Il mondo magico di Benni
di Marco Belpoliti
Il Nonno Stregone, Ispido Manidoro e Trincone Carogna abitano il paradossale paese di Montelfo nel nuovo romanzo 'Pane e tempesta' 
Anche 'Pane e tempesta' (Feltrinelli, pp. 245, e 18) è così. Al centro delle vicende della sua tribù di personaggi un magico paese, Montelfo, abitato da personaggi strani e curiosi, creature delicate e formidabili, cui Benni affida il compito di narrare l'inabissarsi quasi completo del vecchio mondo, quello che ha resistito per secoli alla fremente modernizzazione, e ora invece non c'è più. Una caligine di nostalgia cala sulle vicende di Nonno Stregone, Ispido Manidoro, Trincone Carogna e tutti gli altri abitanti, che mettono in scena il loro passato, per finire poi naso all'insù a leggere il cartello dell'erigendo centro commerciale, là dove poco prima sorgeva il loro mitico Bar Sport.
Benni racconta l'Emilia dei soprannomi, dei mestieri strani, delle vicende improbabili, un mondo di bizzarri e stravaganti, che avevamo imparato a conoscere nelle storie di Gianni Celati. Lo fa di suo con una lingua che è tutta strappi e movimenti, eppure sembra avvolgersi in modo sinuoso intorno a un nucleo nascosto. Nei libri di Benni tutto è in bella vista, come in una vetrinetta d'altri tempi, eppure il mobile del suo racconto occulta qualcosa che non è facile vedere.
Il segreto risiede forse nel modo incantato e insieme comico che l'autore possiede di dipanare le sue storiette, dopo averci soavemente convocati: la tenerezza è incartata dentro un involucro di solida ironia.
(28 ottobre 2009)
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