Alle radici del tramonto
Leggendo le Poesie Ritrovate di Antonio D’Alessio
una pagina di Emilia Dente
E’ una esperienza meravigliosa il canto roco e dolce di Antonio .
E’ l’inabissarsi profondo nel Sé personale e nel Sé collettivo dell’essere che, ancorato al sogno
dell’orizzonte, tenta faticosamente di alzarsi in volo.
Nelle spigolose pieghe dei versi fluidi si riflette il Poeta e nel prisma ombrato delle parole si delinea la sagoma del “Guerriero/ (che) è sempre pronto a combattere/ Questa guerra quotidiana”, fermamente consapevole che “si muore senz’anima /…./ nello spirito di chi/ non inizia a combattere/ con se”… Antonio questa guerra interiore non esita ad affrontarla e, pur non negando mai il timore, l’amarezza e la fatica del cammino, assetato di verità, attraversa se stesso, in uno sforzo introspettivo che lo induce a scavare, scrutare, osservare, leggere, comprendere, esternare sul retro di una pagina sgualcita le proprie emozioni e infine disvelare le radici dell’essere per poter gemmare novellamente nei vicoli della scrittura poetica. Luminoso ed evanescente un verso sostiene sottilmente la trama di questa seconda raccolta poetica , un sussurro lirico che diviene principio e termine ultimo dell’esistenza autentica e dell’autentico cammino “…sei lì che reclami la mia assenza: /dove credi che sia ;/ nel concepimento della mia presenza”…il concepimento della presenza… folgorante ed immensa l’architettura concettuale e semantica del pensiero , potentemente audace il respiro infinito che racchiude, ancestrale bisogno di vita e conoscenza dell’essere a cui non basta “essere creato”, ma che anela a “crearsi”, a generare il Sé misterioso che si agita nella carne e nella mente, l’Io oscuro e vero che smania nelle strette vesti che forzatamente indossa - … non aspetto altro che svestirmi…rivelava il Poeta all’inizio del cammino lirico…- .. Nella “ consapevolezza dell’incompletezza”, nel disincanto e nella incongruenza dei “pezzi di pasol/ che non hanno incastri/ perché non sono sempre gli stessi, Antonio combatte la sua guerra interiore, la lotta che, per lui “s’evolve da una vita” e segna, nelle righe di un foglio riflesso, le linee tortuose che si aggrovigliano intorno all’esistenza.
Ha il volto della Verità, la poesia di Antonio, e nel coraggio degli occhi azzurro mare sempre limpidi e sempre aperti affondano le radici del tramonto dove la speranza di continuità è un pasto quotidiano e il Poeta, con i pugni stretti, scrive la Vita .
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