nell'articolo LO STATO DI SALUTE DELLA DEMOCRAZIA E L'INCAPACITA' DI PROVARE VERGOGNA, (La Repubblica, 28 luglio, pag. 11) il giornalista Giancarlo Carofiglio, dà l'annuncio della scomparsa della parola vergogna dal lessico civile. La definizione ci dice che si tratta di una parola legata al sentimento di colpa che si prova di fronte a un atto riprovevole. A quanto pare non si tratta solo di una parola in disuso ma la sua scomparsa indicherebbe un'incapacità crescente in ogni individuo: l'…

LA FRASE DI PROUST

Una nuova settimana, l'ultima di luglio! A cosa la dedichiamo? Vediamo un po'... che ne dite di dedicarla alla lentezza? C'è un bel libro di Kundera, intitolato La lentezza in cui l'autore esalta il piacere di ritrovare il ritmo desueto della non velocità.
Si sa, le vacanze volano, l'estate passa in un baleno, la vita è un attimo da cogliere e rincorrere. Queste frasi ci spingono all'azione, alla velocità anche quando non ce ne rendiamo conto.
Allora è meglio imparare a gestire il tempo, a centellinarlo prima che l'estate ci scorra addosso come l'acqua di una doccia. Ancora una volta impariamo dagli scrittori: chi scrive gioca con le lancette , è un orologiaio un po' matto, una divinità che passa il tempo a rovesciare clessidre e a scegliere se rallentare o accelerare.
Oggi, vi invito a scoprire uno scrittore particolarmente lento, che ha dedicato quasi tutta la sua vita, e soprattutto le sue notti, a cercare il tempo perduto. Sto parlando di Marc…

QUANDO ERO BAMBINA...

...mi piacevano le storie che mi raccontava mia nonna. Incoronata. Si chiamava così. Un nome che mi è sempre sembrato misterioso. Significa "colei che ha ricevuto una corona", dunque è sinonimo di "regina". Mia nonna era una regina! Nella mia fantasia lo era. Soprattutto d'inverno, quando si trasferiva a casa nostra, a trascorrere i mesi più freddi. Arrivava di sera e quasi sempre, poco dopo il suo arrivo, l'inverno si annunciava: tormente di neve, grandi piogge e vento di bufera. Forse era la regina dell'inverno, forse controllava i fenomeni atmosferici e sapeva far cadere giù la neve, o i chicchi di grandine, così saremmo stati buoni per ore, incollati al vetro della finestra, ad ammirare lo spettacolo di ghiaccio.
E poi aveva un buon profumo. Di sapone di marsiglia, di bucato asciugato al vento, di biancheria appena stirata con un ferro scaldato sulla brace del camino.
Un giorno, tanto tempo dopo, se n'è andata, e con lei tutte le sue storie, mai s…

LA SIBILLA GIAPPONESE: L'HAIKU

Chi mi conosce sa che amo gli haiku. Come sapete sono brevissime poesie giapponesi: 3 versi, 5-7-5 le sillabe. Un haiku contiene sempre un riferimento alla natura. Contemplando un piccolo dettaglio naturale si riesce a percepire un mondo nuovo.
L'haiku fu creato in Giappone nel XVII secolo, un componimento semplice che elimina congiunzioni e "fronzoli" e fa esaltare l'essenziale: l'aggettivo, il sostantivo, il verbo si illuminano e il senso prolifera. Ai versi manca un vero e proprio nesso, è il lettore a trovare, di volta in volta, la chiave di lettura.
La prima volta che ho letto un haiku è stato a casa di una mia amica, traduttrice e poetessa. Era da poco tornata dal Giappone e aveva tradotto degli haiku inediti, alcuni bellissimi, del XIX secolo. Mi disse che gli haiku sono poesie magiche, se apri un libro di haiku con in mente una domanda precisa, troverai una risposta anche se sibillina, cioè di ardua interpretazione. E così provai anch'io e la risposta …

I LIBRI DEL "FREDDO"

Il caldo di oggi mi spinge a cercare il refrigerio di ghiaccioli, docce fredde, indumenti freschi e stanze buie. Il sole è un cane mastino senza la museruola, una frusta con i chiodi, un incendio ai tropici, il Vesuvio ai tempi di Pompei, un forno di fonderia...insomma un nemico della pelle e della mente.
Allora ho deciso di fare una doccia e andare a cercare i libri che parlano del freddo, tanto per sentirmi un po' meglio. Ecco il link:

http://www.ibs.it/ser/serfat.asp?site=libri&xy=freddo&seq=DAT&dh=25&page=2

Mi sembra l'unico suggerimento che il mio cervello fritto possa riuscire a darvi oggi!

