martedì 30 giugno 2009

LA BICICLETTA DI SOFIA

Cari ragazzi,
ho mentito, non ho la minima idea di come si faccia a passare da professore di filosofia a meccanico di biciclette...però ora possiamo provare a inventare una storia che spieghi il repentino cambiamento nella vita di Sam Savage.
Fare il professore può essere noioso a volte. Tutti si aspettano da te LA CONOSCENZA, distillati quotidiani di sapere perfetto, perle di saggezza, verità assolute e immutabili. E invece chi insegna quotidianamente sa di non sapere abbastanza, sa che ci saranno domande alle quali non sa rispondere, sa di non avere mai sufficiente tempo per studiare, sa di essere un'icona per i suoi studenti e non vuole deluderli.
Invece quando un professore\professoressa va in bici e tutto ad un tratto buca o la catena si allenta o i freni fanno cilecca sa di doversi fermare. Ha una borsa con tutto l'occorrente per riparare ogni cosa. Prova un piacere indescrivibile a mettere un "cerotto" alla camera d'aria, ad oliare la catena, a stringere le viti dei freni...isomma ha tutto sotto controllo, e ha tutto il tempo che vuole per far tornare le cose al posto giusto.
Io amo le biciclette, e non so se un giorno farò altro, ma anche insegnare (e non solo venire tutti i giorni ad imparare) "stanca". Forse fra qualche anno mi metterò a scrivere libri, è questo quello che vorrei fare più di tutto. Ma ho bisogno di tanto tempo libero (o comunque questa è la scusa che trovo adesso per non scrivere il mio best seller).
A proposito di scrittura: vi andrebbe di provare a scrivere una storia che abbia per protagonista un topo? Un bel topino simpatico ed intelligente...proprio come voi!

INVITO ALLA LETTURA DI SAM SAVAGE


"Firmino" è il topo che si ciba di libri per non morire di fame. Sam Savage,nato nel South Carolina nel 1940, l'autore di questa storia insolita e affascinante, è un absolute beginner, proprio come noi! Non aveva mai scritto un romanzo prima, poi l'illuminazione. Ex professore di filosofia, poi maccanico di biciclette (chiedetevi come si fa a passare dal primo al secondo lavoro...e vi risponderò nel prossimo POST intitolato LA BICICLETTA DI SOFIA - c'è anche un compito di scrittura creativa per voi se vi va!), ha fatto anche il carpentiere (vuol dire muratore) e pescatore!

Ecco le prime pagine, la copertina e una foto del nostro pescatore filosofo!

Le prime pagine


I.

