Wednesday, November 30, 2011

LA MANO VERDE

Locandina Mostra "Mattonelle d'Artista" Donatella Baruzzi, Domenco Mangione


Mano Verde, opera di Donatella Baruzzi

La gitana

Verde que te quiero verde.
Verde viento. Verdes ramas.

(F. G. Lorca, Romance Sonámbulo)


Verde è il tuo silenzio
verde la nuvola che ti ha ingoiato
verde l’isola che galleggia
nei tuoi pensieri

donna sempre verde
capelli di foglie scintillanti al sole

ritorno alla tua pagina di prato
a primavera con il cuore falciato
l’anima rastrellata

dal ricordo del tuo sorriso
rugiada nei miei occhi
l’ombra di una mano

sulla mia guancia umida
(Giovanna Iorio)



Donatella Baruzzi inaugura una mostra delle sue opere a Lodi il 2 dicembre. Siete tutti invitati se siete da quelle parti. Ci vediamo sul nostro blog per la terza mano, la Mano di Sabbia.

Sunday, November 13, 2011

LA MANO ROSSA


Donatella Baruzzi “Mano 27 I" copertina del catalogo Naturarte 2011


LA MANO ROSSA
di Giovanna Iorio

Seguendo per un tratto

i solchi rossi

mi ritrovai altrove

laddove non c'era



voce o silenzio

soltanto cammino perpetuo

di pelle liscia.



Seguendo per un tratto

sentieri lievi

mi ritrovai di fronte

ad un bambino



la mano infilata

nel covo di un serpente velenoso

guardavo con grande stupore

il lupo dimorare insieme all'agnello

il leone cibarsi di paglia



la mano frugare nel buio

la mano tesa verso il mare

la mano aperta sul cuore



e una canna spezzata

che penetra e fora

il sogno.


(g.i.)




Il mio incontro con Donatella Baruzzi è un incontro nel web. Io e Donatella ci incontriamo grazie alle parole e alle immagini. Alle parole del mio blog, e in particolare alle parole di Pier Paolo Pasolini (in particolare il suo racconto inedito Terracina pubblicato nel blog qualche mese fa) e alle immagini che l'artista milanese ha creato per una delle sue istallazioni nella splendida cornice di Sorrento. Da quel momento io e Donatella siamo entrate in contatto. Sembra che si tratti di un "caso di sincronicità junghiana" ossia quando si attivano tutte quelle coincidenze che risvegliano dei bisogni latenti o meno e li soddisfano (cito l'amico junghiano di Donatella, Guglielmo Andrea Costa).

Ecco quello che stiamo preparando: Donatella il catalogo delle sue opere, tutte dedicate alla mano; io la scrittura dei testi per completare quel percorso complesso che è la creazione. Per le poesie ho trovato riferimenti letterari al simbolo della mano. La prima opera\poesia che vi proponiamo è La Mano Rossa. Nella poesia un riferimento al testo del profeta Isaia (Bibbia- Isaia 11:8 Il lattante si trastullerà sul buco dell’aspide, e il divezzato stenderà la mano sul covo del basilisco)

Su questo blog, in anteprima, le opere del catalogo di Donatella Baruzzi e i miei testi. Alla prossima mano!

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Donatella Baruzzi
Nata Milano, fin dai primi anni di vita frequenta lo studio di pittura del padre lì assimila il gusto per la gestualità del fare arte. Ama scoprire le forme che le mani modellano nel dialogo con la materia e sentire la resistenza e il fluire dei movimenti, vedere il susseguirsi delle sensazioni, ascoltarle e ritrovare in esse in una sorta di esperienza alchemica nel rapporto tra materia e psiche.

Diplomata in Decorazione all'Accademia di Brera con la tesi “Lo zen nell’arte occidentale” esplora le influenze che l’estetica estremorientale ha avuto in occidente.

Per un intero decennio ha vissuto il fascino dell’oriente e nei suoi lavori si è riflesso l’influsso di questa esperienza, nel colore delle installazioni che ha realizzato con ricami di soli fiori freschi, nei lavori di grafica e di pittura inerenti alla cultura Indiana.

Nel ’90 volge il suo interesse verso un motivo ramificato per rappresentare le radici e gli alberi della vita, una sorta di labirinto, metafora di un percorso d’individuazione e il confronto con la realtà che più le appartiene, quella occidentale e le prime mostre.