IL GIOCATORE

Fra poche ore 100 milioni di euro potrebbero finire nelle tasche di qualcuno (basta aver giocato!) che improvvisamente si ritroverà con una somma che nessun lavoratore sarebbe in grado di guadagnare in dieci lunghe e laboriose vite.
Nell'attesa di diventare quel fortunato miliardario, intratteniamoci cercando di capire che cosa hanno nella testa i giocatori d'azzardo.
L'azzardo è una partita individuale con il fato: è questo a renderlo esaltante e blasfemo. Su La Repubblica di oggi il matematico Piergiorgio Odifreddi tenta di dissuadere i giocatori incalliti affermando che per arricchirsi "basta smettere di giocare!" Infatti ciascuno di noi ha solo una possibilità su dieci milioni di azzeccare la combinazione giusta...forse anche meno! L'illustre matematico cita anche il filosofo Blaise Pascal: giocare è come la scommessa sull'esistenza di Dio del filosofo. Lui sosteneva che le questioni religiose non si affrontano bene con la razionalità: credere in Dio è …

MONTAGNA E POESIA

Un paese di pianura per quanto sia bello, non lo fu mai ai miei occhi. Ho bisogno di torrenti, di rocce, di pini selvatici, di boschi neri, di montagne, di cammini dirupati ardui da salire e da discendere, di precipizi d'intorno che mi infondano molta paura - lo diceva Jean-Jacques Rosseau, confessando così il suo amore per la montagna, il luogo dell'anima dove si riesce a sentire con chiarezza la propria voce interiore.
Petrarca, ad esempio, era salito sul monte Ventoso, alla ricerca di se stesso e per la prima volta scalare una montagna diventava una sfida con se stessi e non una pura necessità. La montagna come luogo metaforico dove realizzare quel sogno che è dentro ogni uomo, andare oltre se stessi, cercare di superare i propri limiti.
Dino Buzzati era soltanto un ragazzino quando nell'estate del 1920 cominciò le prime escursioni sulle Dolomiti. Il suo primo libro si intitolerà "La canzone delle montagne".
Ieri una ragazza italiana di 31 anni, Cristina …

LA STORIA DI UNA GOCCIA DI PIOGGIA

C'è qualcuno di voi che si domandi a cosa serva studiare la storia di una goccia?
Personalmente sono affascinata dalle gocce di pioggia. Quando ero bambina, e viaggiavo in macchina arrotolata nel sedile posteriore come un gattino, mi piaceva guardare la pioggia cadere sul vetro, e le gocce diventare rivoli. Cercavo di indovinare il percorso di alcune gocce, seguivo quelle piccole che nella loro corsa verso il basso si univano ad altre più grandi e di nuovo si rompevano in minuscole schegge di acqua.
-Papà, ma perché la pioggia è fatta di tante goccioline? E perchè alcune sono piccole e altre più grandi? E ancora, credi che una goccia piccola sia la figlia di una goccia più grande?
E le risposte alle mie domande erano sempre diverse, a volte la storia prendeva la forma di una fiaba, a volte di un trattato scientifico.
Oggi, su La Repubblica, leggo un articolo dedicato alla mia amica d'infanzia: la goccia di pioggia! E in questa estate torrida ritornano i ricordi di quei temporali…