Avevo sempre immaginato che la storia della mia vita, se un giorno l'avessi mai scritta, sarebbe cominciata con un capoverso memorabile: lirico come il «Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi» di Nabokov o, se non altro, di grande respiro come il tolstoiano: «Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo». La gente ricorda espressioni del genere anche quando del libro ha dimenticato tutto il resto. Comunque, a proposito di incipit, il migliore a mio avviso non può che ritenersi quello del Buon soldato di Ford Madox Ford: «Questa è la storia più triste che abbia mai sentito». L'ho letto decine di volte, ma ancora mi lascia di stucco. Ford Madox Ford è stato Un Grande.
Tutta la vita ho battagliato con la scrittura, e non c'è niente che abbia affrontato con più coraggio - sì, questa è l'espressione esatta, coraggio - degli incipit. Ho sempre pensato che, se solo fossi riuscito a scriverne uno buono, tutto il resto sarebbe venuto da sé. Immaginavo quella prima frase come una sorta di grembo semantico ricolmo di embrioni gravidi di pagine non ancora scritte, piccole pepite rilucenti di genialità ansiose di venire alla luce. Da quel vaso magnifico sarebbe stillata, diciamo, goccia a goccia l'intera storia. Che delusione! Esattamente il contrario.
Non è che non ce ne fossero di buoni. Assaporate questo: «Quando il telefono squillò alle tre del mattino, Morris Monk sapeva ancor prima di sollevare il ricevitore che a chiamarlo era una donna, e lo sapeva: le donne significano guai». Oppure questo: «Un attimo prima di essere fatto a pezzi dai soldati sadici di Gamel, il colonnello Benchley rivide il piccolo casolare imbiancato di calce nello Shropshire e Mrs Benchley sulla soglia insieme ai bambini». O quest'altro: «Parigi, Londra, Gibuti, tutto gli pareva irreale adesso che sedeva tra le rovine dell'ennesima cena del Ringraziamento con sua madre, suo padre e quell'idiota di Charles». Chi può rimanere impassibile dinanzi a frasi di questo tipo ? Sono così pregne di significato, così, oserei dire, commoventi sino all'inverosimile da contenere in sé tutti i capitoli non scritti - non scritti, ma lì. Già lì!
Ahimè, in realtà non erano altro che bolle di sapone, illusioni. Ciascuna di quelle frasi meravigliose così cariche di promesse era come un pacco regalo stretto fra le mani di un bambino impaziente. Un pacco in cui non c'erano altro che sassolini e un po' di cianfrusaglie. Ma, oh, com'è allettante quel tintinnio. Lui pensa che siano caramelle! Io pensavo che fosse letteratura. Tutte quelle frasi - come molte, molte altre - si rivelavano infatti, piuttosto che il punto di partenza del grande romanzo ancora non scritto, barriere insormontabili. Capite? Erano troppo buone. Non avrei mai potuto esserne all'altezza. Alcuni scrittori non riescono mai a eguagliare il loro primo romanzo, io non riuscivo a eguagliare la prima frase. Guardate adesso, guardate come ho cominciato questo, il mio ultimo lavoro, la mia opera: «Avevo sempre immaginato che la storia della mia vita, se un giorno...» Buon Dio! «Se un giorno»! Ve ne rendete conto... Senza speranze. Cancelliamolo.

© 2008, Giulio Einaudi

Sam Savage – Firmino. Avventure di un parassita metropolitano
179 pag., ill., 14,00 € – Edizioni Einaudi 2008 (Einaudi Stile libero big)



E se volete saperne di più dei topi nella letteratura ecco una bella pagina da consultare con LA PESTE di Albert Camus, UOMINI E TOPI, di Steinback, MAUS di Art Spiegelman e L'UOMO DEI TOPI di Sigmund Freud.

http://www.wuz.it/articolo/2165/topi-letteratura.html

lunedì 29 giugno 2009

NOTTE DI LUNA


Se vi va di scrivere o leggere alla luce della luna...

Buona notte!

p.s.

oggi ho festeggiato il mio ...esimo compleanno!

UN BASTONE NELLA SABBIA


Stamattina il mare è mosso, le onde si allungano sulla sabbia fino quasi agli ombrelloni. I bimbi si tuffano nella schiuma e si rotolano ridendo nella risacca.
Oggi un uomo che non avevo mai visto si è diretto verso il mare con un bastone sottile. Zoppicava, aveva le gambe sottilissime e i piedi lunghi e larghi, quasi da anfibio. Una malattia antica, di certo, alla quale ha avuto il tempo di abituarsi. E' arrivato sul bagnasciuga e ha infilzato il bastone nella sabbia bagnata. Si è seduto nella schiuma, come i nostri bambini e si è lasciato trascinare da un onda. E' riemerso qualche minuto dopo, oltre i flutti, al largo, solo la testa e le spalle, leggero, lontano, distante da tutto, dalla malformazione congenita, dagli sguardi curiosi, dalle impronte di piedi sani che si rincorrono. Solo il bastone, dall'ombra sottile, lo aspetta a riva, per ricondurlo alla sua pesante quotidianità.

