LA CONTRORA

Oggi vi parlerò di una parola a me familiare ma che forse a molti di voi è sconosciuta: la controra. Momento misterioso e affascinante è nel Sud dell'Italia l'ora dell' inazione che produce pensieri e a volte anche capolavori indimenticabili.


DEFINIZIONE:
Controra è un termine dialettale che indica le prime ore del pomeriggio, tradizionalmente destinate al riposo. Questo momento suddivide la giornata lavorativa che sembra durare di più: il tempo sembra dilatarsi e non andare
così in fretta come dicono.
In questo spazio si ha la possibilità di riflettere e di lasciarsi andare all’otium.
La controra, quindi, diventa condizione di possibilità per ogni altra attività. Si pone l'otium, il silenzio, non come conseguenza, ma come premessa all’azione, uno stato di apertura, di attesa, di vuoto, di pre-occupazione che diventa condizione indispensabile per la ricerca e la comprensione dei fenomeni che ci stanno a cuore


E ora J. N. Schifano: "La Controra"

“Tra le due e le quattro del pomeriggio, in piena canicola le strade della città sono quasi deserte. I neri lastrici di lava rimandano vampate ardenti che vi soffocano. Il fuoco è sulla vostra testa. Il fuoco è sotto i vostri piedi. Non c’è scampo. I vicoli, questo fitto reticolo di vene che irrigano con un sangue denso e febbrile il ventre gonfio di Partenope, la Sirena arenata, non vi portano più da nessuna parte. Siete prigionieri, trattenuti tra le reti ardenti di Napoli. A due passi dalle fucine del Vulcano, l’aria sulfurea dell’infernale mantice eccita i demoni, che colpiscono il passante col proprio forcone e lo precipitano nei torrenti di rocce ignee. Siete un’Anima del Purgatorio dalle ali in fiamma, e le fiamme vi lambiscono, vi consumano, gambe e sesso, fino al ventre,(…)Prima che sia troppo tardi, corri a casa avventato turista venuto dal Nord, chiudi la porta, le finestre, le imposte, stenditi nudo su un lenzuolo – il nostro pomeridiano sudario da dove non si resuscita che al calar del sole. Queste ore soffocante in cui la terra e il cielo ardono, non sono per te, che rasenti città sognate; sono le ore delle grandi passioni inappagate, le ore dell’amore incerto e della morte evidente, le ore in cui il mare si oscura, le ore immobili che nessun’altra città del mondo conosce, e che a Napoli si chiama controra".

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