LE SCRITTURE SCOMODE: IL LABILE CONFINE TRA NARRAZIONE E GIORNALISMO

Roberto Saviano e Alberto Rosselli?
Cosa hanno in comune questi uomini? Sono italiani, sono scrittori, hanno ricevuto minacce di morte.
La loro è una scrittura "scomoda", fatta di parole che scuotono come un terremoto le fondamenta di mondi criminali. Sono parole affilate che scavano tunnel nel sottosuolo della malavita.
Spesso ci siamo seduti davanti ad una pagina bianca con il bisogno di raccontare e spesso non abbiamo saputo da dove cominciare. C'è un tipo di narrazione, coraggiosa, solitaria, pericolosa, eroica, che si fa carico di storie vere che nessuno osa narrare: mafia, camorra, stragi, sete di potere, olocausti e genocidi.
Roberto Saviano ha raccontato la camorra in un libro intitolato Gomorra, lo storico e scrittore Alberto Rosselli ha raccontato il genocidio armeno nell'opera L'Olocausto Armeno.
A volte ci imbattiamo in un libro, ne sfogliamo le pagine, leggiamo il risvolto di copertina, lo acquistiamo. Da quel momento il libro entra a far parte della no…

VIDEO BAR

Ho appena aggiunto il Video Bar al nostro Blog. Appariranno le interviste agli scrittori contemporanei più importanti. Guardatele! Ci sono anche video divertenti, sempre dal programma Che tempo che fa di Fazio.
Vi consiglio, per ora, di guardare l'intervista allo scrittore Saviano perché domani parleremo di Gomorra!
Enjoy!

E PER FINIRE...UNA PAGINA BIANCA!

Ecco l'ultimo colore della nostra settimana: il bianco. Buona notte!

IL COLORE PIU' MISTERIOSO DELLA LETTERATURA: IL NOIR

E' venerdì 17. Credo sia opportuno dedicare questa giornata al NERO. Quindi vi parlerò del colore più misterioso e intrigante della letteratura, vi parlerò del noir, un genere letterario che ha sempre più lettori, soprattutto tra i ragazzi della vostra età.
Cos'è il noir? Si tratta di un genere "nuovo", sottogenere del giallo, nato negli Stati Uniti intorno alla seconda guerra mondiale. Di solito il noir si differenzia dal giallo per il finale: non un ritorno allo status quo e quindi niente finale consolatorio, ma un ending sospeso, a volte capita addirittura di non riuscire a risolvere il caso. L'eroe del noir è un anti-eroe. Sparse nella storia ci sono le sue riflessioni sconsolate sul mondo, sulla quotidianità, sulla natura umana. Il punto di vista è diverso: il noir non viene narrato dal buono (come nel giallo) ma tutto viene seguito cercando di entrare nella logica del criminale.
I fatti di cronaca più misteriosi ed ancora irrisolti diventano il nucleo narrati…

IL COLORE DELLE DONNE: IL VIOLA

"Sono sempre stata una brava bambina".

Comincia così il romanzo di Alice Walker, Il colore viola, da cui Spielberg ha tratto la sceneggiatura dell'omonimo film drammatico. Forse l'avete già letto o forse avete visto il film: è la storia di una donna africana, violentata dal padre e poi dal marito, che lotta per la sua libertà, che si ribella alla violenza quotidiana, che con coraggio e determinazione cambia il suo destino e quello di altre donne africane.
Oggi però vorrei parlarvi di una donna italiana di nome Viola, soprattutto perché la violenza verso le donne fa parte della nostra quotidianità e mi sforzo di capirne le radici. Il passato è pieno di storie silenziose di violenze mai raccontate, soprattutto nel Sud dell'Italia. Mentre sono qui in Calabria sento che per molte donne sembra ancora un sogno irrealizzabile quello dell'emancipazione: spose bambine, giovani donne sfiorite, madri generose annullate dall'esperienza totalizzante della maternità.
Fran…

RIFLESSIONE NOTTURNA (UN COSTUME AZZURRO)

Perdonatemi se aggiungo l'azzurro di un costume da bagno al giallo di Truman Capote che ha illuminato il nostro sfavillante 15 luglio 2009 (in realtà siamo da poco approdati al 16 luglio).
Volevo raccontarvi una storia, brevissima, di cui sono testimone da qualche giorno. Pochi metri dal mio ombrellone a volte siedono due donne, una madre e una figlia quindicenne, che conosco appena ma con cui ho avuto occasionali conversazioni negli anni scorsi ma non quest'anno.
Le due donne vivono in simbiosi completa: scendono al mare insieme, fanno il bagno insieme, dividono l'ombra e il sole, la crema e le letture, le amiche e le nemiche. Hanno perfino un cappello di paglia dello stesso colore. Di sera passeggiano insieme sul lungomare, si tengono spessoper mano, mangiano gelati identici, ridono complici incrociando occhiate di quindicenni audaci.
Bene, direte voi. E allora?
Allora, trovo infinitamente triste che la povera ragazza sia prigioniera di questa "enorme" ed ingombran…

TRUMAN CAPOTE FAMOUS STATEMENTS

Ecco per voi alcune frasi di Truman Capote che si addicono allo spirito del nostro Blog delle nostre chiacchierate sul web!