domenica 28 giugno 2009

LEGGERE DI NOTTE


Questo post è per i "lettori notturni".
Identikit del lettore notturno: pallido, assonnato e astenico di giorno al tramonto si trasforma in una creatura insofferente ed iperattiva. Le incursioni al frigo vengono ostacolate da altre presenze domestiche (madre, padre, fratelli e sorelle)tutte affamate dopo la super proteica cena estiva.
Ma lo sguardo finisce sul libro del tavolo in camera da letto...invitante... sulla copertina una cena di Botero!
Promette bene: un delitto, un colpevole, un detective. La trama avvince ed ogni parola distoglie dalla fame notturna quasi quanto un cioccolatino fondente.
Lentamente si spengono i rumori dei "ladri" di vivande e carboidrati in cucina, il vociare dei passanti impegnati in conversazioni fitte come boschi, la risacca del mare distante e l'ululato dei cani del vicinato.
E il sonno, che aspetta sulla soglia, è un amico paziente che entrerà in punta di piedi a chiudere il libro e a raccogliere briciole.

LA CONTRORA

Oggi vi parlerò di una parola a me familiare ma che forse a molti di voi è sconosciuta: la controra. Momento misterioso e affascinante è nel Sud dell'Italia l'ora dell' inazione che produce pensieri e a volte anche capolavori indimenticabili.


DEFINIZIONE:
Controra è un termine dialettale che indica le prime ore del pomeriggio, tradizionalmente destinate al riposo. Questo momento suddivide la giornata lavorativa che sembra durare di più: il tempo sembra dilatarsi e non andare
così in fretta come dicono.
In questo spazio si ha la possibilità di riflettere e di lasciarsi andare all’otium.
La controra, quindi, diventa condizione di possibilità per ogni altra attività. Si pone l'otium, il silenzio, non come conseguenza, ma come premessa all’azione, uno stato di apertura, di attesa, di vuoto, di pre-occupazione che diventa condizione indispensabile per la ricerca e la comprensione dei fenomeni che ci stanno a cuore


E ora J. N. Schifano: "La Controra"

“Tra le due e le quattro del pomeriggio, in piena canicola le strade della città sono quasi deserte. I neri lastrici di lava rimandano vampate ardenti che vi soffocano. Il fuoco è sulla vostra testa. Il fuoco è sotto i vostri piedi. Non c’è scampo. I vicoli, questo fitto reticolo di vene che irrigano con un sangue denso e febbrile il ventre gonfio di Partenope, la Sirena arenata, non vi portano più da nessuna parte. Siete prigionieri, trattenuti tra le reti ardenti di Napoli. A due passi dalle fucine del Vulcano, l’aria sulfurea dell’infernale mantice eccita i demoni, che colpiscono il passante col proprio forcone e lo precipitano nei torrenti di rocce ignee. Siete un’Anima del Purgatorio dalle ali in fiamma, e le fiamme vi lambiscono, vi consumano, gambe e sesso, fino al ventre,(…)Prima che sia troppo tardi, corri a casa avventato turista venuto dal Nord, chiudi la porta, le finestre, le imposte, stenditi nudo su un lenzuolo – il nostro pomeridiano sudario da dove non si resuscita che al calar del sole. Queste ore soffocante in cui la terra e il cielo ardono, non sono per te, che rasenti città sognate; sono le ore delle grandi passioni inappagate, le ore dell’amore incerto e della morte evidente, le ore in cui il mare si oscura, le ore immobili che nessun’altra città del mondo conosce, e che a Napoli si chiama controra".

sabato 27 giugno 2009

IL SABATO DEL VILLAGGIO (AL MARE)

Qui al mare abbiamo un balcone
sedie sdraio, un ombrellone
i bimbi fanno colazione
intorno a un tavolo di bambù

le cicale cantano sotto il sole
una nuvola grigia si ferma ad ascoltare
la rondine interrompe il volo
il glicine schiude un fiore

la notte scorsa un treno ha fischiato
a tutti di non dormire
cento grilli hanno cominciato a frinire
in silenzio la luna è scomparsa nel mare.

