questa poesia
non la vuole nessuno
non serve a nessuno
non parla a nessuno
questa poesia è un urlo
in una bottiglia
galleggia e non la sente
nessuno
di questa poesia
non ha bisogno
chi non ha un lavoro
con questa poesia
non ci paga l'affitto
chi ha perso tutto
poesia bagnata da lacrime
finte, parole arrugginite
che non muovono niente
che non dicono niente
che se ne stanno mute
al di qua del muro
al di qua del mare
su un binario morto
parole in fila sulle rotaie
non sfiorano
non si curano
di noi
eppure si mettono in viaggio
verso luoghi distanti
portano questa luce
e l'odore di questo mare
in un pomeriggio d'inverno
altrove
sulla pagina
hai infilato
vento mare tepore
di una guancia
ma di quella ragazza
nuda sulla strada d'asfalto
non c'è traccia
eppure l'hai vista
andando al mare
ti ha sorriso ma tu
hai preferito il cielo e l'albero e il mare
dovevi fermarti
convincerla a seguirti
perché non sa che farsene
delle tue parole in fila
lei che non ti crede
lei che pensa che tu sia
come lei
di tutti tranne che
sua
poesia cosa rispondi
dovrai darle ragione
se non provi
a cambiarlo tu quell'uomo
che le ha preso tutto
e di nuovo
la getta sulla strada
come un pacco
tu poesia
a tuo agio sulla pagina bianca
non sull'asfalto
non il pianto vero
non la rabbia
che distrugge
tu poesia
che dici sempre io
scegli le parole più vere
falle brillare
falle esplodere
falle saltare
in aria
falle dire tutto
falle raccontare la verità
quella che fa male
anche nei lager
sei entrata
dove il sole non aveva avuto
il coraggio di entrare
dove l'umanità aveva toccato
il fondo
ora entra nei nostri
campi
esci dai salotti
varca i cancelli
cammina oltre
il filo spinato
vieni a cercare
chi non ha più
parlato
(g.i.)
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