Fatene tesoro!

1) All literature is gossip! (l'unico gossip che amo, in verità)
2) Finishing a book is just like you took a child out in the backyard and shot it (un modo interessante di descrivere la fine di un libro...no?)
3) I like to talk on tv about those things that arennt worth writing about (un motivo in più per fare una pausa dalla TV!)
4) I was eleven, then I was sixteen.Though no honors came my way, those were the lovely years (dedicato a voi tutti, non dimenticatevi di godervi i vostri anni più belli!)

A presto!

IL COLORE DEI FOGLI DI TRUMAN CAPOTE

Avete mai sentito parlare di Truman Capote?
Su La Repubblica di oggi c'è una recensione ad un libro sull' arte della scrittura pubblicato da Fandango Libri, s'intitola "The Paris Review, Interviste". A vantaggio di aspiranti scrittori e critici letterari, vengono raccolte le interviste agli scrittori più grandi della nostra epoca; se siete a caccia di consigli troverete le tecniche della narrazione e i segreti del mestiere rivelati a voi, giovani promesse del futuro. Proprio quello che ci serve!
Allora vi dice niente il nome Truman Capote?
Si tratta di uno scrittore e sceneggiatore statunitense, famoso soprattutto per il romanzo A sangue freddo, pubblico a puntate nel 1966 sul New Yorker e per Colazione da Tiffany (ahhhhhhhhh! che film indimenticabile!).
La Repubblica ci dà oggi in anteprima alcuni segreti della sua scrittura.
Prima di tutto, come ha iniziato? Per lui si tratta di un inizio precoce: ebbe la certezza di essere uno scrittore già all'età di 17ann…

IL COLORE DELLE "CHIESE"

La chiesa di Auvers
(testo di Vincent Van Gogh, mio adattamento da una lettera alla sorella Whilelmina).

« Ecco la chiesa del villaggio
la costruzione sembra essere viola
contro un cielo
di semplice blu scuro,
cobalto puro;
le finestre sembrano
macchie di blu oltremare
il tetto è viola
e parzialmente arancione.
Sullo sfondo, alcune piante in fiore
e sabbia con il riflesso rosa del sole.
Ancora una volta
simile a Nuenen
alla vecchia torre del cimitero,
solo probabilemte ora
il colore è più espressivo, più sontuoso. »

LA TEORIA DEI COLORI DI JOHANN WOLFGANG GOETHE

La teoria dei colori (1810) è un saggio scritto dal poeta e scrittore tedesco Johann Wolfgang Goethe (con un nome così non poteva far altro che lo scrittore, non vi pare?)
Lo studieremo a fondo ad ottobre con gli studenti dell'undicesima e ci innamoreremo de I dolori del giovane Werther.
Oggi però, nella nostra settimana dedicata ai colori, mi piacerebbe parlarvi di questo breve saggio, estremamente affascinante, in cui Goethe esplora la forza dei colori.
Ecco in sintesi il contenuto dell'opera: Nel primo volume, Goethe, classificando i colori e studiandoli in tutte le loro manifestazioni, vuole arrivare a mettere in risalto la complessità del fenomeno cromatico e l'ingerenza non trascurabile che vi ha l'organo della vista. Un capitolo è dedicato interamente all'azione sensibile e morale dei colori e alla loro funzione estetica e artistica.Nel secondo volume, dopo aver preparato il lettore a non sottovalutare gli aspetti sentimentali e soggettivi dei colori, Go…

I COLORI DELLE "CASE": CASE DI RIO

DAL QUOTIDIANO "LA STAMPA" FOTOGALLERYVIAGGI (10/7/2009)


Brasile, la prima casa che si abita in verticaleSu un muro di un palazzo a Rio De Janeiro, l'artista brasiliano Tiago Primo, insieme a suo fratello Gabriel, hanno dato vita al primo esempio di casa "abitabile in verticale".Dopo aver dipinto la parete l'hanno ammobiliata con amache e letti in bilico sul vuoto. Idea originale che ha ovviamente attratto l'attenzione di centinaia di persone che passeggiavano in quella zona della città brasiliana.