UNA PAGINA DI CITAZIONI

Perché ci piacciono tanto le citazioni? Perché ci rivelano una verità che non riuscivamo a dire in modo così "perfetto" e tutto ad un tratto...siamo di fronte all'essenziale detto con il numero esatto di parole la cui bellezza è stupefacente.
Riflettete su alcune di queste frasi prese da "Le città invisibili" di Calvino. Mandatemi i vostri commenti.

DA LE CITTA' INVISIBILI di ITALO CALVINO


  • Le immagini della memoria, una volta fissate con le parole, si cancellano... Forse Venezia ho paura di perderla tutta in una volta, se ne parlo. O forse parlando d'altre città, l'ho già perduta a poco a poco.
  • L'Inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
  • L'occhio non vede cose ma figure di cose che significano altre cose.
  • L'ordine degli dei è proprio quello che si rispecchia nella città dei mostri.
  • Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
    – Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? – chiede Kublai Kan.
    – Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra, – risponde Marco, – ma dalla linea dell'arco che esse formano.
    Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo.
    Poi soggiunge: – Perché mi parli delle pietre? È solo dell'arco che mi importa.
    Polo risponde: – Senza pietre non c'è arco.
  • Non c'è linguaggio senza inganno.
  • Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone.
  • Ogni volta che si entra nella piazza ci si trova in mezzo ad un dialogo
  • È delle città come dei sogni: tutto l'immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio oppure il suo rovescio, una paura. Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure.
  • D'una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.
  • Gli antichi costruirono Valdrada sulle rive di un lago con case, tutte verande una sopra l'altra e vie alte che affacciano sull'acqua i parapetti a balaustra. Così il viaggiatore vede arrivando due città: una diritta sopra il lago e una riflessa capovolta. Non esiste o avviene cosa nell'una Valdrada che l'altra Valdrada non ripeta, perché la città fu costruita in modo che ogni suo punto fosse riflesso dal suo specchio, e la Valdrada giù nell'acqua contiene non solo tutte le scanalature e gli sbalzi delle facciate che s'elevano sopra il lago ma anche l'interno delle stanze con i soffitti e i pavimenti, la prospettiva dei corridoi, gli specchi degli armadi.
  • La menzogna non è nel discorso, è nelle cose.
  • Viaggiando ci s'accorge che le differenze si perdono: ogni città va somigliando a tutte le città, i luoghi si scambiano forma ordine distanze, un pulviscolo informe invade i continenti.
  • Per tutti presto o tardi viene il giorno in cui abbassiamo lo sguardo lungo i tubi delle grondaie e non riusciamo più a staccarlo dal selciato.
  • Chi comanda al racconto non è la voce: è l'orecchio.

venerdì 26 giugno 2009

INVITO ALLA LETTURA DE "LE CITTA' INVISIBILI" DI ITALO CALVINO


Un "romanzo" strano, diverso, per veri "viaggiatori" è quello di Calvino: Le città invisibili.
Guardate questo video (lettura di Baricco e Vacis da Le città invisibili) e vedete se vi ispira qualcosa...

http://www.youtube.com/watch?v=tep-Zjc76zA&feature=related

giovedì 25 giugno 2009

CURIOSITA' SU AGATHA CHRISTIE


« Agatha Christie è la donna che, dopo Lucrezia Borgia, è vissuta più a lungo a contatto col crimine » (Winston Churchill)

« An archaeologist is the best husband any woman can have: the older she gets, the more interested he is in her. »

« Un archeologo è il marito ideale: più invecchi e più ti trova interessante. »
(Agatha Christie, parlando di suo marito, Max Mallowan).