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Le opere per NATURARTE (rassegna annuale sul territorio Lodigiano giunta alla quattordicesima edizione) si inseriscono nelle immagini sulla natura, i soggetti sono ispirati agli ”Orti d’artista” e “Orti di pace” realizzati per ARTE DA MANGIARE&MANGIARE ARTE (Associazione culturale dove gli Artisti indagano le tematiche dell’Ambiente e dell’Alimentazione)
“Orto di pace” è un terreno sia mentale che ambientale, il suo fondamento è il tipo di energia a cui attinge, qui è nato il collegamento con la mano come strumento di energia positiva che può creare orti di pace.
La mano caratterizza il tipo di legame che si sviluppa con gli elementi animati e inanimati, attraverso le mani realizziamo il nostro pensiero, per questo le mani hanno una parte importante nella vita del mondo.

La porta d’artista rimane nella collezione d’arte contemporanea di Nocelle

Wednesday, November 9, 2011

LE PAROLE



Le parole


Lo sapete quanto amo le parole.
Le preferisco alle persone. Le parole non mentono.
E allora ecco le parole che vi affido. Non le sgualcite. Tenetele al riparo da intemperie e rovina.
Tenetele vicine ai vostri sogni, al calore delle vostre speranze.
Non temete il tempo. E’ un amico. Centellinate ogni istante, non ne versate neanche una goccia.
Date un senso a tutto quello che fate. Lasciate che la vita vi tessi intorno non ragnatele ma tele colorate.
Se siete deboli, fatevi un’armatura di parole e proseguite la battaglia.
Se siete forti, offrite il vostro scudo e le armi ai più bisognosi.
Se vi sentite soli, non temete, siete in compagnia di tanti.
Se guardate le stelle, non temete, sono lontane ma ce n’è una per tutti.

Thursday, November 3, 2011

UN GIORNO PIENO DI RUMORE



L'ingiustizia uccide poco a poco. Uccide la volontà, l'entusiasmo, la bellezza racchiusa in noi, i sogni, le speranze, i progetti, il sorriso.
Ogni ingiustizia si abbatte su di noi come una calamità: non ce la spieghiamo, la neghiamo, lottiamo fino a quando fatica e delusione non ci hanno fiaccati.
Ditemi voi, che a volte vi fermate a leggere questo blog, voi tutti che passate distratti tra le pagine di Amici di letture, cosa avete fatto\provato\pensato davanti a un'ingiustizia?
Io reagisco sempre allo stesso modo. Mi ribello. E' una reazione prima fisica, di rifiuto. Sogno di scrollarmi di dosso l'offesa, le parole, il tono di voce o di lettera, le frasi costruite con l'intento (o peggio senza nessun intento) di ferire. Estenuante- la lotta con l'ineluttabile ingiustizia. Perché c'è sempre qualcuno che ha deciso senza pensare a te, che ha pensato senza vedere te, che ha agito senza riguardo per te.
E a quel punto io sogno. Ad occhi aperti. Sogno di essere, per una sola volta nella mia vita, potentissima, fortissima. Non solo fisicamente. Mi trasformo in una montagna, un macigno, un'onda altissima e silenziosa, piena d'ira. Sogno di poter muovere i fili, delle marionette che mi hanno umiliata, delle persone che mi hanno offesa. Immagino di togliere loro quello che hanno deciso di togliere a me (o a quelli come me): un lavoro, un sorriso, la dignità, un diritto. Sorrido, persa in questo sogno di potere e gloria. Non mi commuovo, come ho promesso a un Dio buono e generoso, e non perdono. Mi vendico. Come quel dio più simile all'uomo, il dio del vecchio testamento. Quello che s'infuriava e mandava alluvioni e calamità a punire questi piccoli essere ingrati: gli uomini. Un delirio di potere. Un delirio di punizioni. Che estenuante fatica la vendetta. Dante Alighieri ha scritto la poesia più bella per vendicarsi di un'intera popolazione di inetti. Quanto orribile deve essere sembrata ad un uomo come lui l'offesa, l'esilio, dover lasciare Firenze, la sua casa,i suoi amici. Esilio infiammato dall'odio, ogni parola forgiata nel fuoco dell'Inferno. Che forza ha quella fiamma che si è sprigionata dall'ingiustizia arroventando ogni verso. Chi attraversa le fiamme dell'Inferno dantesco indenne non conosce l'ingiustizia.
Vorrei essere capace di parole dure come il diamante, schegge di meteoriti, lame di frecce antiche...Ah, se solo Apollo volesse un po' di bene ad una donna mortale e ambiziosa come me. Forse lui, potrebbe farmi dono della freccia potente che genera parole di fuoco: poesia.

E così dopo un po' mi distolgo, stanca di tanta vendetta... rimetto tutto a posto: le marionette, i fili, le montagne, gli alluvioni. Ecco. Tutto è come prima. Tutto tace.


Un giorno pieno di rumore
cadevano
piatti dal cielo
cadevano
pezzi di vetro
grandi come stelle
cadevano canguri
e tamburi.


E quel giorno non ebbe più
fine.