Oggi ho scelto di parlarvi della casa di Tiago Primo e Gabriel, al centro della città di Rio de Janeiro. A volte un viaggio ci serve a guadagnare la giusta distanza, a rivedere le cose solite in una cornice insolita. Immaginate di passeggiare per le strade di Rio, avidi di immagini da collezionare, da riportare a casa ed ecco che all'improvviso vi imbattete in una casa verticale una esplosione di colori, una sorta di quadro astratto in cui abitano persone v…

IL COLORE DELLE COSE: LE CROCS AZZURRE

Ieri abbiamo parlato di Hermann Hesse e della pittura che gli ha fatto scoprire la bellezza del colore. Ho pensato di dedicare questa settimana ai colori: perché non provare a scrivere una poesia, una storia, una frase, ispirati dalle cose che hanno colori che ci colpiscono...
Da dove cominciare? Dalle Crocs di Dr. Bates!
Intanto come va la vita di tutti voi? Comincio a pensare che mi abbiate abbandonato...
Di quali colori vi state circondando ora? Di quali colori mi volete raccontare la storia?
Un abbraccio a tutti!








LE CROCS AZZURRE

Una mattina, di lunedì, disse che doveva andare
a comprare qualcosa che lo facesse sognare.

Disse che non riusciva più a sopportare
il legno dei suoi zoccoli
il rumore da cavallo al trotto
ogni volta che andava al mare.

Tornò alle tre del pomeriggio

INVITO ALLA LETTURA DI HERMANN HESSE: L'ULTIMA ESTATE DI KLINGSOR

Qualcuno di voi ha letto "Siddharta" quest'anno e quindi conosce Hermann Hesse, (1877 – 1962), scrittore, poeta e pittore tedesco, premio Nobel per la letteratura.

Nel 1919, Hesse, in completa solitudine, si trasferisce nel piccolo borgo di Montagnola nel Canton Ticino. In questo splendido rifugio scrive "L'ultima estate di Klingsor", la storia struggente di un pittore che vive intensamente l'ultima estate della sua vita.

Se avete scelto questa lettura, spero di ricevere i vostri commenti, le vostre note, la vostra selezione di frasi illuminantil

Ecco l'incipit dell'opera. Ho evidenziato la parola "silenzio" sulla quale abbiamo riflettuto ieri:

L′ultima estate della sua vita il pittore Klingsor la trascorse, all′età di quarantadue anni, in quele contrade meridionali vicino a Pampambio, Kareno e Laguno che già anni prima aveva amato e frequentato. Lì nacquero i suoi ultimi quadri, quelle libere parafrasi delle forme del mondo fenomenico, qu…

IL SILENZIO

Chi scrive ha qualcosa da dire. Si parte da questo assunto ogni volta che si pensa alla scrittura. L'esperienza però ci insegna che si parla anche quando non si ha niente da dire. E' lo stesso anche per la scrittura?
Conoscete tutti la frase il silenzio è d'oro, ma il silenzio come si traduce sulla pagina?
Oggi riflettiamo sul silenzio. Nella foto avete un quadro di J. Fussli che lo rappresenta. Ma qual è la pagina in letteratura che avete letto e che più si avvicina alla rappresentazione del silenzio?
Se andate sul sito www.ibis.it e digitate silenzio nel motore di ricerca, troverete 1073 titoli di libri che contengono la nostra parola. I titoli più suggestivi? Divertitevi a cercarli e fatevene ispirare.

Sembra un paradosso, ma il silenzio ha bisogno di miliardi di parole per essere raccontato. Da sempre mi affascina il pensiero del primo giorno in cui l'uomo ha articolato il suono di una parola, e ha infranto il silenzio, o la prima nota musicale, il primo soffio in …