LA PRIMA SETTIMANA

Mi alzo ancora alle 7 e faccio fatica a credere che sia finita! La scuola! Ora devo cercare di abituarmi alle seguenti cosette:
1. Il rumore del mare (al posto del traffico)
2. Cucinare pesce (e mangiarlo) invece de La Cascina
3. L'odore delle ciambelle di Torremezzo (al posto dei cornetti di Via Vallinfreda)

Mi auguro che anche voi siate alla presa con nuove sane abitudini.
A proposito, anche la scrittura e la lettura sono una sana abiutudine. Io leggo un po' tutti i giorni, di solito la sera. Mi piace portarmi il libro sulla spiaggia. Nel pomeriggio i bambini sono impegnati a costruire magnifici castelli, io li aiuto un po' e poi mi ritiro ... nel mio castello di carta.
E voi?
Giacomino, bello quello che hai scritto...scriverai un romanzo? Dai... Scrivere è come guidare, più km di scrittura si accumulano più si diventa bravi!
A più tardi...

martedì 23 giugno 2009

QUI PIOVE...

... e quando piove non c'è niente di meglio di un libro.
Io ho con me i libri che vi ho consigliato, ma li ho già letti...aspetto che cominciate a leggerli voi così che li possa rileggere insieme a voi.
Intanto ecco un bel video per voi!
Baci! Si tratta di Bradbury: Consigli sullo scrivere...enjoy!
p.s. Si è un "grande" scrittore...

http://www.youtube.com/watch?v=YlYAhSffEDM&feature=related

BENVENUTO GIACOMINO!

Giacomo! Sei il primo "seguace", benvenuto!
In questo momento sono in Calabria, al mare. Ma piove e allora mi sono messa a controllare il BLOG...quale libro hai cominciato a leggere?
A presto!
Mrs. Iorio

venerdì 19 giugno 2009

LA SCUOLA SENZA GLI SCOLARI...

... è come il cacio senza i maccheroni, l'automobile senza il carburante, la casa senza il letto, un campo senza il grano, il cielo senza gli uccelli, la notte senza la luna, la gallina senza le uova, il burro senza il latte, il violino senza l'archetto, una penna senza la carta...
Lo sapete che potrei continuare all'infinito, e infatti sono tentata, invece di immergermi nella burocrazia che precede la fine di un anno scolastico. Intanto volevo sapere come vi sentite voi oggi, il primo giorno di non scuola.

giovedì 18 giugno 2009

"FAME DI CULTURA" E "W IL TEATRO!"




INVITO ALLA LETTURA DI RAY BRADBURY

Cronache Marziane
INCIPIT
Fino a un istante prima era ancora l'inverno dell'Ohio, le porte chiuse, i vetri alle finestre ricoperti di brina, stalattiti di ghiaccio a frangia d'ogni tetto, bimbi che sciavano sui pendii, massaie dondolanti come grandi orsi neri nelle loro pellicce sulle vie gelate.
[Ray Bradbury, Cronache Marziane, traduzione di Giorgio Monicelli, Mondadori]

Fahrenheit 451
INCIPIT
Era una gioia appiccare il fuoco.Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non si sa quale direttore d'orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia. Col suo elmetto simbolicamente numerato 451 sulla solida testa, con gli occhi tutta una fiamma arancione al pensiero di quanto sarebbe accaduto la prossima volta, l'uomo premette il bottone dell'accensione, e la casa sussultò in una fiammata divorante che prese ad arroventare il cielo vespertino, poi a ingiallirlo e infine ad annerirlo.

CITAZIONI INTERESSANTI...
Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive.
Ci deve essere qualcosa di speciale nei libri, delle cose che non possiamo immaginare, per convincere una donna a restare in una casa che brucia. È evidente!

Noi non siamo che copertine di libri, il cui solo significato è proteggerli dalla polvere.

I buoni scrittori toccano spesso la vita.I mediocri la sfiorano con una mano fuggevole.I cattivi scrittori la sforzano e l'abbandonano.

FOTO "ALLA LOCANDA" DOPO "LA LOCANDIERA"




COME COMINCIO A LEGGERE IL PRIMO LIBRO?

