
Ai miei versi scritti così presto,
che nemmeno sapevo d'esser poeta
scaturiti come zampilli di fontana,
come scintille dai razzi.
Irrompenti come piccoli demoni
nel sacrario dove stanno sogno e incenso,
ai miei versi di giovinezza e di morte,
versi che nessuno ha mai letto!
Sparsi fra la polvere dei magazzini.
dove nessuno mai li prese né li prenderà,
per i miei versi, come per i pregiati vini,
verrà pure il loro turno.
Da Marina I. Cvetaeva, Poesie, Universale Economica Feltrinelli, Traduzione di Zveteremich.
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