Avete scelto i tre libri? Vi siete affidati a:
1) l'istinto
2) il numero di pagine
3) il risvolto di copertina
4) la copertina
5) a tutti e quattro i criteri
Bravi...va bene tutto. Ricordate di tenere con voi una matita. Sottolineate le frasi più belle, le immagini più suggestive. Prendete l'abitudine di dialogare con il testo (e questo che vorrebbe dire? ). Fatevi delle domande! "Perché c'è questa descrizione così accurata a questo punto?- Come mai il personaggio dice o fa questa cosa- Perché lo scrittore ha scelto proprio queste parole?"
Fate attenzione ai "salti" temporali: analessi, prolessi, ellissi. Oppure quando il tempo sembra fermarsi a tal punto che la narrazione sembra arrestarsi del tutto. Poi, se mi volete compiacere, continuate a fare attenzione allo "spazio": cosa rappresenta quella montagna innevata avvolta dalla nebbia, o quella panchina nel parco sotto gli alberi spogli, o quella vecchia libreria dove vede la luce una nidiata di 13 topi, o il pianeta rosso delle Cronache di Bradbury...
Appena comincerete a leggere e a scrivere le vostre impressioni, il BLOG diventerà una sorta di VADEMECUM per le vostre letture, e quello che è per definizione un evento soliario (leggere, da soli, nelle vostre cellette) diverrà una vera occasione di scambio. Allora cominciamo!
BUONA LETTURA!

ULTIMO GIORNO DI SCUOLA (PERCHE' NON LO SO)

Perché nella nostra memoria rimarranno per sempre tutti i primi e tutti gli ultimi giorni di scuola? Provate a ripercorrerli con la mente: primo giorno d'asilo! L'urlo di Munch, il dolore della separazione "Mamma, perché lo fai?- perché mi hai abbandonato..." parole da cristoincroce, lacrime come gocce di sangue... (perché, non lo so!)
Prima elementare: zaino nuovo, portapenne, pastelli, righello, quaderno. Una lacrimuccia davanti al cancello, subito risucchiata, perché quelli di prima non piangono (perché, non lo so!).
Primo liceo: cos'è successo ai miei compagni? Sono diversi, hanno cambiato pelle, capelli, voce, taglia e numero di scarpe. Solo io sono rimasto uguale all'anno scorso. Ma qualcuno mi dice che sono cambiato anch'io...e forse non me ne sono accorto, (perché, non lo so!).
Ultimo giorno di scuola: sempre uguale, per tutta la vita! Lacrime, sorrisi, arrivederci, promesse che non si manterranno, giuramenti che non si rispetteranno (perché, non lo so!).
Detto tra noi, odio l'ultimo giorno di scuola, mi piace il penultimo (perché, non lo so!).

Mrs. Iorio

martedì 16 giugno 2009

LA "SUPER" VALIGIA

Magari non siete voi a prepararla, magari non ci avete mai riflettuto su (Giacomo, su quante cose non ci soffermiamo abbastanza...vedi le poltrone degli studi medici) ma la valigia delle vacanze è un'opera d'arte!
Analizziamo insieme la cosa:

  1. Punto primo: lo so, per voi nella valigia bisogna mettere tutti i vestiti possibili per tutte le occasioni possibili...la sfida è immaginare cosa vi possa servire in una delle imprevedibili situazioni che potreste vivere in vacanza. Qualcuno fuori moda come me potrebbe obiettare che è il contenuto quello che conta, ma qui vi vedo già dubbiosi...eh, Mrs. Iorio no! In realtà sapete di avere un aspetto super con quella maglietta fica e quindi cascasse l'aereo (faccio scongiuri meridionali!) ce la mettete! insieme alle 2000 altre cosette essenziali che vi seguono ovunque!
  2. Punto secondo: come si prepara la super valigia? Ho passato un'ora della mia vita, ad un compleanno di un'amichetta di mia figlia, ad ascoltare una mamma orgogliosa che mi ha spiegato per filo e per segno le tecniche per una valigia super leggera e super funzionale. "Per i bambini di tutto un po'...W gli strati! A carciofo bisogna vestirli!" E scusate ma la mia immaginazione non ce l'ha fatta e ho cominciato a vedere i mie due carciofini (Rebecca e Riccardo) in giro con mamma e papà (i carciofoni)... No, mi dispiace, preferirei di no ...rinuncerò agli strati!
  3. Punto terzo: gli extra! Oltre ai vestiti, che occupano il 99,9% della valigia, cosa ci metto? Uno spazzolino da denti e un dentifricio al fluoro non si negano a nessuno, o si rischia una pestilenza estiva e alitosi da drago. Poi ecco...e qui mi scuso per l'insistenza, io mi porterei i libri della lista di Mrs. Iorio per l'estate. Si, potreste anche comprarli all'arrivo a Malibù (a Calcutta, a Fregene...) ma è meglio non rischiare!
  4. AVETE CAPITO?

MASSIMA CINESE:

UN LIBRO VI SALVA LA VITA... E' UN RIPARO SEMPLICE ED IMMEDIATO DIETRO CUI NASCONDERSI IN CASO DI COMPAGNO DI VIAGGIO NOIOSO E\O BRUTTO!

Buon viaggio...Mrs. Iorio

lunedì 15 giugno 2009

BENEDETTA e LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI

Ho appena finito di fare "il guardiano" all'esame di Chimica e Biologia nell'auditorium...Benedetta volevi cominciare a leggere "La solitudine dei numeri primi" e ti hanno detto che dovevi aspettare. Ecco, una delle ragioni che spingono alla lettura è proprio il desiderio di evadere. Volevi fuggire dall'esame, dalle formule di chimica, dall'aria pesante dell'auditorium, dai sospiri dei tuoi compagni condannati.
E infatti Alice, la bambina protagonista del romanzo di Paolo Giordano, ha sette anni e si perde sulle montagne tra neve e nebbia. E da quel momento ha inzio una storia commovente ed entusiasmante. Fatemi sapere se "vi prende", questo romanzo di uno scrittore giovanissimo, che di mestiere fa il fisico (già, come Dr. Bates) ma che scrive con passione e forse anche lui evade dalle formule di fisica...con la scrittura!
Ehi, non mi fate fare i monologhi. Quando vi decidete a prendere parte attiva a questo BLOG?
Vado a correggere i vostri temi...A dopo!

p.s.
Leggi il primo capitolo online se vuoi e poi corri a comprare la tua copia del romanzo "La solitudine dei numeri primi"
Vai al link
http://www.librimondadori.it/web/mondadori/mediabox/sfoglialibro?_SfogliaLibro_WAR_SfogliaLibro_idScheda=ISBN_978880457702

C'è il primo capitolo da sfogliare con il mouse, è divertente, e fa anche il rumore delle pagine!

venerdì 12 giugno 2009

CORREGGENDO I VOSTRI ESAMI

...Eccoli qua, caldi caldi! I vostri temi, le vostre parole, ancora vibranti di tutte le paure e incertezze del giorno prima degli esami. Ce l'avete fatta!
BRAVISSIMI!
Ma adesso che l'esame è finito, non dimenticate quello che avete imparato. Come si fa? Cercate di usare quotidianamente tutto quello che avete studiato, continuate a fare collegamenti tra epoche e scrittori, ma anche tra il mondo che vi circonda e i mondi degli autori letti. Vi siete accorti che tutto quello che avete letto e studiato è in qualche modo collegato? Siamo i soli, a quanto pare, a questo mondo a creare insolite connessioni. C'è un filo rosso che tiene insieme gli argomenti più disparati! (la parola in corsivo di poco prima significa diversi, ok? Non si è sparato nessuno! almeno fino al Werther di Goethe) Sta a voi trovare collegamenti sempre nuovi. Io mi diverto un mondo a connettere le cose più lontane, ma questo l'avete notato (es. Branduardi e Lorenzo il Magnifico...ecc)
Ora torno a correggere i vostri ESAMI...
Mrs. Iorio

giovedì 11 giugno 2009

GLI ESAMI!

Lo so... gli esami! Il tema! Mettetecela tutta...Farete un ottimo lavoro!
Quando avevo la vostra età odiavo gli esami, mi "bloccavo", sentivo mille occhi su di me e non riuscivo a scrivere sulla pagina bianca. Poi per un concorso, quando avevo ormai 22 anni!, ho sentito che le parole erano le mie alleate, che finalmente potevo scavare dentro di me, concentrarmi sulle caverne buie e illuminarle, scendere come un minatore nel sottosuolo dell'anima. Come un archeologo riportare alla luce tesori perduti!
Allora, scrivete e usate le penne come picconi!
Mrs. Iorio

mercoledì 10 giugno 2009

ARRIVEDERCI

Cari,

Mattia grande talento, Greta cuore di leonessa, Ginevra Bolla ars retorica e Ginevra giovane edera, Chiara Villa penna d'oro e Chiara sofia -amante del sapere, Vittoria guizzo marino, Alessio toccagambe e lanciapenne, Vittorio mente di (di)amante, Leopoldo cavaliere del XXI secolo, Flavia Molinari che lotta con i mulini a vento ma vincerà, Chrystel voce di cristallo, Federica amica delle nuvole ma innamorata del sole, Brando destino di gloria, Lucrezia con il mare dentro, Virginia bendata per non ferire,Laura leggera come aria, Chloe ...e se le parole fossero colori? E infine Camilla, la mia Camilla... con l'ombra della rugiada sulle ciglia

mi avete fatto venire le lacrime agli occhi...anch'io vi ringrazio per questo anno speciale. Vi voglio bene, ma questo lo sapete...

Spero di avervi insegnato una cosa, più di tutto, che le parole sono magiche, che la letteratura non è un'occupazione pedante. La letteratura siete voi! La letteratura è la vita che vi scorre dentro che la scrittura tenta di fotografare.
La letteratura è quello che di più bello avete dentro, aspetta di lasciarsi scoprire da voi: leggere vuole dire andare incontro a tutto quello che siete o diventerete, a tutte le storie che vivrete, a tutte le donne che amerete e a tutti gli uomini che incontrerete, ai sogni più belli e agli incubi più bui...

Non dimenticatevelo più! Solo allora mi saprete felice!



Con affetto,

la vostra Mrs. Iorio

giovedì 4 giugno 2009

I LIBRI PER L'ESTATE

Ecco i libri che spero diventeranno i nostri amici in comune per questa estate 2009!
Cominciate a leggere e poi scrivete tutto quello che pensate di personaggi, trame, luoghi e altro!
Ci divertiremo!


1. Sam Savage, Firmino, avventure di un parassita metropolitano , Einaudi
2. Giordano Paolo, La solitudine dei numeri primi
3. Manuela Salvi, Il mio ragazzo è come lo zucchero filato. Dolce ma molto molto appiccicoso.
4. Isaac Asimov, Il robot che leggeva le bozze, Mondadori,1992
5. Ray Bradbury, Cronache marziane, Mondadori, 1992
6. Agatha Christie, Testimone d’accusa, Mondadori, 1992
7. Hermann Hesse, L’ultima estate di Klingsor, Mondadori, 1992
8. Italo Calvino, Le città invisibili

LA MAPPA DELLE STORIE INVISIBILI: Roma, Fontana delle tartarughe

Stasera una storia invisibile è apparsa alla Fontana delle tartarughe... buon ascolto, se passate di là. E, a proposito, salutatemi Serafina...